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Il fashion traina la crescita dell’eCommerce svizzero

Il fashion traina la crescita dell’eCommerce svizzero

L’eCommerce come strada maestra per entrare nel mondo della moda: è questo uno dei messaggi della terza edizione dell’evento “eCommerce meets Fashion in the Ticino Fashion Valley”, svoltosi ieri (lunedì 13 marzo) al LAC di Lugano alla presenza di oltre 700 persone.

 

Il settore del commercio elettronico elvetico conferma il suo successo registrando una crescita del 21% nel 2016, trainata principalmente dal settore della moda. Il Fashion rimane infatti, per il secondo anno consecutivo, al primo posto tra le categorie più acquistate dagli online shopper in Svizzera, con un 56% di acquisti realizzati in questo settore e una spesa media annua di 605 CHF.

 

A confermarlo sono i dati dell’Observatory NetComm Suisse e della Ricerca Swiss eCommerce Consumer Behaviour realizzata con ContactLab, presentati nell’ambito del convegno. I risultati presentati denotano come il processo di digitalizzazione in Svizzera sia completato e il mercato sia ormai maturo, considerato che il 95% della popolazione fra i 16 e i 65 anni (5,3 milioni di persone) naviga su internet regolarmente e il 90% di essi ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno. In totale nel 2016 i 4,7 milioni di online shopper elvetici hanno speso 11,2 miliardi di CHF per comprare beni e servizi da portali di ecommerce, con uno scontrino medio annuale che ammonta a 2.400 CHF. Il 75% di essi inoltre naviga abitualmente da mobile, mentre il 61% si rivolge anche a siti esteri.

“L’eCommerce in Svizzera continua la sua corsa e nel 2016 raggiunge quota 11,2 miliardi di CHF, mettendo a segno una crescita del 20%”, commenta Alessandro Marrarosa, Presidente di NetComm Suisse. “Si tratta di una crescita significativa, superiore al +13% registrato lo scorso anno, dovuta alla stabilizzazione dei processi di digitalizzazione della popolazione svizzera, alla maggiore maturità raggiunta dal mercato del commercio elettronico elvetico e all’innalzamento del livello di spesa media annuale per acquirente arrivata a 2.400 CHF.”

 

Rispetto alle categorie di beni e servizi alle spalle del Fashion si posizionano i trasporti, i viaggi e le attività di svago tramite il ticketing. A emergere è inoltre il settore dell’arredamento che, se prima rappresentava una nicchia, nel 2016 registra un aumento del 33% nel numero di acquirenti online. Tra i metodi di pagamento preferiti dagli online shopper elvetici spiccano la carta di credito (45%) e PayPal (44%).

 

Guardando ai device, in linea con le tendenze europee, i dati confermano numeri in crescita per gli smartphone, utilizzati oggi dal 68% degli online shopper e in aumento del 19% rispetto al 2014. In crescita è anche la tendenza a utilizzare lo smartphone nel punto vendita per cercare informazioni sui prodotti (+26% rispetto al 2014) o comparare i prezzi (un’attività che arriva ad interessare fino al 50% degli user).

 

Gli online shopper elvetici rappresentano inoltre un segmento di grande interesse anche per i retailer e i brand esteri, il 61% di loro infatti acquista online cross-border al di fuori del mercato Svizzero.

“L’eCommerce elvetico a livello internazionale gode di una positiva reputazione”, commenta Carlo Terreni, Direttore Generale di Netcomm Suisse, “e registra un interesse sempre maggiore da parte degli acquirenti che risiedono all’estero. Il 60% degli online shopper a livello internazionale attribuisce il valore di “alta qualità” ai prodotti svizzeri. In termini di percezione per affidabilità del servizio, la Svizzera si posiziona seconda solo alla Germania. Sono 3.440.000 gli online shopper stranieri che acquistano prodotti in Svizzera, con in testa l’area di Shangai, seguita da Germania e UK”, prosegue Carlo Terreni. “Sono 80 i brand di moda basati in Ticino e che vedono in quest’area geografica le condizioni ideali per lo sviluppo e la gestione del loro business nell’eCommerce. Alla luce dello stabilizzarsi delle aziende in Svizzera si osserva una sempre maggiore ricerca di profili con competenze digitali e per questa ragione, come NetComm Suisse, stiamo varando percorsi di formazione dedicati”.

 

Percorsi di formazione come quello presentato dalla SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana): “Planning, managing and promoting an eCommerce project”. Le aziende fashion nell’eCommerce puntano sempre di più sui giovani i quali dovranno essere in grado di sviluppare ancora di più le cosiddette e-skills e l’imprenditorialità. A questo proposito durante la conferenza, sono state presentate 14 start-up (provenienti da tutta l’Europa) che hanno avuto modo di esporre le loro innovazioni davanti a una giuria di esperti del mondo fashion. Le startup che hanno preso parte al pitch sono state: EyeFitU, TasteHit, Combyne, Prodibi, BrandCloud, deSwag, Selfnation, #be, Fashwell, Biowatch, Diamond Heels, SkipQ, Da Vinci, Trovamoda.com.

 

Una giornata davvero densa e ricca di contenuti alla quale hanno partecipato rappresentanti delle più importanti industrie del mondo della moda e professionisti del mondo della tecnologia, confrontandosi su temi come intelligenza artificiale e big data, strategie di vendita e innovazione, pubblicità e nuovi modelli di business.

 

Tra questi l’intervento di Xia Feng, Vice President, Digital & Strategy di VF Emea, che ha parlato del grande impatto dei dati sull’eCommerce. “Anche nel settore fashion e design grazie all’uso virtuoso dei dati si possono creare prodotti sempre più vicini alle richieste e alle aspettative dei clienti. In un futuro – che è già quasi presente – saremo in grado di realizzare prodotti “Just in time”, rispondendo semplicemente alla domanda “what do you want to wear today?”.

 

Grazia Grassi, Business Growth Director Kantar TNS, ha evidenziato la necessità di non lavorare per stereotipi nella costruzione di Brand Strategy: “il 56% degli utenti Fashion buyer 16-24enni non rientra nei segmenti “Digital Leader” (alto livello di influenza del Digital, alto livello di utilizzo dei Social, prosumers): focalizzarsi su attività fortemente basate su individui con attitudini verso il digitale fortemente innovative potrebbe escludere un giovane su due, riducendo il livello di coinvolgimento ed efficacia delle campagne”, confermando che “il primo 20% dei touchpoint è responsabile dell’80% dell’impatto su Brand Equity & Sales. Il digitale ha aumentato notevolmente le opportunità di fruizione di Branded content, ma è sempre più difficile catturare l’attenzione della target audience. Solo con contenuti altamente profilati è possibile aumentare il livello di engagement e lasciare “messaggi” distintivi nella mente del consumatore”.

 

Maurizio Alberti, Country Manager di Mapp Digital, parlando proprio di customer engagement nel settore del lusso, ha identificato gli errori che i brand dovrebbero evitare di fare: aspettarsi che la tecnologia da sola possa bastare a vincere ogni sfida; cercare di personalizzare i contenuti senza conoscere a fondo i propri consumatori; pensare che la propria audience sia ogni giorno la stessa; sottovalutare l’importanza dello human touch.

 

Degno di nota anche l’intervento di Luca Mascaro, CEO di Sketchin, che ha spiegato che “la sfida futura per i brand è offrire servizi che superano le aspettative dei clienti e i benchmark degli OTT come Amazon e Zalando”. Teorizzando il passaggio dalla customer experience alla customer expectation Mascaro ha evidenziato i 3 trend del retail nel 2017: chatbot, super-fast service delivery e content commerce integration.

Pubblicato il 14 marzo 2017

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