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Ripartire dalla (generazione) Z

Ripartire dalla (generazione) Z

Un nuovo concetto di fiducia, coinvolgimento, work-life balance e corporate social responsibility: sono questi i driver che devono spingere la trasformazione delle aziende che vogliono non solo attrarre ma, soprattutto, trattenere i talenti della cosiddetta Generazione Z. Questo è uno dei principali spunti che emerge dal report “Executive Trends 2017” prodotto da Page Executive, divisione boutique di PageGroup specializzata nella ricerca e selezione di top manager.

 

Il modo di lavorare, le aspirazioni e i bisogni di questa generazione sono stati presi in esame dagli esperti di Page Executive per capire come questa nuova ondata di potenziali talenti inciderà sulle strategie HR e spingerà i CEOs a chiarire e ridefinire le loro strategie, soprattutto alla luce del progressivo calo di fiducia evidenziato dall’Edelman Trust Barometer. Secondo questo studio, infatti, la credibilità dei CEOs in Italia è caduta di 10 punti nell’ultimo anno, segnando un 28% contro un 37% della media globale, il dato rende quindi necessario un cambio di rotta che coinvolga soprattutto le ultime generazioni, per porre le giuste basi in vista degli sviluppi futuri all’interno delle aziende. “L’ingresso dei Millennials nel mondo del lavoro ha portato notevoli cambiamenti nelle imprese di tutto il mondo, ma il prossimo futuro sarà segnato dalla Generation Z, che si differenzia per diversi aspetti da tutte le generazioni precedenti e promette grandi rivoluzioni per le aziende ed il mercato del lavoro. È importante che i CEOs e i decisori aziendali abbiano coscienza del fatto che, entro il 2020, il 50% dei rappresentati di questa generazione sarà parte attiva delle aziende e contribuirà alla crescita del business” afferma Katiuscia Cardinali, Executive Director di Page Executive.

 

Le direzioni HR e, soprattutto, i CEOs devono quindi preparare il terreno sul quale attrarre e far crescere questi giovani talenti, considerando essenzialmente tre aspetti che gli esperti di Page Executive hanno rilevato come più importanti:
1. Dalla fiducia one-way alla fiducia reciproca: la Generation Z ha aspettative molto elevate nei confronti dell’azienda e, di conseguenza, del CEO che la rappresenta. Il dato acquista importanza se si pensa che per questa generazione la fiducia reciproca è fondamentale; lo spirito imprenditoriale e la motivazione della Generation Z si uniscono ad un bagaglio personale caratterizzato da un contesto storico incerto e di difficile comprensione che ha tradito la fiducia dei loro genitori su più fronti. È importante che gli amministratori delegati siano onesi e trasparenti a tutti i livelli, trasmettendo un’immagine coerente con vision e mission dell’azienda.
2. L’importanza del Work-life balance: la necessità di trovare un ambiente lavorativo che favorisca lo smart working, la diversity e la partecipazione nel processo decisionale, senza sottovalutare l’aspetto remunerativo, è di primaria importanza per la Generation Z. Questa generazione desidera lavorare in modo collaborativo e da remoto, utilizzando più piattaforme e adottando nuovi metodi di lavoro. L’unione di questi molteplici fattori rappresenta un’opportunità per le imprese e i CEOs che, per rispondere ai bisogni della Generation Z, devono focalizzarsi, più che in passato, sui processi e le strutture interne, apportando cambiamenti concreti ai propri modelli di business.
3. Oltre la corporate social responsibility: La Generation Z è molto attenta alle tematiche legate alla sostenibilità sociale ed ambientale e valuta un’azienda in base al suo livello di coinvolgimento reale in iniziative che apportino benefici concreti alla comunità. È importante quindi che i CEOs si facciano promotori e rappresentanti in prima persona di queste iniziative, trasmettendo la propria attenzione verso il territorio e la società in cui operano.

Pubblicato il 20 aprile 2017

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