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Italia, cresce il gioco online nel 2016: +25 rispetto al 2015

Italia, cresce il gioco online nel 2016: +25 rispetto al 2015

È un settore decisamente in crescita, quello del gioco online. Da qualche anno a questa parte, il settore sta registrando segni molto positivi: e se lo scorso il segno più si era stabilizzato sul 13%, quest’anno la crescita è addirittura del 25%. I dati sono quelli del Politecnico di Milano e dall’Osservatorio Gioco Online, promosso congiuntamente dall’Ateneo, dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e da Sogei, la società in house di ICT del Ministero dell’Economia e delle Finanze, partner tecnologico dell’Agenzia nel comparto del gioco.

 

I dati
Il valore del mercato dei giochi online regolamentati con vincita in denaro (e cioè la somma complessiva del fatturato degli operatori e del prelievo erariale, che corrisponde a quanto i giocatori online spendono sui siti con concessione dell’ADM) nel 2016 è stato pari a 1,03 miliardi di euro, con appunto una crescita del 25% rispetto al 2015 e un’incidenza del 5,4% sul valore complessivo (tra offline e online) del gioco. Una crescita dovuta soprattutto al contrasto al gioco irregolare: il modello portato avanti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è stato costruito attraverso una regolamentazione dinamica che di anno in anno ha gettato e rafforzato le basi per lo sviluppo del settore, attraverso la creazione di una lista nera di 6.000 siti web “.com” inibiti, un’azione di moral suasion che ha portato i principali fornitori internazionali di software di gioco online a negare i propri servizi agli operatori che agiscono sul mercato italiano senza una regolare concessione e a un adeguamento della tassazione ai principali mercati europei regolati, con l’obiettivo di rendere il circuito legale italiano più concorrenziale rispetto agli operatori non soggetti a imposizione fiscale. “Negli ultimi anni l’introduzione e il riconoscimento normativo di nuove tipologie di gioco hanno permesso di ampliare in modo graduale il perimetro del mercato legale fino a raggiungere un’offerta di gioco attrattiva e in linea con quanto disponibile all’estero e il passaggio per i principali giochi da uno schema impositivo basato sulla Raccolta a uno basato sulla Spesa ha permesso di migliorare la competitività del circuito legale italiano rispetto agli operatori illegali” afferma Marco Planzi, Direttore dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano. “In un quadro complessivo di dinamismo sia dal punto di vista della regolamentazione e del controllo sia dal punto di vista dell’offerta, il mercato del Gioco Online in Italia ha conosciuto un’espansione di quasi tutte le sue componenti. L’incremento della Spesa è il frutto di dinamiche contrapposte all’interno delle singole categorie di gioco: si consolidano i trend di crescita dei Casinò Games (+35%) e delle Scommesse Sportive (+31%) e di calo del Poker (-5%). Inoltre è importante evidenziare la costante attenzione verso meccanismi di tutela dei giocatori, uno dei principali aspetti che ha permesso di orientare il circuito legale del Gioco Online fin dalla nascita verso la prevenzione dei rischi legati al gioco d’azzardo patologico”.
Entrando nel dettaglio dei diversi giochi, sono tre le categorie che si confermano essere le principali e le più apprezzate dai giocatori italiani: nel 2016 infatti, in linea con il passato, rappresentano il 90% del mercato. Prosegue la crescita dei Casinò Games (+35% nel 2016) con una spesa che ha raggiunto i 441 milioni di euro (pari al 43% del mercato complessivo) così come quella legata alle Scommesse Sportive (+31%) che oggi vale 350 milioni di euro (pari al 34% del mercato complessivo).
Parallelamente continua il trend calante del Poker, che nell’insieme delle sue due componenti, “torneo” e “cash game”, è diminuito del 5%, scendendo a 138 milioni di euro (pari al 13% del mercato complessivo). Il restante 10%, pari in valore assoluto a 97 milioni di euro, è generato dall’insieme “Altri Giochi” che comprende Bingo, Lotto, Scommesse Virtuali, ecc. Nel complesso anche questo cluster risulta in crescita (+20%, rispetto agli 81 milioni del 2015), grazie al contributo positivo di quasi tutti i giochi, inclusi quelli più tradizionali (Bingo, Ippica, Lotterie) che negli ultimi anni avevano mostrato un trend negativo. L’attrattività del settore è cresciuta e negli ultimi anni si è assistito all’ingresso sul mercato di diversi nuovi concessionari di gioco come ad esempio Bet365, Betaland, GoldBet, StanleyBet e Sky Bet. Da un lato i giocatori italiani hanno sempre meno possibilità e interesse a rivolgersi ad operatori senza concessione perché l’offerta del circuito legale è completa e competitiva. Dall’altro i nuovi concessionari hanno portato in dote la propria base clienti italiana che prima giocava su siti fuori dai confini nazionali. “L’ampliamento e il miglioramento dell’offerta dei concessionari italiani, insieme all’evoluzione tecnologica, delle infrastrutture e della cultura digitale dei consumatori, hanno agevolato anche nel 2016 la crescita del mercato per smartphone e tablet” afferma Samuele Fraternali, Ricercatore Senior dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano “In termini di Spesa, il gioco su Mobile raggiunge nel 2016 i 233 milioni di euro, in crescita del 50%. Il tasso di penetrazione sul mercato sale al 23%, rispetto al 19% del 2015. L’84% della Spesa è generata su Smartphone, divenuto ormai il principale canale di gioco mobile: nel 2013 l’incidenza di tale device era pari al 57%”. Per la prima volta il Gioco Online ha registrato tassi in linea, seppur di poco superiori, con i mercati digitali transazionali: l’eCommerce infatti è cresciuto del 18% e i Media Digitali del 20% circa. Il Gioco Online cresce di più anche dei comparti Entertainment[2] e Spettacolo[3]: emerge infatti che il segmento Videogames è cresciuto del 6%, il botteghino Calcio del 19%, quello del Cinema del 22% e quello del Teatro dell’8%.

 

Introiti per lo Stato e sviluppo normativo
Nel 2016 lo Stato italiano ha trattenuto, in forma di tassa diretta, quasi 250 milioni di euro, ossia circa un quarto della Spesa. A contribuire maggiormente sugli Introiti sono Casinò Games e Scommesse Sportive, che assieme generano oltre i due terzi dei volumi. In calo invece il contributo del Poker mentre cresce quello degli Altri Giochi. Rispetto all’intero gettito erariale del settore Gioco (offline + online), il comparto online incide per il 2,5% circa. “Rispetto al 2015 il gettito erariale è cresciuto del 21%, con un tasso inferiore rispetto alla crescita della Spesa su cui però influisce il passaggio alla tassazione sul margine per Scommesse Sportive e Skill Games a Torneo” afferma Daria Petralia, Dirigente responsabile del gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Area Monopoli. “Per il 2017 l’azione sarà orientata alla tracciatura dell’intera filiera di gioco e all’aggiornamento del protocollo di comunicazione, al fine di tracciare i flussi di gioco su Smartphone e Tablet. Sarà inoltre predisposto un bando per l’affidamento di 120 nuove concessioni per il gioco a distanza, che dovrebbe suscitare l’interesse di altri operatori internazionali ancora non presenti sul mercato italiano”.

 

Il mercato italiano
Nel 2016 gli italiani che hanno effettuato almeno una giocata sono stati 1,79 milioni, in crescita del 15% rispetto agli 1,56 milioni dell’anno precedente. L’incremento della base utenti si è registrato anche a livello mensile: i giocatori unici in media al mese sono 766.000 circa, +15% rispetto ai 664.000 del 2015. Anche in questo caso la crescita dei giocatori non è stato un fenomeno spontaneo, ma in larga parte riconducibile agli effetti delle azioni di contrasto al gioco irregolare che hanno condotto a una migrazione dei giocatori su domini “.it”. Anche nel 2016 non subisce significative variazioni l’identikit del giocatore italiano. In media un giocatore spende 48€ al mese in Gioco Online e gioca saltuariamente: la maggior parte (83%) è uomo (le donne, in leggero aumento, si concentrano in particolari giochi, ad esempio il Bingo), risiede al Centro-Sud (69%) e ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni (53%).

Pubblicato il 12 aprile 2017

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