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The Rebirth of Made in Italy

The Rebirth of Made in Italy

Quali sono i brand che crescono di più? Quali quelli più efficaci nel trasformare le strategie in redditività del business? Chi sono i futuri ambasciatori del Made in Italy? A queste domande risponde la ricerca “Fashion, food e furniture – Il valore dei marchi delle 3F”, promossa da LC Publishing Group realizzata da ICM Advisors, che fa emergere le aziende distintesi per eccellenza economica (crescita fatturato e redditività) e marketing ( forza e potenziale di sviluppo del brand). La “Top 50” è stata selezionata su un campione di 1100 aziende italiane con fatturato compreso tra i 30 e i 300 milioni di euro.

Con un fatturato pari a 4,4 miliardi di euro e brand per un valore complessivo pari a 1,6 miliardi, sono 50 le eccellenze del 2015 nei settori trainanti dell’economia italiana, fashion, food e forniture (3F) e sono state selezionate in quanto, oltre ad aver dato dimostrazione di essere in grado di eccellere, hanno le potenzialità per diventare protagoniste sul mercato. Non necessariamente “campioni affermati”, ma anche “stelle nascenti” che stanno emergendo grazie a una grande attenzione alla gestione del brand. Rispetto all’edizione del 2015, l’andamento dei tre comparti evidenzia un miglioramento in termini di performance di crescita del giro d’affari e di redditività operativa del business, in particolare per il macro sistema arredo, che ha chiuso il 2015 con un fatturato pari a 18,1 miliardi, +2% rispetto all’anno precedente. Motore trainante dell’economia italiana rimane l’industria alimentare che, dopo un biennio stazionario, raggiunge un fatturato pari a 134 miliardi di euro, con un aumento dell’1,5% rispetto al 2015, e il sistema moda italiano con 52,6 miliardi di fatturato e una crescita dell’1,1%. La crescita del comparto fashion ha subito una leggera flessione rispetto a quella dell’anno precedente (+2.7%) da imputare alle turbolenze in termini di politica economica a livello internazionale che hanno avuto effetto sull’export.

I dati sottolineano quindi una tendenza di ripresa, lenta ma generalizzata, che sta cercando di consolidarsi nel Made in Italy. Tra le imprese rivelatesi campioni di performance, 20 aziende sono state premiate durante la serata dal titolo “Save the brand” che si è svolta a Milano; il riconoscimento è andato, tra le altre, a Diadora, Herno, La Sportiva e Moleskine del fashion, Balocco, Divella, Eataly, Maina, Mutti del food e Artemide, Flexform, Pedrali e Poltrone e Sofà del furniture.
“L’obiettivo della nostra ricerca è quello di analizzare le PMI del Made in Italy che abbiano un potenziale appeal presso grandi investitori nazionali e internazionali” ha dichiarato Aldo Scaringella, CEO e fondatore di LC Publishing Group, “da qui il titolo dell’evento, save the brand. La prima evidenza di questa ricerca è rivolta alle aziende stesse: il valore dei brand rappresenta un patrimonio aziendale molto rilevante sia dal punto di vista strategico sia finanziario. Infatti il brand rappresenta dal 50% al 70% del valore totale degli asset immateriali che per le aziende dei settori 3F è oltre il 40% del loro valore di mercato. Questo patrimonio di eccellenze è inoltre un valore strategico per il Paese – continua Scaringella – e va supportato strutturalmente. Come tutto il patrimonio di PMI italiane, le quali avrebbero bisogno di maggiore certezza del diritto, meno burocrazia e una politica fiscale e contributiva completamente diversa da quella attuale.”

“Il contributo dei brand alla performance economico-finanziaria delle 50 aziende eccellenti viene confermata in modo netto dalle valutazioni da noi svolte” aggiunge Pier Angelo Biga, Managing  Partner di ICM Advisors; “la valutazione, soprattutto quella industriale, assume una grande importanza sia per gli investitori interessati al potenziale di sviluppo del brand sia per le aziende per individuare le migliori strategie business e di brand management. La valutazione è uno strumento basato su elementi oggettivi e misurabili  che guida la finalizzazione degli investimenti e l’acquisizione di adeguate risorse finanziarie”.

Pubblicato il 10 novembre 2016

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