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10/09/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Il cinema si scopre 2.0

Cinema e social network. Un “matrimonio che s’ha da fare”. E non solo in fase di promozione di film e prodotti audiovisivi, ma in tutta la sua filiera, dalla fase di produzione fino a quella di distribuzione. E‘ quanto emerso dal convegno “Cinema e social network” svoltosi a Venezia nell‘ambito di Digital Expo.

E’ facile immaginare le potenzialità dei social network in termini di passaparola, l’attività di buzz marketing è già utilizzata in modo massiccio dai produttori e negli ultimi anni ha portato ottimi risultati. Un caso su tutti, l’horror americano Paranormal Activity, film a basso budget che proprio grazie alla rete si è trasformato in successo planetari in questo caso, la Paramount ha potuto saggiare preventivamente in rete la fattibilità o meno del film, coinvolgendo gli iscritti al social network di eventi Eventful, trasformati nell‘occasione in veri e propri promoter della casa di produzione americana.

Le strategie di marketing delle principali major in rete, sono ormai diventate all‘ordine del giorn basti pensare all‘ultima puntata della serie “Lost”, realizzata sulle indicazioni del pubblico o del film “Il vento fa il suo giro”, prodotto in sole quattro copie e promosso con il solo passaparola.

Un‘altra case history degna di nota, è quella del film “Savage County”, un indie slasher originariamente pianificato per il web, che in meno di tre settimane ha ricevuto oltre 72mila richieste: il film si è per cui guadagnato in pochissimo tempo, il diritto a essere realizzato e verrà proposto al pubblico nel periodo di Halloween 2010.

Ma la rete può diventare anche fonte di finanziamento, uno dei fenomeni più recenti è il crowd-founding, ossia la ricerca di finanziamenti in rete: gli utenti del web vengono coinvolti nel progetto e possono decidere liberamente di versare qualche euro per la realizzazione di un film di loro interesse. In cambio gli spettatori-produttori potranno ricevere da biglietti gratuiti per la visione del film a veri e propri guadagni in denaro. Il regista Ridley Scott e Kevin McDonald hanno addirittura chiesto agli internauti contenuti video per realizzare un loro progetto sulla vita sul pianeta Terra: il film, dal titolo “Life in a Day”, che sarà presentato al Sundance 2011 e su YouTube, ha ricevuto qualcosa come 80mila upload da ben 197 diversi Paesi.

Grazie ai social network, quindi, lo spettatore passa da una fase passiva a una fase del tutto attiva in cui viene delegato in prima persona alla realizzazione del prodotto film; un processo, questo, che avvantaggia notevolmente anche la stessa industria cinematografica che riesce a entrare in contatto diretto con il suo target, capace di contribuire in modo efficace alla promozione, alle strategie di marketing e alla distribuzione territoriale dei prodotti cinematografici stessi.

Ma non finisce qui. Il web e i social network non sono solo una preziosa risorsa per l‘industria cinematografica tradizionale, ma anche a tutto ciò che le gira attorn l‘Asolo International Art Festival, ad esempio, ha trovato nei social media un canale comunicativo talmente efficace da ridare al celebre evento, una vera e propria “seconda giovinezza”.

Roberto Bonin




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