| Al fine di ideare promozioni sempre più
appealing per il cliente finale, di disegnare prodotti e servizi che incontrino
sempre di più il favore della propria clientela, nonché di strutturare piani di
comunicazione quanto più efficaci, è necessario conoscere la propria clientela, capire che caratteristiche ha, come
si comporta, individuarne gli interessi ecc. generando di conseguenza immensi
database. Di fronte a una simile mole di informazioni a elevata eterogeneità,
il Data
Mining costituisce lo strumento per
estrarre trend, convergenze e correlazioni che possano aiutare il marketing
nello strutturare prodotti e servizi a maggiore utilità per la clientela,
aumentando di conseguenza i propri fatturati.
L’avvento del web ha facilitato la raccolta
di informazioni sui clienti finali sia per quanto concerne il loro profilo
dichiarato, che relativamente al comportamento
di navigazione e acquisto. L’utilizzo di una qualsiasi piattaforma di
e-commerce, ma anche la
partecipazione a una community online o a un social network passa per forza
di cose attraverso la compilazione di un
form di registrazione da parte dell’utente. All’interno di questi moduli
abbiamo tipicamente una serie di
informazioni anagrafiche, ma spesso anche domande circa le preferenze e gli
interessi. Tutto ciò costituisce il
profilo dichiarato dall’utente, in quanto è frutto di una specifica
richiesta di informazioni a cui questi ha dato risposta.
Oltre a queste informazioni, che peraltro
sono spesso presenti anche offline ogni qualvolta si partecipi a un programma
fedeltà, il web ha consentito anche una
migliore profilazione comportamentale: in particolare attraverso l’analisi dei log è possibile ricreare il percorso di navigazione dell’utente e quindi comprendere quali contenuti hanno maggiormente attirato la sua
attenzione, quante volte li ha visitati, per quanto tempo e così via.
Questo permette di ottenere informazioni circa gli interessi dell’utente che prescindono
da quanto viene dichiarato, ma che rappresentano l’effettiva manifestazione di
uno specifico comportamento. Sebbene anche offline l’osservazione diretta del
comportamento del cliente finale all’interno del punto vendita sia percorribile
attraverso tecniche di watching, tale attività se implementata in maniera
massiva su un numero elevato di punti vendita, risulterebbe avere un costo
nettamente superiore all’analisi dei log, che viceversa vengono registrati
automaticamente. Il web e l’e-commerce
invece hanno reso disponibili un ampio set di informazioni circa il profilo
dichiarato e comportamentale dei clienti e dei prospect a un costo
sensibilmente più basso rispetto alla raccolta di tali dati offline.
DATA MINING: visibilità e appeal per aumentare le vendite, non solo
online
Le tecniche di Data
Mining hanno consentito di trasformare questa enorme quantità di
informazioni circa gli utenti finali in linee
guida strategiche per l’azienda, finalizzate
a un’ottimizzazione delle risorse spese in comunicazione web e a un aumento
delle vendite online. In particolare attraverso
tecniche quali la cluster analysis è stato possibile ottimizzare la propria visibilità mostrando il messaggio promozionale
solo a chi presentava contemporaneamente un profilo dichiarato e
comportamentale coerente in termini di interessi con il prodotto/servizio
oggetto della comunicazione. Tutto ciò consente da un lato di ottenere una
migliore redemption dell’azione di marketing (clickthrough) e dall’altro di
ridurre lo sforzo in termini economici: in sostanza l’annuncio viene mostrato a
un numero inferiore di utenti, ma con una probabilità molto superiore che
questi siano interessati. Questa maggiore personalizzazione a livello
comunicativo non si esaurisce nel contenuto del messaggio promozionale, bensì
può essere estesa anche alle modalità con cui questo viene veicolato (banner,
pop-up, newsletter etc.). A livello teorico pertanto l’aumento delle informazioni
disponibili circa le preferenze dell’utente e il raffinamento degli strumenti
statistici per la loro analisi, potrebbero sviluppare strategie di
comunicazione sempre più targettizzate, in grado di accrescere l’utilità sia di
chi comunica che di chi “ascolta” e interagisce, in una logica win-win.
Come accennato inoltre, il Data Mining viene sfruttato per accrescere i fatturati provenienti
dalla vendita online, in particolare innescando meccanismi di up-selling
(acquisti a maggiore valore) e cross-selling (categorie differenti, ma affini)
attraverso l’utilizzo di tecniche di profilazione (cluster analysis) e di
analisi delle associazioni (basket analysis). Un esempio concreto è
rappresentato da Amazon che, in seguito all’acquisto di un libro, ci segnala prima
del suo pagamento che il testo risulta disponibile con la copertina rigida
(prezzo più elevato e incentivo all’up-selling) e che gli altri utenti che
hanno acquistato il testo in questione hanno comprato anche una serie di altri
libri (categorie affini e incentivo al cross-selling).
SOCIAL NETWORKING: opportunità per le aziende
L’avvento
del social networking e del web 2.0 rivoluziona il modo dell’azienda di
relazionarsi con l’utente finale
in quanto per la prima volta viene rotta la monocanalità della comunicazione,
soppiantata da una biunivocità del rapporto tra l’utente e chi pubblica il
contenuto. La comunicazione assume così
un carattere neurale attraverso le relazioni peer-to-peer che si sviluppano
all’interno dei social network: tutto ciò aggiunge un nuovo set di variabili
circa i clienti finali, nuova linfa per le tecniche di Data Mining a servizio
del marketing.
La rivoluzione è dettata dal fatto che social network come Facebook, Linkedin e
Twitter consentono una profilazione degli utenti basata sulla community nella
quale essi risultano inseriti: in particolare ogni user profilato in base
alle tendenze comuni delle persone che fanno parte della propria cerchia di
amici. In sostanza l’essere all’interno di un network, mi denota come
fortemente interessato a determinati contenuti affini ai trend e ai leitmotiv
condivisi dai membri del gruppo. Una simile profilazione consentirebbe pertanto
di comunicare a gruppi di persone con
una forte comunanza di interessi/abitudini/stili di vita un determinato
messaggio promozionale altamente targettizzato e di conseguenza con una
maggiore probabilità di redemption.
Un ulteriore vantaggio potrebbe scaturire
dai fenomeni di word-of-mouth che un
messaggio promozionale lanciato all’interno
di una comunità particolarmente coesa dal punto di vista degli interessi,
potrebbe generare sia in ottica online che in ottica offline in quanto spesso
(e fortunatamente) le relazioni intrattenute all’interno dei social network non
si esauriscono sul web, ma si riversano in esperienze di vita quotidiana.
Questa multi
direzionalità della comunicazione tra chi promuove un prodotto/servizio e
gli utenti dei social networking (e del Web 2.0 più in generale) a tendere
potrebbe migliorare da un lato il sistema d’offerta, aumentando il valore
percepito da chi acquista, e dall’altro le stesse tecniche comunicative in
termini di contenuti e modalità di veicolazione del messaggio, riducendo, di
fatto, le montagne di spam che riceviamo giornalmente e il rumore di
quell’overload informativo a cui siamo sottoposti ogni qualvolta effettuiamo
una ricerca.
Paolo Pedersoli, Senior Consultant VALUE LAB
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