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11/10/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Eventi Casalinghi: Vengo Anch’io! No, tu No!

Si è parlato spesso di quanto la recessione abbia colpito l’America e in generale l’economia mondiale. Fior fiori di psicologi, sociologi, economisti e marketers hanno analizzato la situazione sotto diversi punti di vista, e il verdetto pare essere unanime: le abitudini di consumo sono cambiate, specialmente per quanto riguarda il mondo dell’intrattenimento degli ospiti e dell’uscire a cena.

Nell’ultimo anno infatti, tutte le compagnie leader nella creazione di oggetti per la casa e in particolar modo per la cucina, hanno visto la curva delle vendite salire, a discapito di tutte le altre categorie le cui curve invece scendevano in picchiata.

La psicologia dietro a questo fenomeno del mercato e’ molto semplice: con l’alta percentuale di disoccupazione e la recessione vigente, la popolazione, in particolar modo americana, non ha voluto rinunciare ad un minimo di “bella vita”, portando le cene al ristorante direttamente nel proprio salotto. Al posto di uscire a mangiare in un ristorante superchic che non ci si poteva piu’ permettere, infatti, gli americani si sono improvvisati “home cooks”, comprando aggeggi e oggetti semiprofessionali per sfoggiare le proprie doti culinarie e offrire le loro prelibatezze fatte in casa durante queste nuove cene sociali.

Seguendo lo stesso principio, la nuova tendenza fattasi largo negli ultimi mesi a New York, e’ quella di aprire il proprio appartamento a gente piu’ o meno sconosciuta, per un concerto, letture pubbliche o eventi artistici nel proprio salotto. Gia’ presente anche a Milano, la serie di esibizioni “segrete” che si fanno strada tramite il tam tam cittadino, eliminano il costoso biglietto per una qualsiasi altra mostra o concerto, dando inoltre la sensazione di appartenere ad una ristretta cerchia di privilegiati, che possono assistere ad eventi in esclusiva.

L’esclusivita’, che pare essere il motto del nostro vivere quotidiano, e’ proprio l’ingrediente chiave che permette a tutti questi eventi di ottenere molto successo. E oltre a questo, anche l’ambiente casalingo e’ cio’ che piu’ si ricerca in queste mostre e concerti DIY (Do It Yourself).

Ci viene dunque da chiederci dove i brand e le strategie di marketing possano entrare in questo scenario di eventi drasticamente cambiato rispetto al solito concerto. Se infatti in questi ultimi e’ quasi impossibile non uscire dallo stadio o dalla galleria d’arte con un piccolo segno di riconoscimento da parte delle marche – che non fanno altro in questo modo di legarsi a doppio filo all’evento appena sponsorizzato, cercando di imprimersi indelebilmente nella mente dei consumatori –, negli eventi casalinghi le porte a quelli che spesso sono solo anonimi stand colorati sembrano essere chiuse.

In effetti, in questo caso le marche toglierebbero parte del fascino underground in cui sembrano essere racchiusi concerti ed esibizioni private. Sarebbe un po’ come se portassimo delle magliette da regalare gratis ad un’invito a cena a casa di un amico.

Eppure le potenzialita’ per andare a colpire un target di consumatori estremamente attenti, alla moda, e quindi potenziali influencers esiste, ed e’ concreta. Bisogna solo prestare attenzione a sfruttarla in un modo estremamente cauto ed intelligente.



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