Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
17/10/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Tutti per uno, uno per tutti!

La cooperazione tra imprese, attraverso l’attivazione di forme di networking, di reti fornitori-cliente, di distretti industriali e tecnologici, di associazioni e consorzi, è la risposta ottimale che l’impresa può dare per competere in uno scenario di incertezza e instabilità.

E’ ormai noto il valore che ha l’utilizzo di servizi comuni, nell’attivazione di sinergie, nella circolazione di conoscenza e di competenze e quindi nella capacità complessiva di innovare e di stare sul mercato.

La rete, o network, è costituita da un insieme di imprese, coordinate con modalità formali o informali, storicamente caratterizzate da una vocazione specialistica settoriale e/o territoriale.

Il concetto di network ha acquisito visibilità all’inizio degli anni ‘80 a fronte della globalizzazione del mercato, dei radicali cambiamenti delle tecnologie, dei mutamenti nella divisione internazionale della produzione, che hanno comportato una ristrutturazione drastica delle imprese.

Questo processo si è manifestato con una concentrazione delle attività nei settori “core” e con l’esternalizzazione delle altre attività dell’impresa, semplificando l’organizzazione e la gestione gerarchica.

Contrariamente a quello che pensano alcuni che vedono il network come una formazione reattiva a determinate condizioni, con caratteristiche quindi contingenti e provvisorie, il network si sta affermando come una forma di organizzazione innovativa, con carattere di permanenza.

Certamente si sta modificando la concezione del network che si basava sulla prossimità geografica, ad essa si stanno sostituendo, o meglio assieme ad essa stanno crescendo, due nuove forme di reti: la prima professionale e settoriale, la seconda di tipo virtuale, costruita intorno a idee strategiche forti.

La prima costruisce reti globalizzate intorno a industrie, prodotti e specializzazioni; la seconda aggrega su progetti a forte valenza innovativa.

Una rete funzionante deve essere capace di produrre vantaggi, che possono riguardare:

1.Vantaggi per risorse e competenze. La rete deve garantire visibilità, disponibilità, libera circolazione e scambio delle risorse e delle competenze disponibili.

2.Vantaggi di mercato. La rete deve favorire vantaggi diretti o indiretti riguardanti la competitività dei singoli attori, sia attraverso un loro aumento dell’efficienza e della qualità delle prestazioni, sia attraverso esplicite politiche commerciali comuni.

3.Vantaggi di accesso/disponibilità ai fornitori. Ogni attore della rete è cliente e fornitore degli altri.

4.Vantaggi legati alla gestione organizzativa. Il primo vantaggio è che ogni attore del sistema si concentra al meglio sul suo core business, garantendo la massima efficienza, efficacia e innovazione dei suoi processi. Nella stessa ottica possono essere messi in atto servizi comuni, che possano garantire adeguate economie di scala.

Fare rete vorrà dire acquisire una cultura orientata allo scambio ed alla promozione delle relazioni, un passaggio da uno stile centrato sul proprio punto di vista ad uno disposto a considerare “comune” la visione e l’agire.

Il sistema a rete stimola comportamenti in grado di garantire competitività, intesa come forma di confronto integrato tra soggetti con caratteristiche simili, che produca miglioramento e innovazione.

La riflessione finale ciporta a sottolineare l’importanza e spesso la necessità di promuovere forme di aggregazione e scambio tra le imprese, soprattutto in un tessuto economico come quello italiano ancora oggi caratterizzato dalla presenza di PMI, che da sole non potrebbero ottenere risultati ambiziosi o semplicemente competere sul mercato.

In questo contesto, infatti, la presenza di reti tra i diversi soggetti eleva la possibilità di creare opportunità, stimola la creazione di valore ma anche la qualità della concorrenza, produce sinergie applicabili in contesti diversi e spesso distanti dai nostri.

Così come il far parte di una squadra vincente esalta le caratteristiche dell’individuo che ne fa parte, facendo condividere alla persona i successi del gruppo, lo stesso può accadere ad un’impresa che, non potendo giocare da sola contro avversari agguerriti, si mette assieme ad altre, costruisce una rete che le consentirà di vincere.

Il bello del gioco di squadra è proprio quest tutti lavorano per conseguire il risultato ed il risultato è a favore di ognuno.

Giovanni Volpe

Amministratore Unico di COMITES srl
volpe@comites.mi.it

www.comites.mi.it



Comites
ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
MANAGEMENT - 07/11/2012
Kotler: 'L'Italia ha dimenticato il marketing'
MANAGEMENT - 19/01/2016
La Business Mobility nel mondo
MANAGEMENT - 10/02/2011
Customer Equity, ma attenti alla competizione
MANAGEMENT - 18/01/2016
Il futuro dell‘ecommerce
MANAGEMENT - 12/07/2010
Il web 2.0 non convince i marketing manager
 
 

Business Video