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22/10/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Italiani, popolo di navigatori digitali… e di social networkers

web2.0, socialnetwork
Internet e i social network hanno fatto breccia nel cuore degli italiani. Lo conferma uno studio presentato ieri da TNS Italia in occasione di SMAU 2010.
“Digital Life 2010”, questo il nome della ricerca condotta dal 13 al 19 luglio su quasi 3.000 italiani (50.000 interviste in 46 Paesi per una copertura dell’88% dell’utenza Internet mondiale, ndr), ha voluto sondare i comportamenti online e offline degli utenti Internet abituali, cercando di mettere in luce le reali abitudini durante la navigazione web da PC o da mobile.

Lo studio evidenzia che, sebbene all’attività di e-mailing acceda giornalmente una larga maggioranza degli utenti (87% in Italia e il 72% a livello globale), la quota di tempo spesa in rete settimanalmente nelle attività di social networking sia superiore (sii spendono mediamente 4,6 ore a settimana contro le 4,4 utilizzate nelle attività di mailing nel mondo).
Sul web si coltivano infatti i propri interessi personali e gli hobby e ci si mantiene aggiornati sulle ultime notizie, sul tempo e sugli eventi sportivi: il 59% degli italiani della rete è impegnato giornalmente in questa attività, spendendoci circa 4,7 ore la settimana.

Il digitale è per cui divenuto il media channel primario nel nostro Paese: il 90% degli italiani lo utilizza giornalmente, contro un 53% che guarda la TV e un 46% che ascolta la radio. Touchpoint elettivo, per l’accesso a Internet per motivi non professionali, è il PC di casa; il 26% degli utenti Internet intervistati utilizza anche il device mobile per accedere alla rete.
Lo studio ha inoltre identificato bisogni e attività, nonché modalità di comportamento e relazioni sottesi alla “vita digitale”, evidenziando sei differenti gruppi tipologici di utenti online e dando vita a una sorta di segmentazione dell’utenza Internet. La metà del popolo digitale italiano si suddivide pressoché equamente in due differenti cluster: gli “Influencers” (24%) e i “Knowledge Seekers” (23%). I primi sono prevalentemente giovani e assidui utenti dei social network, mentre i secondi si rivolgono al web principalmente per coltivare i propri interessi e conoscenze, senza essere particolarmente attratti dai social media.

Seguono i “Functionals” (18%), con un approccio alla rete decisamente più basic, i “Networkers” (17%) i cui bisogni si aggregano attorno alle necessità di mantenere e sviluppare le proprie relazioni sociali, i “Communicators” (13%) che considerano il web un modo per esprimere la propria personalità attraverso modalità che gli strumenti offline non consentono. Per finire, gli “Aspirers” (5%), neofiti del web, guidati più dal desiderio di sperimentare ed essere presenti che dalle attività svolte effettivamente.

Roberto Bonin




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