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19/11/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Heidi ha una relazione con Lupin: l’invasione dei cartoon in facebook

Cartoon - libro è online. Se in questi giorni vi capita di chattare con Heidi e di commentare un post di Lupin, o di essere in una relazione aperta con Doraemon, non stupitevi. Siete nel bel mezzo di un fenomeno virale che a molti fa sorridere, ad altri fa storcere il naso. In occasione della Settimana dei Diritti dell’Infanzia, migliaia di utenti facebook (il dato deve far riflettere) hanno cambiato la loro immagine profilo con quella di un cartone animato. Tutto è partito da questo post : Dal 15 al 22 novembre, cambiate la vostra foto profilo di facebook con quella di un cartone animato della vostra infanzia ed invitate i vostri amici a fare lo stesso. Lo scopo del gioco? Non vedere più, fino a lunedì, una sola faccia umana su facebook ma un’invasione di…ricordi!”.

Se sia un’azione spontanea o il risultato di una sapiente strategia di viral marketing ancora non è chiaro. Il risultato, però, è sorprendente.  Come in un ‘paese delle meraviglie’ le bacheche si popolano di personaggi buffi e simpatici: c’è Gigi la trottola, Renzi la strega, l’Uomo Tigre che conversa con Ken Shiro, Sailor Moon che dedica una canzone a Pollyanna, Hello Spank che risponde ad un invito della signora Minu. Spazio alle coppie nella community dei cartoon,  agli irriducibili amici – nemici, agli eterni fidanzati e ai buoni e cattivi. Non manca nessuno: Ataru e la capricciosa Lamu, l’attaccante Holly e il portiere Benji,il gatto Tom e il topo Jerry, la pallavolista Mila con il suo bel Shiro. Non si rinuncia ai classici con Paperino, Topolino, Cenerentola e Biancaneve. Ritrovano la notorietà personaggi quasi dimenticati, cartoni animati che arricchiscono la galleria dei ricordi della nostra infanzia. Il fenomeno esiste. Quando è una massa di persone a compiere una stessa azione, si realizza una vera e propria flashmob virtuale. E’ ora da determinare quale sia il grado di coscienza degli utenti che compiono queste azioni.

Solo un mese fa molte donne avevano cambiato il loro status con un passaparola, che aveva  portato alla creazione di frasi ironiche e maliziose, che hanno suscitato la curiosità di molti uomini. L’iniziativa era volta ad aumentare la consapevolezza dell’importanza della prevenzione del cancro al seno, con la campagna ‘Nastro Rosa’ voluta dalla Lilt. Nel 2009 il tema con cui aggiornare il proprio status era il colore del reggiseno che si indossava in quel momento. Molte signore si erano prestate al gioco, altre non avevano ceduto alla tentazione. I detrattori di simili iniziative puntano il dito contro il conformismo di massa e la scarsa consapevolezza delle persone. Sicuramente come per ogni azione di comunicazione fondamentale è il pensiero strategico sotteso alla realizzazione della campagna. Sarebbe utile misurare l’efficacia,oltre che la diffusione, del messaggio. Per il carattere popolare del social network, il rischio che simili iniziative diventino inflazionate è alto.  Fino a quando, però, l’aggiornamento di uno stato e il cambio dell’immagine dura lo spazio di poche ore e riesce a far sorridere, incuriosire e perché no, riflettere, la notiziabilità dell’evento è pari, se non superiore, ad altre iniziative di comunicazione realizzate con impiego di risorse e capitali ben più alti. I campi di applicazione della pubblicità in Faceboook e nei social media non sono ancora ben definiti. Numerosi sono i possibili sviluppi. Siamo di fronte ad una fantasiosa partenza?

 

Serena Poerio



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Redazione MyMarketing.Net
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