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20/11/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Il perugino e il maestro

21Minuti
Luciano Mazzetti e Susan Polgar, settantenne perugino lui, quarantaduenne ungherese lei. Entrambi il 19 novembre, sul palco di 21Minuti, hanno raccontato al pubblico come hanno portato al successo la propria storia professionale e privata.

Luciano Mazzetti è docente universitario, impegnato in numerosi progetti di ricerca, responsabile dello Sviluppo educativo Unicef nei paesi latinoamericani e Presidente dell’Opera Nazionale Montessori.
Il primo consiglio lo formula prendendo in prestito il motto dannunziano “Ama il tuo sogno se pur ti tormenta”: dedicarsi alla propria professione significa fare un atto d’amore che implica passione e fedeltà alla propria scelta. In secondo luogo raccomanda di prendere coscienza delle ragioni del cuore e delle ragioni delle ragioni, perché “non possiamo solo amare, né fare solo scienza”.
L’ultimo consiglio è avere il coraggio di giocare. Per un bambino giocare significa imparare, accettare una sfida contro il destino, perché in ogni gioco si cela un residuo di casualità non controllabile che fa paura, ma che aiuta a combattere per il proprio sogno.

Susan Polgar ha fatto la sua scelta quando non aveva ancora quattro anni. Inizialmente era semplicemente colpita dalla bellezza estetica degli scacchi, dal magico contrasto del bianco e del nero; poi entra nel loro mondo per vincere la sua sfida. Nel gioco degli scacchi ogni minimo vantaggio deve essere colto e sfruttato a proprio favore. Susan ha fatto di questa massima uno stile di vita. Il suo precoce approccio allo studio degli scacchi le ha permesso di distaccare ogni avversario e di abbattere le barriere di genere: a quattro anni vince 10 a 0 il torneo femminile di scacchi under-11; a dodici anni il titolo mondiale femminile under-16; a quindici anni è in testa alla classifica mondiale femminile. Nel 1986 le fu impedito, in quanto donna, di partecipare al campionato maschile di scacchi, ma, lottando con tutte le sue forze, ottiene l’abolizione della dicitura ‘maschile‘ dal concorso; poi nel 1991 consegue il titolo di ‘Grande Maestro‘ fino a quel momento riservato ai soli uomini.
Per Susan Polgar, la perseveranza è dunque la prima chiave per il successo, a cui si deve aggiungere passione per quello che si fa, diligenza, zelo, fiducia in se stessi, motivazione, preparazione e spirito combattivo. Oggi insegna e dirige presso la Texas Tech University un centro a lei intitolato. “Educare è divertente - spiega Susan Polgar - e crea legami”. Secondo la campionessa, gli scacchi sono utili a sviluppare capacità diverse, prendere decisioni, allenare la logica del pensiero e per questo è auspicabile che in ogni scuola sia presente una scacchiera. Quando i bambini giocano a scacchi, migliorano e si responsabilizzano. Nel Super Championship di scacchi che si tiene ogni anno negli Stati Uniti, oltre cinquemila bambini sono radunati in un’unica sala, per più di cinque ore, eppure non si sente volare una mosca. Il giocatore di scacchi entra in un mondo di silenzio fisico e ideale, in cui ognuno darà il meglio di sé se saprà disciplinare la propria mente a escludersi dal mondo circostante.

Laura Cusmà Piccione


Redazione MyMarketing.Net
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