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05/12/2010  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Nutella

nutella, brand, marketing
Se ogni mattina assomiglia all’inizio di una nuova storia, fare colazione con Nutella è la partenza migliore.Spalmata da più di 40 anni, corteggiata dal cinema e nelle canzoni, fenomeno di venerazione in rete e cara a tutti con la forza di un tempo perduto recuperabile a ogni assaggio, l’inimitabile crema di nocciole si propone adesso come una dei protagonisti di quello chei nutrizionisti considerano il pasto più importante. Oltre il cappuccino e la brioche. La colazione dovrebbe essere creativa e piena d’amore, non solo energetica. Ingredienti da combinare a piacere: trenta grammi della supercrema uscita per la prima volta dalla fabbrica di Alba in un giorno di pioggia dell’aprile 1964. Frutta, latte, pane. E fantasia. Lo fanno i calciatori della Nazionale seguiti da medici attenti e istigati al gusto da Claudio Silvestri, il cuoco uscito dall’anonimato delle cucine per svelare i segreti alimentari dei campioni. Lo hanno fatto i grandi al G8 a L’Aquila. Persevera Nanni Moretti contagiando a colpi di torte-barattolo il figlio Pietro. E nell’antologia delle confessioni dei vip Nutella viene citata tant per Monica Bellucci è “il massimo del godimento”; Francesco Totti la ammette come “unico doping”, Julia Roberts la mangerebbe “24 ore su 24”. Il gesto semplice di spalmare Nutella su una fetta di pane è la possibilità di iniziare con dolcezza la storia di un nuovo giorno. E in una congiuntura difficile è anche un modo di ripensare la crisi come riscoperta di abitudini senza fronzoli ma altamente gratificanti. Nutella sta dentro il suo tempo, sempre. Continua a stupire con la sua alchimia misteriosa senza cambiare mai mentre intorno tutto cambia. Passano le generazioni, schiere smemorate di consumatori triturano marchi celebri e dimenticano. Lei resta. E dilaga sul web con la forza del terzo brand italiano più citato in rete: le tre pagine più popolari dedicate a Nutella raccolgono da sole più di 5 milioni di fan, Google riporta più di 7 milioni di segnalazioni, che diventano 12 milioni su Yahoo. Ogni giorno migliaia di persone le rivolgono un pensiero appassionato. A questo esercito di amanti il sito www.nutella.it propone adesso uno sforzo collettiv scrivere (o filmare, fotografare, disegnare) insieme la good morning philosophy, un manifesto della colazione con Nutella. Cogliere insomma lo spirito di un rituale troppo spesso banalizzato dalla fretta, intristito dal pregiudizio che a tavola spinge a stare alla larga da tutto ciò che è troppo buono e dà piacere. La colazione deve essere un’oasi di gioia, un tempo per prepararsi alle sfide di ogni giorno, un’emozione da condividere. E Nutella anche stavolta si rimette al centro. Va oltre il consumo consolatorio per proporsi come start up con l’approvazione del nutrizionista. Continua a raccontare la sua avventura formidabile fatta di bontà alle nuove generazioni. Ci provano da sempre a spiegare con la ragione un fenomeno circondato da una carica emotiva intraducibile, vincente a cominciare dal nome: quel suffisso inglese (nut) seguito dalla morbidezza della doppia elle del vezzeggiativo italiano. Dire crema da spalmare non basta, perché dentro quel barattolo c’è molto di più: energia, voglia di vivere, un mondo di valori che va oltre le mode. Icona del piacere capace di stabilire un legame che la logica del consumo non esaurisce, Nutella resta un mistero felice, il caso più clamoroso di long seller alimentare cui la concorrenza non è riuscita a stare dietro. Non invecchia, si evolve confutando le leggi della saturazione dei prodotti, la cui vita media si aggira sui 15 anni. Ha accompagnato allamaturità i ragazzi degli anni ’60,ha conquistato i loro figli. E chi oggi ha 20 annisi ritrova a ragionare sul mito in quell’agorà virtuale che è la rete, negli spazi sociali del web dove circolano ricette e suggestioni. Passione, condivisione, allegria. Il fenomeno di questa lunga storia d’amore continua ad alimentare se stesso.




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