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27/02/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Incroci pericolosi!

 

Venerdì giorno di bilanci. Un giorno nel quale si tirano le somme di una settimana; l’ultima di febbraio, che ha fatto registrare spaventosi sali e scendi delle borse mondiali e altrettanti rischiosi zero alla voce reti segnate dalle italiane impegnate in Champions League. La sfida calcistica Italia - Inghilterra è terminata con un inquietante bottino negativo per Roma Inter e Juventus.
Qualcuno potrà chiedersi: ‘perché mai questo accostamento tra economia e calcio giocato?’ Non sarebbe azzardato? In fondo si tratta solo di un gioco, anche se il più popolare nel nostro Paese!
Invece c’è una correlazione profonda e radicata tra le due cose.
Giustamente si pensa al calcio come ad un gioco, ma un gioco che muove milioni di euro e miliardi di interessi. I negativi risultati delle tre squadre italiane potrebbero avere forti ripercussioni sui bilanci societari se confermati nelle gare di ritorno che si disputeranno il 10 e l’11 marzo. L’Inter sarà chiamata a compiere l’impresa nel tempio dell’Old Trafford dopo essere stata triturata nella gara di andata da un grande Manchester ma troppo sprecone e che si è dovuto inginocchiare a San Julio che per fortuna dei tifosi di fede neroazzurra difendeva la loro porta. Uno 0-0 che ha scontentato gli inglesi e che mantiene intatte le possibilità della truppa di Mourinho di qualificarsi per i quarti di finale della competizione Europea più prestigiosa.
Stesso discorso può farsi per le altre due italiane impegnate in Champions. Anche se con le dovute differenze, visto che partiranno da un risultato di svantaggio se pur minimo. Un 1-0 fuori casa che ha il sapore di aver limitato i danni, considerando lo strapotere fisico ed economico delle squadre d’oltremanica.
La Roma è uscita un po’ con le ossa rotte; surclassata dai ’terribili boys’ dell’Arsenal di Wenger, ma sconfitta solo di rigore. Nella Capitale ci si augura che sia tutt’altra storia. La terza italiana, la Juventus, è quella che ha raccolto più elogi dai quotidiani ma anche lei sconfitta allo Stamford Bridge dalla corazzata del magnate russo Abramovich. A Torino oltre a mettere in campo grinta, compattezza di gruppo e cuore dovrà cercare di mettere a segno almeno due reti senza subirne alcuna per poter accedere alla fase successiva.
Questione di orgoglio; questione di prestigio; ma soprattutto questione di portafoglio. Tutti i Presidenti e dirigenti si affannano nello spiegare che per loro il sogno massimo come tifosi è quello di alzare al cielo la ‘coppa dalle grandi orecchie’. Ma come manager perché si sogna questo trofeo?
In realtà a questa domanda si potrebbe rispondere semplicemente in due righe. La verità è che l’Uefa rimpingua il portafoglio, in modo più che consistente alle società che più si sono distinte durante le fasi finali. Più si riesce ad andare avanti in coppa, più aumentano gli introiti.
Ma vediamo più nel dettaglio di quali cifre si parla. Per tutte le squadre che riescono ad approdare agli ottavi di finale spetta un riconoscimento di circa 38 milioni di euro, che tocca i 46 milioni per le squadre che hanno più tifosi nel mondo. Questa speciale classificata è guidata dal Real Madrid che produce ricavi per 366 milioni di euro, seguito da Manchester United e Barcellona. Più staccate le italiane; bisogna arrivare all’ottavo posto per trovare il Milan e scendere ancora per incontrare la Roma, la Juventus e l’Inter.
Ma il vero sogno di questi lungimiranti dirigenti è ovviamente giungere alla finale di maggio e sperare di vincerla per incassare la bellezza di 110,4 milioni di euro. A queste cifre vanno aggiunti altri incassi che derivano dalla percentuale sui diritti d’immagine, dalla vendita dei biglietti e dalle entrate derivanti dal commerciale e dal marketing. La coppa Uefa invece va considerata la ‘sorella povera’ caduta in disgrazia dopo la riforma della coppa Campioni diventata Champions League che ammetteva a partecipare solo la vincitrice del proprio campionato di appartenenza, mentre adesso accoglie le prime quattro dei maggiori campionati europei. Conseguentemente i ricavi sono irrisori se posti a confronto.
I tifosi - pardon i dirigenti di Milan, Sampdoria e Fiorentina - possono dormire sonni tranquilli nonostante la fresca eliminazione da questa competizione. Magari i supporters speravano nel sogno di alzare una coppa. Seppur con le ‘orecchie piccole’. Anzi, a guardarla bene, le orecchie non sembrano proprio esserci.

Gianpiero Romanazzi    



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