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04/02/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

WeBank e la tecnologia: un binomio vincente!

Nasce WePad Project, il progetto di WeBank che coinvolge sei esperti ma anche semplici appassionati per realizzare la prima applicazione crowdsourcing per iPad.

La Banca del Gruppo Bipiemme ha selezionato un team esperto di tecnologie e comunicazione per creare una nuova applicazione per far risparmiare tempo agli utenti. A partire dal 2 febbraio, i 6 esperti si incontreranno settimanalmente per mettere a disposizione l’uno dell’altro il proprio talento e ingegno confrontandosi con utenti e semplici appassionati. Infatti, i momenti di progettazione saranno visibili in streaming sul sito www.wepadproject.it. Allo stesso link sarà anche possibile visualizzare nei giorni successivi una sintesi delle sessioni di lavoro e delle interviste esclusive con i 6 esperti in stile confessionale.

Il reality di WeBank è stato pensato e creato in funzione dei propri clienti che ancora una volta sono al centro di un’iniziativa partecipativa come questa. L’interazione sarà il valore in più di un progetto innovativo come questo. L’utente più attento e meritevole avrà anche la possibilità di sedersi al tavolo della progettazione e vincere così un iPad.

Abbiamo approfondito l’iniziativa con Adriana Piazza, Responsabile Brand Marketing & Web Strategy Webank che ha risposto ad alcune curiosità.

Com’è nata l’idea WePad Project?

Abbiamo voluto immaginare un progetto, particolarmente innovativo nel panorama bancario italiano. Lo abbiamo fatto in linea col nostro modello di banca partecipativa che da tempo offriamo agli utenti della Rete. Abbiamo quindi pensato a 6 esperti provenienti da ambiti molto diversi fra loro a cui chiediamo di lavorare insieme e confrontarsi per raggiungere un obiettivo comune. La squadra ha 6 settimane di tempo per ideare un‘applicazione per iPad che migliori o semplifichi la vita quotidiana delle persone. Del resto, il risparmio di tempo e denaro è un valore fondante diWebank da oramai più di 10 anni. Nel farlo potrà avvalersi dell’aiuto, degli input e dei commenti del pubblico, che avrà modo di influenzare il processo creativo degli esperti, partecipando attivamente allo sviluppo dell’idea (con la possibilità di partecipare fisicamente ad alcuni di questi brainstorming). L’applicazione verrà poi realizzata a spese di Webank e resa disponibile gratuitamente sull’App Store.

WeBank e la tecnologia digitale: un legame solido. Qual è il segreto?

Probabilmente perchè siamo nati nel 1999 con un’idea coraggiosa e innovativa: reinventare, con gli strumenti della rivoluzione digitale, il mondo del banking nel nostro paese. In poco più di dieci anni di attività, Webank ha inseguito, attraverso diverse operazioni e iniziative online, il sogno di una banca partecipativa, permeabile alle necessità e ai desideri dei suoi clienti. The WePad Project è l’ultimo passo di questo lungo percorso di studio e promozione della cultura digitale: un esperimento innovativo nei contenuti e nella forma che dimostri che anche l’Italia può vantare delle eccellenze in ambito tecnologico e creativo.

Qual è l’obiettivo che vi siete posti? Un’applicazione innovativamente perfetta o la fidelizzazione dei vostri clienti?

L‘obiettivo è l‘app utile per tutti, perchè creata da tutti. La fruizione dei contenuti offerti dalla Rete si è profondamente articolata con l‘avvento delle app. Anche l‘online banking sta conoscendo un‘evoluzione particolarmente interessante grazie agli smartphone e ai tablet. I siti, ovviamente, continueranno a esistere (e per molto tempo ancora saranno l‘accesso principale a contenuti e servizi): l‘app, nel contempo, già rappresenta la modalità di fruizione sui device "in mobilità", costringendo quindi i fornitori di contenuti e servizi a rielaborare le modalità di interazione con gli utenti e fra gli utenti. L‘iPhone ha rappresentato sicuramente una svolta radicale: per questo motivo Webank ha avuto, fin da subito, particolare attenzione nei confronti dello smartphone di Apple. L‘iPad è ancora un‘altra storica evoluzione: non un "grosso iPhone" (come qualcuno ebbe a definirlo al momento della sua commercializzazione) ma uno strumento con sue particolari caratteristiche (per il quale abbiamo realizzato un‘app appositamente studiata).

Che tipo di risposta vi aspettate dagli internauti? Qual è il target obiettivo?

Avere 200 iscritti alla piattaforma di Wepad Project (www.wepadproject.it) prima della partenza del primo brainstorming, con molteidee finora pubblicate, rappresenta un importante risultat vuol dire che stiamo già intercettando una riflessione diffusa, alimentando un confronto esteso, stimolando una "big conversation". L‘app, di per sé, è solo un mezz quello che vogliamo offrire agli utenti della Rete è la risposta ad un loro bisogno, che tenga appunto conto dei vantaggi offerti dalle peculiarità, in questo caso, dell‘iPad.

Qual è stato il criterio di selezione dei sei esperti?

Abbiamo voluto andare oltre la tecnicità dell‘app stessa: per questo motivo il criterio di selezione è stata l‘eterogeneità di esperienze professionali degli esperti stessi. Il punto di forza (anche commerciale) dell‘iPad è la sua estrema facilità d‘utilizzo anche da parte di chi non è particolarmente esperto di tecnologia: in tal senso abbiamo voluto rappresentare anche l‘eterogeneità di tutti quegli utenti che, nel corso delle 6 settimane, pubblicheranno la loro idea su www.wepadproject.it. Tra gli esperti ci sarà ovviamente anche uno sviluppatore, per dare concretezza informatica all‘app stessa durante i brainstorming. Una grande sfida creativa, per offrire gratuitamente agli utenti della Rete il frutto di un‘elaborazione collettiva. Da questo punto di vista, il concetto di prosumer si arricchisce di significati ancora più profondi: staremo a vedere.

Gianpiero Romanazzi




Redazione MyMarketing.Net
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