Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
16/01/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Nel bene e nel male il marketing paga

Nel comunicato ufficiale si legge “…sento il bisogno di percorrere altre vie professionali…” ma non si sa se Luca De Meo, uomo FIAT, responsabile dei marchi Alfa Romeo, Abarth, e del Group Marketing, abbia rinunciato alla sua carica sua sponte, o perché costretto, come d’uso dire nel mondo anglosassone “call to resign”.

Come sta accadendo in molte aziende, la crisi sta spingendo ad una fusione tra aree vendite ed aree marketing e, dove il passaggio non è ancora avvenuto, le ragioni sono da imputare alla necessità di incorporare due settori vicini - se non parenti, comunque interdipendenti - per fluidificare la gestione interna e, come d’obbligo, ridurne i costi.

De Meo, manager simbolo del successo ‘500’, ha seguito una trafila interessante: partito da Renault, passato per Toyota, Lexus, e approdato alla Lancia ed entrando così di diritto nel gruppo di Torino alleato di GM; si è occupato sempre di marketing e di branding.
Gli analisti ed i leader del settore auto scommettono su un quasi certo consolidamento del comparto, e le previsioni dei giornali parlano di una fusione nei settori che gestiscono i diversi marchi FIAT e di una futura sintesi tra i reparti vendite. Bisogna riflettere sulla condizione – ormai fisiologica – che porta sempre gli “uomini marketing” a pagare le conseguenze ed i tagli delle crisi e delle flessioni come quella attuale. 

Rovesciando la medaglia, si potrebbe anche ragionare su un’uscita di De Meo dovuta ad una sua previsione poco rosea sull’andamento economico del gruppo di Torino, ma siamo d’accapo: c’è crisi ed è sempre il marketing ad essere messo in discussione. 

Il titolo FIAT infatti, a prova della fiducia riposta dagli azionisti nel manager milanese, ha perso il 3,45% alla notizia della sua prossima uscita. La botta presa sul mercato conferma quanto le politiche e le strategie legate ai brand, soprattutto nel settore auto, siano determinanti per i successi o le débacles dei prodotti, che oggi hanno un tasso di sostituzione o di innovazione sempre elevato, che le porta ad inventare e spingere nuovi nomi e nuovi stili di guida e di consumo.

Che per il futuro il mercato chieda di puntare su tre modelli ogni cinque anni, invece che dieci, ci sarà sempre bisogno di qualcuno in grado di vestirli, e presentarli: in gessato, come Lancia, o in gonnella, come Abarth.

Antonio Belloni



ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
MANAGEMENT - 07/11/2012
Kotler: 'L'Italia ha dimenticato il marketing'
MANAGEMENT - 19/01/2016
La Business Mobility nel mondo
MANAGEMENT - 10/02/2011
Customer Equity, ma attenti alla competizione
MANAGEMENT - 18/01/2016
Il futuro dell‘ecommerce
MANAGEMENT - 12/07/2010
Il web 2.0 non convince i marketing manager
 
 

Business Video