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24/02/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Generazione Nintendo

Sul finire degli anni Ottanta era tutto un proliferare di cartuccione di plastica grigia, solo quella di Zelda splendeva nel suo involucro dorato. Costavano un occhio della testa, da ottanta a centomila lire. Dovevi aspettare tredicesime e eventi eccezionali per riceverne una. Ma aspettavi perché sapevi bene che i giochi della Nintendo erano straordinari.

I bambini ne avevano almeno una decina, in cui non mancava ovviamente la trilogia dell‘idraulico baffuto, Solstice non è umano, labirinti su labirinti isometrici con passaggi dimensionali... Con quelle dannate mezze sfere da far cadere sulla testa di nemici da usare per recuperare gli stivali magici in una complessa mossa che necessitava di tutta la concentrazione di cui un bimbo di nove anni disponeva.

Molti compresero che quel mondo era finito quando nelle varie bancarelle, quando già la PlayStation aveva rimpiazzato il NES, si trovavano giochi sotto le diecimila lire.
Ora grazie ad emulatori tutti i nostalgici del controller con i tasti rossi e la croce nera ci sono tutti i giochi del Nes e del SuperNes.



Su YouTube impazzano le speedrun dei vecchi giochi e finalmente molti trentenni possono scoprire come finivano quei giochi considerati impossibili. Emozionarsi a veder come finisce l‘avventura di Pit in Kid Icarus o dove si trovano tutti i pezzi dello scettro di Soltisce, un viaggio della memoria, come la madeleine proustiana fa rivivere centinaia di domeniche mattine passate in pigiama dopo aver fatto compiti per tutta la settimana si giocava con il Nes, si soffiava sulla cartuccia e si accendeva con solennità il power.

E ritorna anche la faccia di Lorenzo quando ancora era solo e soltanto Jovanotti, i cartoni di Super Mario, i pupazzetti di Super Mario, le T-shirt di Super Mario. Un mondo pieno di baffi e cappelli rossi con la M. Perché Nintendo ha creato un universo di sogni sulle splendide note dei temi diventati classici, suonati perfino dalle orchestre sinfoniche. Perfino il primo film tratto da un videogioco...

C‘era pure uno di quei cartoni della fine degli anni Ottanta commissionato per smerciare altre cartuccione grigie piene di mondi bizzarri. Un adolescente divorato dalla tv finisce nel mondo Nintendo dove ritroviamo Donkey Kong, Kid Icarus, Zelda, Mario...

Per tutti i coriacei nostalgici i videogiochi erano quei cartuccioni carissimi e desideratissimi. Magari ti dimentichi la faccia della prima ragazzetta che ti fece battere il cuore ma difficilmente dimenticherai la prima volta che hai tenuto in mano il controller del Nes.



Antonino Pintacuda


Redazione MyMarketing.Net
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