Hollywood dopo aver brutalizzato le pagine della letteratura, cerca da una decina d‘anni ispirazioni, visioni e profitti da capogiro in quella che il grandissimo Will Eisner ha definito l‘arte sequenziale, il fumetto. Dopo i risibili risultati degli anni Ottanta con improbabili Uomini Ragno vestiti con pigiamoni patriottici, Incredibili Hulk colorati come un kiwi e quell‘orrenda fetecchia del film tratto dai Fantastici Quattro firmato da Oley Sassone e prodotto da Roger Corman, Sam Raimi con Spiderman ha dimostrato le potenzialità dei cine-comics. Da un decennio ci tengono compagnia, continuando nel grande schermo la perenne guerra tra i due colossi Marvel e Dc, con incassi stratosferici e vette d‘alta cinematografia, come The Dark night che è semplicemente un capolavoro. Ora tocca finalmente all‘italianissimo Indagatore dell‘Incubo, il malinconico Dylan Dog, con la faccia di Rupert Everett e il nome del poeta Dylan Thomas - Groucho, la spalla comica del protagonista aggiungerebbe, cìè qualcosa di suo? - partorito da quella gran testa brillante diTiziano Sclavi e graficamente daAngelo Stano che ha firmato i pilastri della serie, il numero 1, il 25, il 42 e soprattutto il 100, la storia di Dylan Dog.
Dylan Dog ‘fumetto d’autore, fumetto d’orrore’, il secondo fumetto più venduto in Italia dopo Topolino, tradotto in 17 lingue, più di 56 milioni di copie vendute nel mondo. Se ne parla da più di dieci anni. E molti sono convinti che un film su DYD, come lo chiamavano affettuosamente i fan, ci sia già stato, quel Dellamorte Dellamore - altro romanzo di Tiziano Sclavi - proprio con Rupert Everett, abbigliato proprio come Dylan e alla guida di un maggiolone bianco, costretto ad affrontare i "ritornanti" e il generoso topless di una giovanissima Anna Falchi.
Il film su Dylan era un po‘ come il suo infinito galeone, una chimera: la sua uscita è stata annunciata, riannunciata, posticipata più volte. Ora finalmente ci siamo. Il 16 marzo la Moviemax distribuirà nelle sale italiane, in anteprima mondiale, Dylan Dog – Il film, produzione americana ‘liberamente ispirata’ al fumetto cult della Sergio Bonelli editore, creato da Tiziano Sclavi nel 1986. Negli Usa il film – titolo originaleDylan Dog: Dead of Night- uscirà più di un mese dopo, il 29 aprile. La distribuzione americana è curata da Omni Lab e Freestyle Releasing.
Ad occuparsi della produzione, l‘Hyde Park Entertainment Group e la Platinum Studios Inc., che hanno coinvolto il regista Kevin Munroe, autore nel 2007 dell’ultimo film sulle Tartarughe Ninja, e gli sceneggiatori Joshua Oppenheimer e Thomas Dean Donnelly. Dylan Dog è Brandon Routh, che veste i panni di Clark Kent in Superman Returns (2006).
Fondamentale il contributo del produttore Gilbert Adler, già sceneggiatore e regista della serie tv horror Tales from the Crypt, che ha messo la firma su progetti come Il mistero della casa sulla collina, 13 spettri, Nave fantasma, Operazione Valchiria, oltre a due importanti adattamenti da comics come Superman Returns e Costantine per la Warner Bros.
I primi venti minuti del film sono stati proiettati in anteprima lo scorso 31 ottobre, per la notte di Halloween, durante il Festival Internazionale del Film di Roma. Dopo un primo teaser, la Moviemax ha diffuso il trailer italiano definitivo lo scorso 10 febbraio.
E in Casa Bonelli? Il disegnatore Angelo Stano prudentemente sospende ogni giudizio "Il film lo vedrò senza pregiudizi. Al momento le note differenze tra il prodotto editoriale e il film, non mi interessano. Giudicherò dopo averlo visto". Più diretta la sceneggiatrice Paola Barbato, che ha firmato il numero 200 - i numeri cento sono sempre a colori e rappresentano una festa per il fratello di Tex, l‘editore Sergio, figlio dell‘immenso Gian Luigi Bonelli, autore insieme al disegnatore Galeppini del ranger e dei suoi pard che tra poco festeggerà il 600esimo numero. La Barbato nella sua pagina Facebook, pubblicando una foto dell‘attore Adrien Brody, Il pianista di Polański, ha commentato: "come ultima cosa, e poi molliamolo lì, questo "Dead of night": se volevano un Dylan, meno perfetto di Everett, meno perfetto in generale, ma CENTRATO sul nostro, c‘era pure. Quindi non mi vengano a dire Superman di qui e Superman di là. Perchè Dylan è tutto tranne che Superman".