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13/03/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

La notte dei libri viventi

ciclostile

In principio fu Dave‘s Rag (lo straccio di Dave), la rivista ciclostilata che Dave King e quel soldo di cacio di suo fratello Stephen realizzavano per amici e parenti nel 1959. Occhiali a fondo di bottiglia, il naso sempre ficcato in mezzo a qualche fumettaccio horror e una viva passione per tutto quello che era orrido. Quello che sarebbe diventato universalmente il re dell’horror era un bimbetto smilzo e malaticcio che voleva solo scrivere. Accettava i lavori più umilianti per pagarsi gli studi e i pediatri per i figli mentre viveva in una roulotte con suo moglie Tabitha. Tutto pur di scrivere.

Oggi il ciclostile è nel paradiso degli oggetti del tempo che fu, insieme a un esercito di macchine da scrivere che non mitraglieranno più la carta, il duplex, la polaroid. Rimpiazzato dalle tavolette delle meraviglie, l’iPad di Steve Jobs che sta di nuovo cambiando il nostro modo di vivere la tecnologia.

Ma l’amore per la scrittura e le storie di terrore, quei racconti dello zio Tibia fatti di morti che ritornano, vampiri che vivono in vecchi manieri, scienziati pazzi che si divertono a saccheggiar obitori è ancora viva e pulsante come il cuore rivelatore di Edgar Allan Poe. Le storie del terrore hanno trovato nuova linfa per risorgere, come Nosferatu, in formato E-book. Altrisogni, la rivista di fantascienza, weird e horror è il piccolo grande successo della casa editrice dbooks che lo scorso giovedì ha presentato all’interno del Dylan Dog Day a Milano i suoi nuovi libri. Libri che hanno perso consistenza per viaggiare nella grande rete globale che ci avvolge sempre più.




Un’occasione unica per dar sfogo alle proprie ‘depravazioni‘ letterarie e per riscoprire volumi di saperi remoti da leggere alla luce dello schermo touch e non più d’un camino in cui tenere affianco un attizzatoio buono da conficcare nel petto d’un non morto.

Ritornano così libri dimenticati, novelizzazioni di prima del Novecento dei film di Rodolfo Valentino e proprio quel Nosferatu di Murnau al centro del primo processo per versione non autorizzata del Dracula di Stoker. La vedova dell‘autore irlandese fece distruggere tutte le copie di quella pellicola ma qualcuna sopravvisse, perché i morti ritornano. Sempre. George Romero concludeva la sua trilogia sugli zombi con un monito: quando non ci sarà più spazio all’inferno i morti ritorneranno sulla Terra. Ora anche i libri ritornano, sfuggendo all’oblio e al macero.

Le spese di stampa, spedizione, stoccaggio sono azzerate, basta una connessione e un’e-reader. Il grosso delle spese riguarda proprio il nostro campo, il marketing, questi libri ritornano fruibili ma vanno promossi e dbooks e le altre case editrici digitali impiegano le loro forze per promuovere dedicando ore e ore alla rete e al social networking: banner, fan-page, scambi link, forum tematici.

Nel web 2.0 c’è spazio per tutti, anche per i libri che ritornano. S‘avvera così la profezia di Umberto Eco "Oggi l‘universo elettronico ci suggerisce che possano esistere delle sequenze di messaggi che si trasferiscono da un supporto fisico all‘altro senza perdere le loro caratteristiche irripetibili, e sembrano persino sopravvivere come puro immateriale algoritmo nell‘istante in cui, abbandonato un supporto, non si sono ancora impressi su un altro. E chissà che la morte, anziché implosione, sia esplosione e stampo, da qualche parte, tra i vortici dell‘universo, del software (che altri chiamano anima) che noi abbiamo elaborato vivendo, fatto anche di ricordi e rimorsi personali, e dunque sofferenza insanabile, o senso di pace per il dovere compiuto, e amore".




Antonino Pintacuda



Redazione MyMarketing.Net
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