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02/04/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

La rivoluzione geolocalizzata è iniziata

Esploro.it
Dimenticate cartine che si accartocciano facendo impazzire famiglie in vacanza, guide abbandonate nei tavolini d‘un bar, metteteli da parte insieme alla vecchia polaroid e al telefono a disco. Oggi grazie alla geolocalizzazione, la terza rivoluzione del web, nasce un sistema innovativo che fa leva sull‘interazione "individuo-contesto" per riscoprire il modo di acquisire informazioni su tutto ciò che può essere utile e interessare l‘utente-cittadino. Parliamo di Exploro.it , un portale internet, un‘applicazione per smartphone e un circuito di totem touchscreen. Il progetto, che porta la firma della società RPS Consulting, è stato presentato nella conferenza stampa di giovedì 24 marzo presso la sede dell‘Associazione Civita a Roma.

Il primo totem multimediale è stato installato a Palazzo Riso, il Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia. I visitatori infatti, tramite uno smartphone, scaricano informazioni audio e video sulle varie opere, per mezzo della tecnologia NFC (Near Field Communication) propria del sistema totem Exploro.it. Schede e contenuti della piattaforma sono realizzati dallo staff di Exploro.it, che oggi è costituito da cinquanta persone che quotidianamente li controllano e li aggiornano. Gli utenti italiani potenziali sono ben 15 milioni, la Capitale ne conta almeno quattro, tra residenti e turisti. Proprio per questo la conferenza di presentazione s‘è svolta nella Città Eterna.

Dietro la comunicazione web e il social networking di Exploro.it c‘è una vecchia conoscenza della blogosfera italiana, Tony Siino. Un dottorato di ricerca, anni di radio alle spalle, idee su idee che si concretizzano in progetti riuscitissimi come l‘urban blog Rosalio, Kiamanokia, la directory BlogItalia.

MyMarketing.Net l‘ha intervistato.

Radio, carta stampata, blog. Non importa il canale, lei ha sempre voglia di comunicare, condividere esperienze e conoscenze. Sino ad entrare nel pool di traduzione della versione italiana di twitter. Dal suo osservatorio privilegiato che ne pensa del futuro della geolocalizzazione?
"Fondamentalmente sono un inquieto e mi stanco, ecco perché mi trovi sempre coinvolto in tanti progetti che finisco per realizzare a volte male dal mio punto di vista…per fortuna non la pensano tutti come me. Twitter non mi sembra particolarmente adatto al pubblico italiano, pettegolo e gossiparo (al contrario di facebook). Anche gli strumenti di geolocalizzazione sono un po’ distanti dal nostro paese: tutti hanno l’amante e figurati se vogliono condividere la posizione…un po’ ciò che è accaduto con i videofonini che non hanno sfondato… Invece mi sembrano interessanti progetti che uniscono al place gli eventi e le offerte attorno con un focus sull’Italia e sulla sua bella vita invece che sugli Stati Uniti… Proprio come Exploro.it, un progetto che arriva da Palermo”


Ci racconta il suo percorso?
"Mi viene in mente l’immagine delle catenine di plastica a incastro con cui io, “nativo analogico”, ho giocato da bambino: tutto concatenato, appunto. A 11 anni in estate mi annoiavo e iniziai a frequentare un’edicola. Da lì il contatto con la radio dove ho iniziato a 12 anni e quando la radio preparava il suo primo sito Internet la scoperta della Rete. Era il 1995. Sono stato un utente per molti anni, poi sono arrivati i blog ed è cambiato tutto. Mi sono trovato in contatto con un nocciolo duro di early adopter italiani che oggi sono quelli che spingono per l’innovazione in un paese sostanzialmente moribondo e vecchio".

Tra i progetti che ha realizzato, qual è quello di cui va più fiero?
"Che domanda screanzata! Sarebbe come indicare un figlio prediletto tra una nidiata di dodici… Eppure c’è sempre anche in quel contesto. Mi sono sentito molto a mio agio con il format dei liveblog, per coprire eventi di vario genere, dai concerti alle manifestazioni agli spogli elettorali o alle celebrazioni del sessantenario dell’Assemblea Regionale Siciliana alla presenza del presidente della Repubblica. Un altro format che mi piace è il post che racconta un’esplorazione, una scoperta, come alcuni fatti ad esempio per una visita negli studi di Radio 105 e Virgin Radio oppure quelli seguiti a dei test di automobili. Purtroppo né l’uno né l’altro sono troppo diffusi in Italia ma mi piacerebbe tornare a farne perché rimane online un documento multimediale molto interessante che viene consultato sui motori di ricerca non morendo velocemente come le altre news".

Antonino Pintacuda




Redazione MyMarketing.Net
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