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03/04/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

La lista delle 500 PMI di successo

Quando parliamo di grandi società nel mondo per identificare un target di riferimento si parla delle 500 aziende presenti nella famosa classifica di Fortune. Quando parliamo di PMI in Italia abbiamo come punti di riferimento: il numero,  sono circa 4.500.000 pari al 95% di tutte le aziende italiane  e il contributo al PIL nazionale tra un 53% e un 58%.
Come trovare e identificare quelle di successo? Pensando al commento al sottotitolo del mio precedente articolo da una attenta lettrice, volevo chiarire che la mia idea è di avviare un percorso  conoscitivo della realtà delle PMI. Io credo che una PMI che esiste e resiste in Italia è sempre un caso di successo sia nel caso in cui c‘è un imprenditore  che cerca di sviluppare l‘azienda e sia nel caso che c’è una famiglia che vuole  o deve restare cosi come è oggi per i più diversi e accettabili motivi.
In entrambi i casi la tendenza comune è di usare poco la comunicazione formale , di cercare di restare nell’ombra, di   pensare  più a lavorare  che a parlare per evitare il più possibili interferenze esterne di qualsiasi tipo. Ma oggi sempre più e grazie alla globalizzazione dei mercati la PMI deve affrontare il futuro in termine di evoluzione con criteri manageriali anche se resta a carattere prettamente familiare. Cosa possiamo fare  per aiutare questo processo di cambiamento della PMI italiana senza stravolgere il percorso virtuoso fin qui svolto dall’imprenditore e che gli ha consentito di raggiungere molti positivi risultati. Dovremmo farlo con spirito di collaborazione e con parole e iniziative atte a farci capire da questo universo imprenditoriale molto diverso per settore merceologico e per territorio. spiegare questo cambiamento? L’importanza di
questa opportunità  è stata anche riconosciuta dal Ministro Paolo Romani che nell’ambito del suo Ministero ha nominato il dott. Giuseppe Tripoli come rappresentante delle piccole e medie imprese presso il Governo e le istituzioni europee. E’ stato definito come “ mister PMI “ dal settimanale Economy e in una intervista ha dichiarato che “ intende girare il territorio in lungo e in largo per raccogliere informazioni richieste e suggerimenti da segnalare al ministro perché possa prendere i provvedimenti più utili. “ E’ un lavoro importante e speriamo che ci aiuti e soprattutto aiuti le PMI a capire dove sono e che cosa hanno bisogno dalle istituzioni.
E noi intanto come addetti ai lavori cosa possiamo fare? Provo ad elencare alcune azioni non certamente in ordine di priorità. Come ho fatto nel mio precedente articolo suggerire, raccomandare una formalizzazione organizzativa e di procedure interne sulla propria struttura economica per avviare un possibile percorso di crescita legato ai cambiamenti epocali che sono incorso. Vi invito a rileggere quanto ho scritto perché lo ritengo un punto di partenza basilare per le PMI. La poca formalizzazione di tanti atti aziendali, la cui gestione oggi è enormemente facilitata dalla tecnologia, è un passo importante per l’imprenditore.
Un altro aspetto riguarda la comunicazione:  dovremmo aiutare la PMI  a comunicare i suoi successi e i suoi sviluppi e spiegare che  questo non significa metterla in evidenza per l’agenzia delle entrate  ma a vendere di più sui mercati attuali e quelli nuovi da conquistare.
Poi come ADICO siamo impegnati a convincere l’imprenditore che specie nelle PMI  le funzioni vendita e marketing sono indispensabili , specie nei momenti difficili, e che possono generare una comunicazione virtuosa. Questa è avvenuto in Italia nei noti distretti industriali che sono stati di fatto una innovazione italiana e che tanti successi hanno portato alle PMI in Italia e nel mondo. Così abbiamo scoperto la soluzione di fare sistema tra più aziende, sistema che diventa essenziale quando di deve andare a competere nei mercati internazionali e nei mercati lontani.
Un altro aspetto spetto importante riguarda la valutazione del mondo del lavoro delle PMI. Anche qui per le multinazionali e per le grandi imprese ci sono libri e informazioni dove trovare l’ambiente migliore per lavorare. Great Placet to work (marchio registrato ) Institute Itlia ha pubblicato una ricerca con i nomi delle prime cento aziende dove si lavora meglio in Italia. Obiettivo di ADICO è organizzare una ricerca per il 2012 che riguardi le prime 100 PMI in Italia da indicare come modello di anbiente dove si lavora meglio.
In sostanza dovremmo implementare quello che facciamo per le multinazionali e le grandi aziende per le PMI proprio esse rappresentano l’ossatura della nostra economia. Un modello vincente che noi usiamo poco, ne parliamo poco e lo comunichiamo anche male.
Credo sia giunta il momento di farlo con determinazione ed  io e l’associazione ADICO ci impegnamo a operare in questa direzione

Michele Cimino
Presidente ADICO



Adico
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