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06/04/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

I signori vogliono gradire?

Enologi e Sommelier, attenzione! Tra poco snocciolare oscure nozioni non sarà sufficiente. A tutti i profani del vino, quelli che lo apprezzano, ma non sanno destreggiarsi abilmente tra i tecnicismi e il lavoro di naso, la tecnologia tende una mano, o porge un bicchiere..

Per tutti i buongustai che cercano l‘equilibrio enogastronomico in una cena, assaporando tutte le gioie della tavola, è stata pensata una app gratuita che consentirà  di non sbagliare mai più vino da accompagnamento: si chiama My Sommelier ovvero il mio degustatore di vino, e si preannuncia infallibile. L’app è semplice e immediata e abbina alle pietanze in menù, il vino che meglio si sposerebbe. My Sommelier costruisce tutti gli abbinamenti possibili sfruttando il database dell‘app che dispone di  duemila pietanze. L‘app è gratuita e disponibile per iPad, iPhone e iPod Touch, a realizzarla e stata Besanopoli, agenzia di comunicazione specializzata nel campo dell’alimentare, insieme con Aspi, Associazione della Sommellerie Professionale Italiana, che ha creato l’algoritomo sul quale si basa il sistema dell’applicazione stessa.

È opinione sempre più diffusa, che si debba parlare di vino in modo accessibile, ma comunicare il vino in modo comprensibile a tutti presenta non poche difficoltà, vuoi perché l‘uso di termini tecnici, anche in piccola misura, provoca nelle persone perplessità, vuoi perché anche parlare di vino solo attraverso le emozioni è alquanto limitativo e perde in scientificità. O almeno, parlare di emozioni , usando metafore fantasiose o rimandi sensoriali evidenzia l’aspetto soggettivo del vino, ciò che avvicina il vino a un’opera d’arte. E proprio come di fronte a un’opera d’arte l‘osservatore, fruga nei passati ricordi, nelle sensazioni. Secondo questo canone, la descrizione che ciascuno farà sarà emozionante, ma al tempo stesso rischiosa per comunicare il vino.

E se ci sembra molto poetico avvicinare il naso al calice di vino in questione e socchiudendo gli occhi sussurrare: “tramonto a Bolgheri..”, o “mirtillo e semplicità!”, la scelta e la valutazione del vino che ne consegue, non possono basarsi solo su questi criteri soggettivi. Se non bastassero i consigli dell‘ultimo minuto per l‘armonia a tavola, gli appassionati da adesso hanno anche un‘altra guida preziosa, quella di WineOpedia: la prima enciclopedia del vino ‘mobile‘. Tutto quello che serve è un telefonino e il codice Qrcode presente sulla bottiglia per permettere a un consumatore inesperto di entrare in possesso di tutte le informazioni relative a quel vino. In tempo reale fornirà la descrizione organolettica del vino, darà informazioni sul produttore, consiglierà gli abbinamenti più indicati e le temperature giuste per servirlo.

L‘enciclopedia portatile del vino è stata ideata per un mercato potenziale di 165 mila produttori, cinquemila cantine censite dalle guide del settore e ventimila etichette. Edoardo Costa e Carlo Capello, i suoi ideatori, l‘hanno lanciata come ‘scan click experience‘ riassumendone le capacità e le potenzialità di una guida ‘mobile‘ nei percorsi olfattivi, nelle note di colore, e tutte le percezioni soggettive che troveranno infine una spiegazione attendibile ed esauriente. Considerando che il vino è un prodotto popolare, bisogna concedere alle nuove tecnologie il merito di queste iniziative per riavvicinare le persone al mondo del vino, e forse così possiamo scordarci le brutte figure al ristorante o in enoteca, e sfoggiare tutto il nostro sapere più o meno improvvisato, ma pur sempre scientifico.

Ma il connubio tra vino e la rete non si esaurisce nel sapere enologico portatile: è recentemente nato il progetto online dell’azienda siciliana Planeta, curato da Mosaicon, Il tempo di Planeta. Si tratta di un progetto fotografico sperimentale che consiste nella pubblicazione di una foto ogni 2-3 ore dello stesso vigneto, sempre dalla stessa angolazione, ogni giorno dell’anno. Con una reflex digitale si scatta una foto che va a finire sul sito senza ritocchi. Il progetto evidenzia come il vino nasca innanzitutto dalla vigna, comunicandolo attraverso le immagini e senza termini tecnici, solo trasferendo emozioni.

È importante per capire che il vino ha bisogno dei suoi tempi, non solo in cantina, ma anche in vigna, per dare i risultati migliori; è un sito coinvolgente, che offre una scusa per tornarlo a sbirciare di tanto in tanto e vedere come sta la tenuta, come scorre il tempo. Fino a poco tempo fa il vino, ed i relativi giudizi, elogi, perplessità era considerato un privilegio di pochi, soprattutto la sua valutazione, forse attraverso il web e la tecnologia mobile diverrà una prerogativa distribuita in maniera più capillare. Ma a parte le guide, portatili o meno, è importante riflettere sulla sfera della comunicazione del ‘prodotto vino‘, che dovrebbe favorire i produttori a valorizzarlo adeguatamente, iniziando a svelare la semplicità e la bellezza dei ‘misteri‘ del vino.




Roberta Masella


Redazione MyMarketing.Net
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