Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
09/04/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Social Media World Forum Europe 2011

digitale, marketing
Si è conclusa a Londra la 3° edizione del Social Media Forum Europe 2011: l‘evento SMWF europeo, tenutosi il 29 e il 30 marzo con oltre 4.000 partecipanti, è diventato uno degli eventi leader del settore proponendo nella fitta agenda anche una serie di workshop e conferenze non a pagamento.

Il format ha permesso di implementare il concetto di networking,non solo attraverso il buon livello di argomentazioni portate dai relatori ma soprattutto inserendo molti dibattiti invitando speakers di prestigio. Sfruttare al meglio il social media marketing utilizzando gli strumenti più recenti, seguire le tendenze emergenti, come brands B2B hanno saputo ottenere il massimo rendimento dal social media, sono solo alcuni dei temi che sono stati affrontati durante l’evento.

“I contenuti sono la miglior valuta nel social media” sostiene Usama Al-Qassab, eCommerce Marketing & Digital Innovation Team Leader, Preocter & Gamble, durante la tavola rotonda sul ruolo del social media nella tradizionale strategia di marketing. “Si parla molto del “social commerce” ma l’utente medionon è ancora pronto”, aggiunge Al-Quassab, “la maggior parte delle persone che utilizzano Facebook, per esempio, non sono interessate all’acquisto ma preferiscono interagire con i proprio amici orientando i loro acquisti sui tradizionali siti online retailers ”. Per monetizzare il social media, quindi, è necessario integrarlo in un marketing mix molto più ampio.”

Dopo aver analizzato negli anni scorsi il fenomeno del “social” dal punto di vista sociale e quindi di come ha cambiato drasticamente il nostro modo di rapportarsi con amici, parenti e persone ora si cerca di capire come riuscire a monetizzare questo potentissimo mezzo di comunicazione che oltre a raccogliere un bacino di migliaia di persone ha come valore aggiunto la loro “targetizzazione”.

David Parfect, UK Sales Manager, Facebook, affronta questo tema:” Solo perché un brand ha 17.000 fan su Facebook questo non significa che le persone si legheranno al marchio e quindi inizieranno a comprare o in un certo senso a iniziare un rapporto commerciale. Le aziende hanno accolto con troppa enfasi il “mi piace”o“sono fan”: i marketers devono cambiare il loro modo di pensare e iniziare a non considerare più il social media come una cosa a sé.” Prosegue Parfect facendo il punto sulla commercializzazione del social: “ Gli anni ’90 erano gli anni del browser, gli anni ’00 sono stati all’insegna della ricerca attraverso i “search engine”, ora siamo alla scoperta . Cioè scoprir modi alternativi per sfruttare al meglio i nuovi canali. Come per quanto riguarda lo shopping che adesso è stato riorganizzato intorno alle persone attraverso siti come Amazon e Groupon quest’ultimo leader negli Stati Uniti. (Groupon nasce in America nel 2008; attraverso una newsletter giornaliera offre dei deals significativi su ristoranti, intrattenimento, palestre, massaggi, ecc il tutto riferito alla propria città o addirittura al quartiere. Le offerte Groupon si attivano solo se si raggiunge il numero minimo di partecipanti, ndr).

Russ Lidstone, chief executive di EuroRSCG Londra ( EuroRSCG Londra è il terzo tra i maggiori gruppi internazionali di marketing e comunicazione integrata in UK, ndr)ha richiamato invece l‘attenzione sui dati dello IAB che dimostrano come gli investimenti sul social media siano triplicati durante l’anno passato. Prosegue l’intervento sottolineando l’importanza di attirare l‘attenzione della gente all’interno dei social media facendo qualcosa di sorprendente. La formula giusta, secondo Lidstone, è non solo avere un prodotto di qualità ma questo deve apparire alla social community “umano”.

L’ultimo intervento è stato del consulente strategico, sociologo e analista Brian Solis attraverso Skype da Toronto (Brian Solis è autore del nuovo libro sul Social Media Business “Engage”, ed è il fondatore di Future Worlds l’agenzia vincitrice dell’award New Media, ndr). Solis non si discosta molto dalla linea generale del dibattito di questi giorni ma aggiunge una nota provocatoria rivolgendosi ai grandi brand dicend “E’ molto divertente vedere che le persone non sono assolutamente interessate a legarsi al vostro marchio. I due motivi principali per cui le persone si connettono con i brand sui social media? Per le promozioni e gli acquisti. In definitiva se non si offrirà questo la social community sarà sempre più interessata a connettersi con la zia in Australia o con vecchi compagni di università.” Prosegue Solis parlando poi delle grandi aziende intimidite dal social: “ Alcune tra i big brands vogliono volutamente restare lontani dal mondo social e come dico sempre la vera ragione è che hanno paura di perdere il controllo del messaggio.” Solis aggiunge, provocatoriamente, che non c’è bisogno del social per conversare o esprimere un’opinione, tutto questo c’è sempre stato ma la grande forza del social media è di dare la possibilità alle persone di influenzare la conversazione. E dal punto di vista business questo concetto è molto interessante.

Federica Mariotti



LEGGI GLI APPROFONDIMENTI DELL’ARTICOLO!
 
Redazione MyMarketing.Net
ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
MANAGEMENT - 07/11/2012
Kotler: 'L'Italia ha dimenticato il marketing'
FOCUS ON - 20/02/2011
La cravatta fa l’uomo marketing
FOCUS ON - 16/02/2011
Forum della Comunicazione Digitale 2011
FOCUS ON - 18/12/2013
Fashion for Xmas
FOCUS ON - 02/03/2011
CeBit 2011: ecco le ultime novità
 
 

Business Video