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12/04/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Terza età digitale

Il fenomeno dei canuti navigatori della rete è in continua crescita: negli ultimi anni è cresciuta di circa l‘80% e il fenomeno influisce positivamente sulle loro vite, come conferma l‘Associazione Italiana di Psicogeriatria (Aip). Secondo le stime diffuse nel corso del Congresso nazionale dell‘Associazione italiana di psicogeriatria, a Gardone Riviera (Brescia), nel nostro Paese sono già circa un milione e mezzo gli anziani con un profilo sulla popolare creazione di Mark Zuckerberg.

A questi si aggiunge un altro milione di ‘nonni‘ internauti che si tengono in contatto con parenti e amici, seguono i video dei nipotini lontani su YouTube o comunicano via Skype. È Marco Trabucchi, presidente dell‘Aip, a rendere note le cifre. Infatti i “dati mostrano che gli anziani rappresentano la fascia di utenti di internet cresciuta di più; basti pensare che oggi gli iscritti a social network come Facebook o MySpace con oltre 65 anni sono circa l‘8 per cento del totale”.

Collegarsi a Facebook tiene la memoria in continuo allenamento e ha effetti positivi sull‘umore, oltre che rinsaldare le relazioni tra nonni e nipoti, poiché sono proprio questi ultimi a insegnare i segreti telematici ai primi. Lo studio condotto in due residenze sanitarie assistite, della provincia di Cremona e di Brescia,dimostra che Internet, le nuove tecnologie e i social media tengono viva la curiosità culturale e migliorano le prestazioni cognitive: mantengono il cervello giovane stimolando memoria, percezione e attenzione.  La realtà virtuale è per loro un‘occasione di condivisione, di trasmissione, di scambio e di aggiornamento, un mezzo per interagire con gli altri ed essere maggiormente autonomi. Inoltre Internet diminuisce i sintomi da stress, ansia e depressione e gli anziani scoprono un modo nuovo per continuare a condividere e aggiornarsi, mantenendo vive emozioni e socialità.

Al progetto per introdurre il web nelle Rsa hanno partecipato finora circa cento ospiti di due case di riposo, entrambe di medie dimensioni, con la creazione di un ‘gruppo‘ su Facebook a cui partecipava anche il personale della casa di riposo. Sono stati informati i familiari e molti vi hanno aderito, contribuendo caricando foto, messaggi e altro materiale. “I familiari – spiega Trabucchi - usano questo mezzo soprattutto per inviare saluti, auguri nelle ricorrenze o per pubblicare foto della famiglia. Il personale della casa di riposo inserisce invece foto e filmati delle feste e di altri momenti di aggregazione. Gli anziani possono accedere al web attraverso un computer portatile; periodicamente, inoltre, la pagina del gruppo viene proiettata a tutti gli ospiti”.

Il riscontro è sempre positivo, perchè gli anziani si sentono soddisfatti, e riescono a trovare un  canale per intensificare i contatti coi loro cari rompendo le barriere dell‘isolamento che molto spesso una casa di cura comporta. Il progetto in seguito renderà possibili  le videochiamate con Skype, che possono aiutare soprattutto nei pazienti che soffrono di demenza, perché vedere il volto di un familiare può favorire il riconoscimento dell‘interlocutore e migliorare le capacità di comprensione rispetto a una comune telefonata. La conclusione ideale, ha pronosticato Tabucchi, sarebbe la presenza in futuro, di un internet point in ogni casa di riposo.

Roberta Masella


Redazione MyMarketing.Net
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