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14/04/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Un mondo senza barriere?

Al giorno d’oggi è sempre più importante conoscere le lingue, e quale miglior modo se non quello di fare un’esperienza all’estero?

E’ sempre più alto il numero dei giovani che decidono di compiere parte dei loro studi in un Paese diverso dal loro per imparare meglio la lingua e per fare un’esperienza che certo non scorderanno facilmente. Sono varie le opzioni per studi all’estero, dagli Erasmus alle vacanze estive, che permettono, spesso all’interno dei college, di fare lezione al mattino e delle escursioni nel pomeriggio.

Nel 2007 sono stati festeggiati i 20 anni del progetto Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of the University Students). Nacque nel 1887 dalla Comunità Europea, e venne chiamato così grazie all’umanista teologo olandese Erasmo da Rotterdam, che viaggiò diversi anni per conoscere le differenti culture. L’Erasmus offre a molti studenti l’opportunità di vivere in maniera indipendente per la prima volta e di apprendere e comprendere la cultura ospitante.Il periodo può essere di 3 o 6 mesi, o di un anno intero, e le mete maggiormente richieste sono Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Negli ultimi anni, però, il numero di ragazzi italiani che lascia famiglia e amici per fare questa esperienza, tendenzialmente di sei mesi, è diminuito. Sarà per il cambiamento delle università con la formula ‘3+2’, un po’ per la paura di non trovare lavoro al loro rientro. A volte vengono frenati anche da una scarsa dimestichezza con la lingua o dalla difficoltà nel selezionare i programmi adatti. E’ per questo che a Milano è nato un servizio ‘U4You’( University For you), costituito da tre professioniste di selezione di programmi universitari che aiutano i ragazzi e le famiglie a fare le scelte migliori.

Mentre alcuni vengono ‘bloccati’ dal fare questa esperienza per svariati motivi, altri decidono addirittura di laurearsi in un altro Paese, per una laurea di primo livello, oppure per una laurea specialistica.
Non sono solo gli studenti universitari a fare esperienze all’estero, alcuni iniziano già da giovanissimi andando per un anno di scuola superiore in un’altra città. Ciò avviene per lo più durante la quarta superiore. Insomma queste esperienze non servono solo a far si che si conoscano meglio le lingue diverse dalla nostra, ma anche a contribuire a formare i giovani e far si che partano dei ragazzini e tornino delle persone più adulte, più mature, più responsabili.

In questi giorni a Milano si sta tenendo un convegno internazionale Ricomporre Babele: educare al cosmopolitismo organizzato dalla Fondazione Intercultura che si occupa di esperienze educative internazionali favorendo una cultura del dialogo e dello scambio tra giovani, che cerca di spiegare il concetto di cosmopolitismo. Con le nuove tecnologie si può realizzare in pochi secondi un’incursione per le città del mondo, in ogni Paese troviamo i cibi di altre culture, ma nonostante ciò il mondo è ancora diviso da persone che parlano lingue diverse e che difficilmente riescono a comunicare. Imparare in maniera più approfondita le lingue potrà aiutarci ad abbattere quest’ultima barriera?

Arianna De Felice


Redazione MyMarketing.Net
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