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20/04/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Il futuro dell‘editoria è digitale

editoria digitale
Da tempo l‘editoria tradizionale è costretta a tenere il passo con i cambiamenti derivanti dalla sempre più pervasiva presenza del canale internet. Per far in modo che i giornali possano continuare a generare profitti e avere seguito da parte del pubblico, è infatti necessario un processo di modernizzazione e di ibridazione tra il vecchio formato cartaceo e il più interattivo mondo del web.
E non si può pensare che portare semplicemente i contenuti dal cartaceo al web, possa essere considerata la soluzione ottimale. Occorre infatti adattare gli articoli rendendoli fruibili anche dallo schermo di un pc o dai touchsreen di un iPad che offrono delle opportunità infinite.

Rimanendo sempre fedeli alla linea editoriale e al taglio della testata, si possono infatti adattare i pezzi rendendoli più interattivi per assicurare una web experience degna di una società che, in molti, definiscono 2.0. In questo modo si possono fidelizzare i lettori attraverso un processo di partecipazione con commenti e colloqui con gli autori al fine di realizzare uno scambio di opinioni. Tutto ciò fa in modo che l‘utente si possa avvicinare alla testata e sentirla più ‘sua‘ creando un rapporto duraturo e profittevole.

Attraverso il web si possono realizzare iniziative come shopping e concerti in grado di attirare l‘attenzione del pubblico. E‘ questo l‘obiettivo del lavoro di Anna Matteo, vicepresidente Digital and Technology di Condè Nast Italia che afferma: “La nostra filosofia di base è quella di non riproporre il semplice contenuto pubblicato in edicola. Ma, oltre ai contenuti costantemente aggiornati, lanciamo assieme ai prodotti digitali anche nuove funzioni. Con l‘applicazione di Glamour personal shopper su iPhone, per esempio, presentiamo funzioni di geolocalizzazione che accompagnano i lettori fino a dentro i negozi. A supporto dello shopping ci sono anche blog redazionali e i commenti della community”.

Un altro esempio positivo dell‘integrazione tra ‘carta e web‘ deriva dalla rivista Vogue che con il proprio sito ha raggiunto 1.1 milioni di utenti unici e più di 18 milioni di pagine visualizzate. “Con Vogue coinvolgiamo i lettori sia invitandoli a commentare online le sfilate sia selezionando le loro foto per l‘edizione online e quella cartacea», aggiunge sempre Anna Matteo. “Coinvolgimento che, tra gli altri, Vanity Fair declina invece organizzando concerti musicali in esclusiva o invitando i lettori a kermesse come il prossimo Festival di Cannes”. Cifre da record anche per il portale della rivista punto di riferimento per ogni fashion victim. Il sito è infatti arrivato alla soglia di 930 mila utenti unici e 13,5 mln di pagine viste. “Stiamo rafforzando ora la presenza web di Traveller dentro Style”, conclude Matteo, “e sempre su www.style.it punteremo anche sui temi del matrimonio con Vogue sposa, senza escludere focus su design e casa».

Una strategia, quella del gruppo, che ricalca quanto da tempo si sta attuando soprattutto negli Stati Uniti dove il rapporto tra web e editoria tradizionale non è più conflittuale, ma di stretta collaborazione e cooperazione.

Andrea D‘Alessandro


Redazione MyMarketing.Net
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