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02/05/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Ogni topica è utopica

smartphone social

“Il mezzo è il messaggio” affermava Marshall McLuhan che con questa frase intendeva manifestare la convinzione secondo cui è il mezzo tecnologico a determinare i caratteri strutturali della comunicazione. Il device che entra a far parte dell‘uso quotidiano, produce infatti una serie di cambiamenti nell‘immaginario collettivo, nel modo di pensare e nell‘interpretazione degli eventi, indipendentemente dal contenuto dell‘informazione che viene veicolata.

E se ne ‘La Galassia di Gutemberg‘, l‘autore canadese discuteva dell‘influenza che la stampa a caratteri mobili ha prodotto nella cultura occidentale, oggi, nel 2011, gli studiosi si trovano a fare i conti con la onnipresenza degli samrtphone nel vissuto giornaliero di una fetta sempre più grande della popolazione mondiale. La domanda quindi nasce spontanea: quali sono le caratteristiche di questo device che più di tutte possono possono generare cambiamenti sostanziali nella nostra vita?
Ma soprattutto, quali sono le potenzialità di una connessione in mobilità e quali le sue ripercussioni?

Alcune stime sull‘utilizzo di Internet attraverso gli smartphone, parlano di un vero e proprio boom che entro il 2015 porterà le connessioni mobili a superare quelle fisse. In Italia si può ravvisare un ritardo da questo punto di vista, anche se le ultime news del settore fanno ben sperare in un rapido recupero. Nel BelPaese esiste infatti una differenza rispetto al resto del mondo ‘occidentale‘ che riguarda gli hotspot (WLAN), con cui si intende fare riferimento ad un‘area dove è possibile accedere su internet in wireless sfruttando un router collegato a un provider di servizi internet. Se nel resto del mondo questi provider sono tanti e in generale fanno capo a strutture pubbliche, in Italia, la generale arretratezza delle istituzioni e il DL 155 del 31 luglio 2005 che rende obbligatoria la preventiva registrazione per usufruire del servizio, hanno determinato un lento sviluppo del fenomeno. Nelle ultime settimane ci sono stati alcuni interventi legislativi che dovrebbero produrre un sostanziale cambiamento nella regolazione degli hotspot che in questo modo dovrebbero proliferare almeno nei maggiori centri urbani e nei parchi cittadini.

Sono molti invece i Paesi che hanno fatto della connessione in mobilità un must, il che ci permette di osservare le implicazioni che ciò produce e in particolar modo le ripercussioni che, un uso assiduo dei social attraverso smartphone, può determinare.
Da questo punto di vista si è infatti già realizzato il sorpasso dei device mobili nei confronti del personal computer. Facebook e Twitter, per citare solo i social network più famosi, ma anche Youtube, totalizzano più accessi in versione mobile che da una connessione fissa.

Questo potrebbe significare che, sempre di più, questi portali sono utilizzati per riempire ‘buchi‘ di tempo: l‘attesa alla fermata dell‘autobus come del metrò, il viaggio mattutino che ci porta nel luogo di lavoro, ma anche un momento morto durante una conversazione. Attraverso l‘oggetto che teniamo comodamente dentro le nostre tasche, potremmo quindi essere portati a ridurre i momenti di riflessione e a pensare sempre in un‘ottica social, dove con questo termine non si intende la convivialità tipica di una cena, ma l‘essere in rapporto con il mondo attraverso l‘intermediazione di un oggetto tecnologico.

Chissà cosa direbbe McLuhan riguardo a questo tema. Purtroppo non siamo in un film di Woody Allen dove a un tratto potremmo farlo apparire e avere tutte le risposte. Magari ci direbbe, come nel film ‘Io e Annie‘ che non è vero che ogni sua ‘topica è utopica‘.

Andrea D‘Alessandro






Redazione MyMarketing.Net
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