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18/05/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Social business

Nonostante uno studio di SecondMarket, il market place dedicato alle transazioni di partecipazioni azionarie in società non quotate, abbia rivelato che il giro d‘affari delle società private del Q1 2011 sia in leggero calo rispetto al Q1 2010, (115,4 milioni rispetto ai 120 del 2010), alla borsa di New York sono tutti in fermento per l‘IPO (Offerta Pubblica Iniziale) del social network LinkedIn che nel giorno di domani dovrebbe offrire agli investitori 7,84 milioni di azioni.

In una prima fase il prezzo delle azioni era stato fissato tra i 32 e i 35 dollari per share, il che avrebbe permesso alla società creata da Reid Hoffman nel maggio del 2003, di raccogliere più di 270 milioni di dollari e totalizzare un valore che si aggirasse intorno ai 3 miliardi di dollari.

Con un comunicato stampa reso pubblico nella giornata di ieri dall‘Headquarter di Palo Alto, proprio di fronte agli uffici di Facebook, LinkedIn ha comunicato la decisione di alzare il prezzo delle azioni che avranno quindi un costo che oscillerà tra i 42 e i 45 dollari, permettendo alla società di aumentare i propri guadagni e alzare di circa un miliardo il valore della compagnia che in questo modo dovrebbe superare i 4 miliardi di dollari.

L‘analista Rory Maher dell‘Hudson Square Research, afferma che siamo di fronte a “una grandissima sorpresa. Il 30 per cento in più di valutazione indica che la gente sta morendo dalla voglia di saltarci su”. Questa frenesia, sebbene sia giustificata da più fattori, rischia però di dar vita a boom effimero che potrebbe ‘scottare‘ gli investitori come accadde nei primi anni 90.

Nel frattempo il social studiato per il mondo del business che conta oltre 100 milioni di iscritti, non può che essere felice di questa fiducia che gli investitori ripongono nei confronti della società. Una fiducia a cui non si può dare torto dato lo splendido c.v. del suo fondatore che prima di LinkedIn aveva creato SocialNet, PayPal e ha investito somme consistenti in Facebook e Zynga, tutte realtà che stanno attirando gli sguardi di migliaia di investitori.

Tutto ciò accade mentre il titolo più ambito resta Facebook. Il social network di Zuckerberg ha visto infatti salire la sua valutazione a 85 miliardi di dollari, rimanendo quindi la società più ambita seguita da nell‘ordine Twitter, Groupon, Linkedin, Zygna, Foursquare, Skype, Pandora, Yelp e Gilt Groupe.  

LinkedIn quindi avrà presto a disposizione una forte liquidità che potrà essere reinvestita per migliorare il servizio e offrire agli utenti nuove funzionalità. Una diversa strada è stata invece intrapresa da BigG. Sebbene la società disponga di 37 miliardi di dollari, dall‘headquarter di Mountain View si è deciso di emettere obbligazioni per un valore di 3 miliardi di dollari. Google ha infatti l‘obiettivo di sfruttare la particolare condizione economico finanziaria relativa ai tassi di interesse e ottenere ingenti somme di denaro da reinvestire subito nei vari progetti che la casa californiana sta portando avanti.


Andrea D‘Alessandro


Redazione MyMarketing.Net
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