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21/05/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Quotidiani e magazine su iPad

ipad, media
Le case editrici nel mondo restie a comunicare i report mentre i publisher italiani stanno iniziando adesso a sfruttare i tablets di Apple

Quando Steve Jobs ha presentato iPad, una delle caratteristiche che ha voluto sottolineare  è stato l’utlizzo di iPad come dispositivo ottimale per rilanciare l’industria editoriale e dare quindi una forma totalmente nuova ai contenuti. Il successo che il tablet di Apple sta riscuotendo tra i consumatori non è in discussione: oltre 3 milioni le unità vendute a distanza di 80 giorni dal debutto sul mercato nel giugno 2010.

Premesso ciò a un anno dal lancio ci troviamo di fronte a uno scenario internazionale interessante: da un lato l’enorme interesse per questo nuovo mezzo di fruizione di contenuti editoriali e dall’altro una reazione ‘difensiva’ da parte dei publisher internazionali, restii a fornire report dettagliati su downloading o revenues.

News International (la principale società controllata da News Corporation di  Rupert Murdoch- ndr) è stata orgogliosa nel pubblicare le statistiche iPad relative al Times e Sunday Times proprio pochi giorni fa. Circa il 5% dei lettori del Times, combinando stampa e digitale, legge i contenuti del quotidiano su iPad, il che equivale a 25.000 download in media al giorno (ndr. fonte News International).

Questo dato non stupisce se si pensa che nel Regno Unito sono stati venduti tra i 500.000 e i 750mila iPad.

Il Times è stato il primo quotidiano nazionale del Regno Unito a lanciare sul mercato un app a pagamento per iPad. Successivamente quasi tutti i giornali nazionali britannici hanno iniziato a seguirlo a ruota, con il Telegraph come ultimo arrivato.

Il Telegraph e il Times sono gli unici quotidiani ad aver delle apps sul mercato inglese offrendo versioni a pagamento per abbonamento e, ad oggi, sarebbero gli unici due concorrenti sulla piazza. Tutti gli altri giornali non hanno ancora segnalato i loro dati iPad. Non ci sono ancora abbastanza dati da parte degli altri editori per poterli mettere a confronto con quelli del Times.
Dalla BBC Worldwide Magazines si sostiene che per esempio l’applicazione ‘Good Food’ per iPad sta generando profitto ma non si ha ancora idea se questo profitto sarà in centesimi o in migliaia di pounds.

Future Publishing (editore inglese che pubblica tra le più importanti riviste in Gran Bretagna- ndr) rivendica la sua app per il magazine T3 (rivista di elettronica e software) che è stata scaricata 100.000 volte dal suo lancio nel mese di maggio. L‘editore prevede che questa app sarà la più venduta nel settore magazine per  iPad nel Regno Unito.

Condé Nast ha debuttato in America con una app per la rivista Wired che ha venduto 105,00 download. Attualmente vende circa 32.000 per issue, cioè circa il 39% delle sue vendite di stampa ma questi sono dati riferiti al mercato americano.

News International, e altri editori, però sono stati molto attenti a dichiarare in generale i loro downloads, revenue e report nonostante l‘iPad sia disponibile nel Regno Unito da oltre un anno.
Questa settimana durante la PPA Conference tenutasi a Londra ( “PPA The voice of professional publisher” è l’evento internazionale che richiama i maggiori editori del mondo - ndr), James Tye - Chief Executive di Dennis Publishing (uno dei maggiori editori indipendenti al mondo pubblicando oltre 50 magazine tra cui Maxim, The Week, ecc - ndr)  ha criticato l’attuale metodologia iPad auditing, affermando che il 35%  dei 15.000 utenti Mac  legge le notizie su iPad, ma che non ha gli strumenti necessari per  coinvolgere gli inserzionisti. E aggiunge: "L‘industria deve muoversi più velocemente, abbiamo bisogno di fare queste cose, non di cercare di trovare la soluzione perfetta."

Condé Nast USA  ha dichiarato il mese scorso che sta provvedendo a rallentare la sua produzione app per iPad , in parte a causa di una lenta “adozione” degli abbonamenti digitali ma anche per la mancanza di parametri disponibili per aiutare e incentivare gli inserzionisti a determinare l‘efficacia sul pubblico.

L’Apple system rende difficile agli inserzionisti il raccoglimento delle informazioni e delle statistiche su  iPad. I revisori più affidabili - come Nielsen, ABC, BPA, comScore e TGI – stanno tardando a fornire dati utili.

E ‘difficile in questa fase per le aziende capire perché dovrebbero allocare una parte del loro budget pubblicitario sulle applicazioni iPad quando sono gli stessi editori a fornire report disgregati e non completi.

Chris Bourke, head of mobile di MPG Media Contacts, afferma che  l‘industria digitale è “sorpresa  e confusa” dalla mancanza di dati e approfondimenti sulle applicazioni iPad.
"In questa prima fase non vi è alcun obbligo di segnalazione dei dati  di abbonamenti su iPad  o iADs e al momento,  probabilmente, le case editrici  reputerebbero  che tali numeri siano irrilevanti rispetto alle vendite delle testate giornalistiche su stampa.”

Purtroppo lo scenario italiano ha visto all’inizio un approccio ai tablet di Apple poco innovativo: osservatori ed esperti di settore, infatti, hanno rilevato che le applicazioni sviluppate dai diversi publisher italiani non hanno sfruttato le caratteristiche e le potenzialità di iPad e si sono limitate, salvo il quotidiano l’Unità, a riproporre sul tablet la stessa versione digitale che l’utente poteva sfogliare online tramite qualsiasi browser installato.

Ma la novità è che Apple darà il via alla commercializzazione di iPad entro la fine del mese, e già dal 10 maggio è possibile preordinare il tablet sullo store online. Il primo gruppo editoriale italiano sarà L’Espresso, con la versione digitale de La Repubblica. Su App Store, l’editore è già presente con l’applicazione dedicata a iPhone e iPod touch. Nel secondo trimestre dell’anno arriverà anche una app specifica per iPad, con una base ad accesso gratuito e approfondimenti e contenuti extra a pagamento.  Pronto per l’iPad anche RCS MediaGroup con una app a pagamento per la fruizione dei contenuti del Corriere della Sera diversa, assicura l’editore, dalla copia digitale del giornale. In tempo per i Mondiali di Calcio 2010 del Sudafrica, invece, l’arrivo sul tablet dell’applicazione dedicata della Gazzetta dello Sport (fonte Webmasterpoint.org).

L’industria editoriale italiana quindi si sta preparando per affrontare la sfida lanciata da Steve Jobs e cogliere le opportunità offerte da iPad.

Federica Mariotti



Redazione MyMarketing.Net
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