Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
21/05/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Il ruolo del web per il non profit

impronta digitale

Per chi opera nell‘ambito del non profit, la comunicazione online può essere un driver efficace per instaurare un rapporto diretto con l‘utente nell‘ottica della fidelizzazione.

 

L‘indagine realizzata da ContactLab in collaborazione con Vita Consulting, il Non Profit Report 2011, analizza nel dettaglio quali sono i comportamenti degli utenti internet che si interessano all‘universo non profit, identificando la relazione che hanno con i diversi canali di comunicazione, sia offline che online. L‘indagine ha visto il coinvolgimento di oltre 30 tra le principali Onlus presenti sul territorio italiano e attive in diversi ambiti:quasi 20.000 utenti tra sostenitori e donatori già presenti nei database di queste organizzazioni hanno risposto ad un questionario web based raccontando la propria esperienza.

 

Qual è il ruolo del web per il non profit? Un dato sicuramente di rilievo riguarda l‘utilizzo di canali digitali per la raccolta di informazioni sulle attività della Onlus da parte degli utenti intervistati: al primo posto troviamo il sito istituzionale (56%), al secondo la newsletter (40%).

Gli eventi di piazza sono fonte di informazione per il 15% dei rispondenti. Interessante da ultimo il fenomeno del passaparola (sempre al 15%), di cui gli strumenti di condivisione social potrebbero facilmente alimentare la portata online.

 

Anche per le donazioni, internet rappresenta un canale in via di consolidament il 26% degli intervistati in genere utilizza canali online per donare. Si tratta di un dato significativo, da cui le Onlus e i fundraiser possono trarre spunto per migliorare le proprie strategie.

Sappiamo per esempio che tra i rispondenti che dichiarano di acquistare online, solo il 44% dona online. Perché? La percezione tra acquisto e dono è ancora diversa: spesso anche chi è già abituato a comprare online, quando decide di sostenere un’organizzazione non profit, cerca un contatto diretto che sembra non trovare online.

La sinergia tra canali offline e online sembra essere la risposta giusta, considerando anche che, se è vero che il donatore tipo ha un‘età compresa tra i 35 e i 55 anni, i più giovani, che con il mondo digitale hanno una naturale familiarità, saranno i donatori di domani.

 

Proseguendo nell‘analisi dei comportamenti degli utenti, emerge che il 22% dei rispondenti riceve la newsletter di un’unica Onlus. Si tratta quindi di quella parte di utenti estremamente fedeli alla causa di una sola organizzazione; è importante però sottolineare che una buona percentuale è invece interessata a conoscere le attività di diverse Onlus (il 44% riceve da 3 a 5 newsletter). In quest‘ottica, diventa fondamentale creare messaggi che siano pertinenti, elaborando una strategia di comunicazione mirata, personalizzata e professionale che rispecchi e trasmetta il posizionamento di una specifica organizzazione, in modo da fidelizzare l’utente e farsi seguire con interesse e attenzione.

 

L’indagine mostra come gli utenti si ricordino molto bene come è cominciato il rapporto di fedeltà e continuità con la Onlus che sostengon il 36% dei rispondenti dichiara di essersi iscritto alla newsletter a seguito di una donazione. La raccolta dell’indirizzo e-mail e l’invito ad iscriversi alla newsletter, indipendentemente dal canale utilizzato per la donazione (online e offline), si dimostra quindi un ottimo canale per costruire e mantenere un dialogo continuo con i propri contatti, dopo una prima manifestazione di interesse che può essere rappresentata da una donazione occasionale.

Se richiesti, nessuno si tira indietro davanti a un paio di consigli da dare alle Onlus e in particolare a come comunicano le proprie iniziative. La maggior parte degli utenti intervistati, come già accennato, dichiara che vorrebbe ricevere newsletter più snelle e più semplici, contenenti più storie.

Da ultimo, se il 48% dichiara esplicitamente che vorrebbe ricevere newsletter con meno testo, indirettamente suggerisce anche alle Onlus di prestare più attenzione ai contenuti: il 16% di chi non legge le newsletter che riceve si giustifica lamentando che “dicono sempre la stessa cosa”, mentre l’11% non si sofferma perché oggetto e titolo non lo incuriosiscono.

 

La ricerca è disponibile per il download gratuito all‘indirizzo www.contactlab.com/nonprofitreport




ContactLab
ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
MEDIA - 06/02/2009
Edilportale Marketing Awards 2009
MEDIA - 28/03/2011
I ‘trucchi‘ del sapere
MEDIA - 01/03/2011
Sky e il calcio più bello. Riflessioni post evento
MEDIA - 08/10/2010
Affermare la Marca sui Mercati Esteri: quando il SEO (posizionamento sui motori di ricerca) aiuta il “branding online”
MEDIA - 13/11/2010
Comunicato stampa visibile su Google? 5 facili trucchi a costo zero!
 
 

Business Video