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07/06/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Online information

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Come si evoluta negli anni l‘informazione online? Quali sono i meccanismi che ne regolano la fruizione? E infine quale sarà il futuro di questo settore della web economy?

Sono queste le domande a cui la ricerca condotta da Human Highway per Liquida dal titolo “Analisi dell‘informazione online in Italia” cerca di dare delle risposte.
Dallo studio è emerso innanzitutto il ruolo trainante dei quotidiani online che compensano l‘andamento stagnante dei lettori dei quotidiani cartacei. E lo stesso vale per i lettori dei blog (di qualsiasi argomento) che sono in costante crescita, anche se il trend è decisamente inverso per quanto riguarda i blog di attualità che sembrano aver perso il loro appeal nei confronti dei lettori. Sono infatti solo l‘6,1% (ossia 1,6 milioni di persone) della popolazione italiana a utilizzare abitualmente i blog, i quali vengono però considerati dagli stessi individui che li consultano di bassa qualità e di scarsa autorevolezza.

Nella ricerca si parla del cosiddetto profilo REI, ossia le tre dimensioni con cui descrivere i siti e gli strumenti sociali della rete. L‘acronimo sta per Relazioni, cioè il fattore prodotto dalle dimensioni in cui si sviluppano le relazioni online; Egocasting, vale a dire la dimensione relativa al ‘dire di se‘; Informazione che simboleggia la consultazione e la lettura dei contenuti. In questo senso Facebook pare incentrato soprattutto sulla sfera delle relazioni, mentre Twitter si concentra in particolar modo sulla sfera dell‘informazione.

A questo punto è opportuno fare un esempio e porci un quesito: Cosa faremmo se accadesse qualcosa di così importante da coinvolgere il pianeta terra? Cosa faremmo oggi, nel 2011, se ci fosse ad esempio un nuovo 09/11? Quale mezzo di informazione sarebbe ideale per essere sempre informati sull’accaduto?

Il campione di 2.023 rispondenti (che poteva scegliere anche più di una soluzione) ha affermato per il 53,4% che per prima cosa utilizzerebbe un motore di ricerca; il 42,4% accenderebbe la televisione e il 28,6% accederebbe al sito di un quotidiano online. La cosa più importante che si può dedurre da questa piccola statistica, riguarda il peso crescente del web e un calo, anche se minimo, dell‘utilizzo della TV che prima rappresentava il mezzo preferito dalla maggioranza della popolazione.
In particolar modo ciò che emerge con grande chiarezza, riguarda il ruolo importante che internet ricopre durante la fase di approfondimento, di condivisione e di amplificazione, soprattutto per le notizie che riguardano l‘ambito politico, il quale da solo rappresenta più del 50% degli argomenti ricercati.

Come diceva McLuhan i mezzi si integrano e c‘è quindi, nell‘immediato futuro, da aspettarsi un adattamento di tutti gli altri mezzi di comunicazione che dovranno reggere il confronto con il grande potenziale in termini di velocità e interazione espresso da internet. Ma all‘interno di questo mondo continueranno ad avere grande importanza gli editori tradizionali che, attraverso l‘utilizzo dei portali, avranno di nuovo la possibilità di interpretare le coscienze collettive.

E in questo contesto hanno, e avranno, la loro importanza i motori e gli aggregatori di notizie che permetteranno agli utenti di orientarsi all‘interno della sovrabbondanza informativa offerta dal web. In ultimo non può essere trascurato il ruolo dei social network che sempre di più diverranno il mezzo prescelto per la condivisione online, permettendo un confronto e una più chiara formazione dell‘opinione pubblica.   

Andrea D‘Alessandro


Redazione MyMarketing.Net
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