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22/06/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Passaparola… ai referendum


La grande novità delle ultime campagne elettorali, sia per le amministrative che per i referendum, è stata l’immensa partecipazione dei cittadini, che ha trovato uno strumento per esprimersi: il social media. Su blog, forum e social network gli utenti si sono attivati spontaneamente per sostenere il voto, con iniziative anche inusuali e simpatiche. Dalla sostituzione del profilo su Facebook con la foto del ‘Gruppo vota 4 Sì’ ai video privati su YouTube e agli appelli che rimbalzavano da una bacheca all’altra. Geniale l’idea del sito www.votoarendere.it, creato da privati e professionisti (non dai comitati referendari), che ha organizzato un network di negozi e locali per offrire sconti a chi si presentava con la tessera elettorale timbrata, indipendentemente da cosa avesse votato.

Gli utenti hanno lanciato anche diversi hashtag  su Twitter, tra cui #iohovotato, che ha permesso un iniziale conteggio tra chi era andato alle urne per valutare l’avvicinamento al raggiungimento del quorum. Risate garantite per i video circolati in Rete L’aereo più pazzo del mondo, parodia dello storico film, e ‘Sì sì sì… si può fare!’ che gioca con la mitica esclamazione del film Frankenstein Junior.  “Su internet tutti diventano dei media - commenta Mirko Pallera, direttore Ninja Marketing - e in questo modo si genera un’eco, che per la sua forte viralità è superiore a quella dei mezzi tradizionali. Il microblogging è stato il veicolo principale in questa recente tornata elettorale: Twitter, gli update di Facebook, ma soprattutto il retweet, il condividi, lo sharing. Sono i nuovi strumenti di partecipazione.

 E la grande novità è che l’agenda politica è stabilita dalle persone, che non hanno accesso ai mezzi di comunicazione tradizionale ma a internet sì, e quindi possono smascherare le bugie, fare controinformazione”. - e continua - “La molla della partecipazione sociale era già partita dall’attacco della Moratti a Pisapia, durante la campagna per le amministrative a Milano, e con #morattiquotes e #sucate si è verificata una pratica co-generata di ironia collettiva che ha mutuato la tecnica della communication guerriglia. E’ dall’hashtag #morattiquotes che sono nate le fantomatiche accuse a Pisapia sotto forma di dichiarazioni della Moratti. Quello che molti commentatori non hanno ancora compreso è che è nato un nuovo modo di fare politica, che prende energia dai social network e dalla rete, per materializzarsi nelle strade. E’ la vittoria del passaparola”.

Vanna Assumma


Redazione MyMarketing.Net
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