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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
23/06/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Sempre più prosumer con i social media

effetto social media
I Social Networking Sites come Facebook, Twitter e Linkedin, per citare solo i più conosciuti, sono certamente strumenti che permettono all‘azienda di avvicinarsi ai propri consumatori, attuali e potenziali.

Attraverso la pianificazione di strategie di comunicazione non-convenzionali si possono infatti costruire ‘luoghi‘ di dialogo in cui è possibile interagire con quelli che, per l‘utente, sono i propri marchi di riferimento. In questi spazi costruiti ad hoc, si possono attivare tutta quelle serie di attività che ricadono sotto l‘ampio cappello delle ‘online public relation‘ e realizzare quindi una comunicazione bidirezionale.
In questo modo si conferisce concretezza a quella previsione che Marshall McLuhan e Barrington Nevitt fecero nel 1972 allinterno del libro ‘Take Today‘. I due autori posero le basi per la nascita del concetto di prosumer, reso possibile dalle nuove funzionalità messe a disposizione dalla tecnologia.

Ma ora che il mondo delle aziende ha fatto proprio l‘utilizzo del web, l‘esigenza è quella di monitorare l‘esito delle campagne di social media marketing. Per meglio conoscere quindi l‘utilizzo di questi strumenti all‘interno del contesto imprenditoriale italiano, è stato creato l‘Osservatorio Brands & Social Media che si è occupato di monitorare l‘operato di 100 aziende.

OssCom – Osservatorio sulla Comunicazione dell‘Università Cattolica e Digital PR, hanno quindi presentato ‘Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia‘. Si tratta del primo report relativo al settore Consumer Elettronics che comprende 20 aziende che operano nel mercato dell‘Ict.

Quattro i social media considerati: Facebook, Twitter, blog e YouTube. Attraverso la ricerca si è poi stilata una classifica che, oltre a tener conto dell‘investimento economico e di risorse umane, ha preso in considerazione il grado di interazione con gli utenti, permettendo così di valorizzare sia le attività di comunicazione multipiattaforma, sia quelle che si concentrano su un unico ‘luogo‘.

Dallo studio emerge poi come Facebook sia il social prediletto nella maggior parte dei case studies, con almeno un post pubblicato al giorno che generano molte risposte anche da device mobili. Ciò non toglie che si sia potuto ravvisare un crescente utilizzo di strategie multicanale che prevedono, ad esempio, l‘utilizzo in contemporanea di YouTube, di Twitter e di Flickr. Se da una parte c‘è l‘ascesa dei social, dall‘altra si può osservare la costante perdita di seguito da parte dei blog dalla quale ne consegue una perdita di investimenti da parte delle aziende.

Ciò che risulta importante non è tanto il risultato della ricerca, ma la capacità di essere riusciti a individuare una metodologia che renda possibile la misurazione qualitativa e quantitativa della presenza sui social media, attraverso un mush-up di dati provenienti da diverse piattaforme. In questo modo sarà possibile analizzare il grado di esposizione, la coerenza dei messaggi, l‘efficacia delle modalità di interazione e tutta un‘altra serie di dati che permettono all‘azienda di calcolare il ROI del proprio investimento.

Andrea D‘Alessandro


In Allegato l‘
Executive Summary - Osservatorio Brands & Social Media - Consumer Electronics -



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 Osservatorio Brands & Social Media - Consumer Electronics - Executive Summary
Redazione MyMarketing.Net
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