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27/06/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Crescere di generazione in generazione

Ernesto Poza
La famiglia Agnelli e i fratelli Versace sono solo due dei possibili esempi di aziende di famiglia di successo. Di generazione in generazione patrimoni crescono grazie alla continuità del business che cresce rafforzandosi e arricchendosi del contributo che la nuova generazione può dare. Proprio come nelle favole, alla morte del re ciascuno degli eredi deve dimostrare di meritare l‘onore e gli oneri che la “corona” richiede. Il passaggio del testimone è il momento più critico.

Ernesto Poza, docente di Imprenditorialità alla Thunderbird School of Global Management, ha presentato allo Special Management Program Family Business organizzato da Hsm la sua ricetta per un business familiare di successo. Soffermandosi soprattutto sulla tempistica della successione che non deve essere mai immediata, dopo il conseguimento del titolo di studio il rampollo di ogni grande stirpe dovrebbe viaggiare, lavorare in ruoli minori per imparare sul campo il rispetto del proprio ruolo e il valore del lavoro, affinché una strada eccessivamente spianata non ne infiacchisca la tempra. Perché la tavola pronta e apparecchiata avrebbe l‘effetto opposto di farlo adagiare sugli allori. Con perfetto stile narrativo, il professor Poza ha raccontato la storia della S. C. Johnson, la dinastia da sempre operante nel campo della cera. Il figlio, destinato a comandarla, per anni con la sua laurea in chimica cercò di modificare il piano aziendale. Il padre con altrettanta ostinazione continuò a perorare la continuità del loro business di famiglia. Da generazioni avevano fatto cera e avrebbero continuato a farla. Poi il figlio ebbe l‘illuminazione: aggiungere al repellente per insetti che aveva inventato per caso un po‘ di cera. La cera migliorava la resa e la durata del repellente. Il padre, colpito dalla determinazione del figlio, acconsentì. Era nato il repellente Raid, uno dei più grandi successi. Il fatturato dell‘azienda passò dai 60 milioni di dollari all‘anno agli attuali 4,5 miliardi di dollari. Perché nellla staffetta del comando, il figlio deve essere capace di cogliere le sfide del cambiamento senza stravolgere valori che si sono sedimentati di generazione in generazione.

Per prima cosa bisogna assicurarsi che la strategia di crescita sia basata sui vantaggi competitivi della società. Le imprese familiari hanno infatti diversi vantaggi competitivi che sono frutto della loro stessa essenza. Hanno minori costi e un migliore controllo del rischio dovuto la loro attenzione e la conoscenza della nicchia di mercato in cui operano. Essi hanno anche un orizzonte di investimento di lungo termine che aiuta a evitare la recessione dei cicli economici. In media, l‘amministratore delegato in una azienda di famiglia dura 20 anni e poi trasferisce le sue conoscenze non documentate per la prossima generazione attraverso una relazione intima. Tutte le attività a conduzione familiare, dovrebbe mantenere queste qualità in mente al momento di pianificare la loro strategia di crescita.

Per tener viva e competitiva un‘azienda di famiglia, è vitale coinvolgerne i membri nella pianificazione strategica, coinvolgendoli direttamente nei processi di definizione di successione con politiche che tengano conte anche di emolumenti competitivi.
 
Non deve mai mancare un comitato di almeno cinque persone che supervisioni il processo di transizione. Con almeno due consulenti estern ei ben pagati.
Straordinariamente efficace risulta poi la creazione di un consiglio di famiglia che sappia offire informazioni finanziarie e strategiche per sviluppare i protocolli più opportuni tra la famiglia e la società.

La struttura proprietaria che ha lavorato per la generazione precedente non funziona mai per la successiva. Il passaggio alla nuova generazione è progettato in modo tale che il processo decisionale è reso più agile.

Perché, come ha più volte ricordato il professor Poza, la famiglia è preziosa, una risorsa il business e non uno sterile culla di nepotismo che premi gli inetti solo per il legame di sangue. Soprattutto in un mondo sempre più frammentato e parcellizzato, l‘unione intima e profonda che lega chi condivide lo stesso cognome è un valore inestimabile.

Antonino Pintacuda


Redazione MyMarketing.Net
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