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01/09/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

La rivoluzione dello shopping

Steve Jobs
Dimenticate la geolocalizzazione, le mappe interattive e le nuove frontiere del marketing. Un oggetto è davvero rivoluzionario se riesce a stravolgere abitudini che sembravano immutabili e eterne. Gli smartphone sono tra gli ultimi oggetti che hanno cambiato la nostra vita, in buona compagnia della spoletta volante che diede inizio alla rivoluzione industriale, della radio, del telefono e del pc. I telefonini intelligenti e il loro bagaglio di app stravolgeranno anche il più semplice dei gesti: la spesa al supermercato.

“In un grande magazzino una volta al mese, spingere un carrello pieno sotto braccio a te”. È destinato a tramontare definitivamente il romantico quadretto cantato da Lucio Battisti. Senza code per posteggiare, senza spiccioli da cercare per il carrello, senza code chilometriche alle casse. Armati di smartphone gli avventori dei supermercati della catena coreana Tesco possono già fare la spesa con il servizio Home Plus mentre aspettano la metro, è sufficiente inquadrare il Qr code presente nelle vetrine virtuali sparse nelle fermate della metropolitana per scegliere i prodotti e aspettarli comodamente a casa. Proprio come già accade per i prodotti tech, leader dell‘e-commerce, la nuova modalità d‘acquisto tenta il grande salto anche nella gdo.

La fase di beta testing ha dato ottimi risultati: più di 10mila gli accessi al servizio Home Plus, con un balzo del 76% degli utenti registrati nel sito e una crescita negli acquisti del 130%.  Un risparmio di tempo per i consumatori e un taglio netto alle spese di gestione per le grandi catene che potranno ridisegnare i loro store.

Cambiano le modalità d‘acquisto e cambia anche la struttura dei negozi perché si fa sempre più intrusiva la presenza dei nuovi device, come già avviene nella patria dello zio Sam, dove i negozi vengono rivoluzionati attorno a sua maestà il tablet, l‘oggetto del desiderio. Via dagli scaffali pc e notebook, gli spazi espositivi sono tutti per l‘iPad e la pletora dei suoi cloni. A inaugurare questa nuova tendenza il gigante americano Best Buy che ha dato il via alla nuova strategia incentrata sulle supertavolette. I retail assecondano i desideri della clientela. "Siamo riusciti a vendere praticamente tutto ciò che riguarda il mondo tablet, che continua a generare entusiasmo" ha dichiarato Mike Vitelli, presidente di Americas Best Buy. A primeggiare è sempre Apple, con 4,69 milioni di iPad venduti soltanto nell‘ultimo trimestre nel mercato americano, seguita dagli 800mila tablet targati Samsung.




Antonino Pintacuda


Redazione MyMarketing.Net
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