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13/07/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Dalla Russia con furore

È ormai noto come il Julian Assange russo per la sua tendenza e abilità nel mettere in imbarazzo i potenti sfruttando la verità oltre che per i rancori degli stessi, che in questo modo attira a sè. Davvero i tratti che l’avvocato Aleksej Navalny ha in comune con il fondatore di WikiLeaks sono solo questi, ma sembrano sufficienti per attirare l‘attenzione dei media.

Avvocato e blogger,  Alexei Navalny a 34 anni ha intrapreso una vera e propria crociata online contro la corruzione nelle grandi aziende a proprietà statale. La sua arma è la verità. Il suo metodo per svelarla consiste nel comprare piccoli pacchetti di azioni delle società privatizzate che però sono supervisionati dallo Stato e poi, in veste di azionista, ha la possibilità di visionare bilanci, fatturati, contratti di appalto. Il passo successivo è semplicemente quello di metterli in rete, a disposizione di tutti gli utenti che cercano, in una Russia mal informata, le notizie sul web. Una volta on line, sarà compito degli internauti trovare eventuali scorrettezze, tracce di corruzione, tangenti qua e là.

Alexey Navalny, con la sua battaglia contro il male della nuova ‘Grande Madre Russia‘, ossia la diffusa corruzione, si è guadagnato un gran numero di consensi tra la popolazione che sul web sente di respirare un‘aria nuova: può verificare le fonti, condividere dubbi ed esprimersi senza troppe riserve. Così Navalny dopo una laurea in Legge e un master in Finanza, un‘esperienza deludente nel partito di opposizione Yabloko, acquista qualche azione della Trasneft e della Roseneft, due potenze dell‘energia sotto il controllo statale e pubblica una serie di documenti societari coinvolgendo le forze dell‘ordine che iniziano a indagare sul percorso di alcune tangenti pagate da Trasneft tra il 2006 e il 2007.

Il polverone si quieta con un nulla di fatto, ma apre una breccia irrisanabile sull‘universo delle società con capitale pubblico che infiamma gli spiriti della rete e in pochi mesi Navalny raccoglie 35 mila sostenitori. Farcisce la propria pagina di documenti, sui quali non esprime direttamente un‘opinione, si limita a chiedere quella dei lettori. Vuole svegliare le coscienze, nient‘altro, e ci riesce. L‘affondo lo porta a segno con l‘azione che lo farà l‘Uomo dell‘anno 2009 a detta del quotidiano finanziario russo Vederosti: nero su bianco dimostra che Trasneft si era impadronita di 4 miliardi di dollari dei finanziamenti ottenuti per la costruzione di una pipeline che collegasse la Federazione russa al resto dell‘Asia. La società non prende provvedimenti contro di lui, il Cremlino fa da spettatore, nel frattempo l‘Assange cosacco subisce minacce e sa perfettamente di essersi messo in una posizione rischiosa. Tuttavia non molla il colpo, ma continua la sua opera di denuncia.

Ciò che ha smosso le autorità è stato il sondaggio che ha rivelato un 45% di consensi alla sua possibile candidatura come prossimo sindaco di Mosca. La mossa del Governo è – a sorpresa – un‘inchiesta per frode fiscale. Il problema è che l‘avvocato non si trova da nessuna parte: non si sa dove si trovi fisicamente, né da dove carichi le notizie sul proprio sito. Ogni voce che corre sul suo conto, non fa altro che aumentare il fumo intorno alla sua figura e trasformare il caso in leggenda.
 L‘ultimo segno tangibile della sua presenza è arrivato via radio, in un dibattito riportato dal Guardian e dal New Yorker, a cui ha partecipato anche un alto dirigente del ministero dell‘Economia. Alla domanda sul perché non denunciasse alle autorità le verità che portava a galla, ha risposto che era stata la prima cosa che ha fatto, nono trovando però collaborazione né riscontri.

La rete invece gli ha concesso fiducia: un sondaggio promosso on line da Kommersant e Novaja Gazieta, a cui hanno partecipato 60.000 utenti, lo ha visto ‘sbancare‘ e, anche se si trattava di primarie virtuali, i risultati sono significativi. Espressione di un paese in cui la verità si è riempita di fango e la gente chiede pulizia e trasparenza.


 Fonte: Lettera43 - Quotidiano Online Indipendente


Roberta Masella


Redazione MyMarketing.Net
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Commenti: 1
Commento di: 
Il: 22/09/2011 alle 17:39 
Complimenti a ALEKSEJ !

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