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15/07/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Geolocalizzazione, impennata di utenti. I profitti?

social
Facebook ha più di 250 milioni di utenti che si connettono da dispositivi mobili utilizzando il servizio di FB Places e sta per rilasciare la nuova App per Table1. I servizi di geolocalizzazione forniti da Google Maps vantano a livello mondiale più di 200 milioni di utenti2. Questa settimana il numero di utilizzatori di Foursquare ha raggiunto i 10 milioni di utenti, registrando una crescita del 100% rispetto a Dicembre dell’anno scorso, gestendo al giorno più di 3 milioni di check-in a livello mondiale3.

E le aziende stanno a guardare? Magari. Spesso non sanno nemmeno dell’esistenza di questi servizi e delle opportunità che potrebbero derivare loro dall’utilizzo degli stessi. Sia a livello mondiale che in Italia, la maggior parte delle aziende preferisce approcci di marketing più tradizionali, rispetto al location-based marketing, non conoscendo ancora il meccanismo dei check-in e le potenzialità di business che potrebbero generare nei loro rispettivi settori4.

Quali opportunità ancora inespresse per le aziende? Se le aziende hanno un loro profilo su FB, hanno la possibilità di inglobare i meccanismi dei check-in a loro interno, fornendo ad esempio dei rewards agli utenti che fanno il check-in nei loro punti vendita o che partecipano ad eventi organizzati dall’azienda stessa.Allo stesso modo, possono usare Foursquare targettizzando gli utenti che ricercano un ristorante o un particolare prodotto o servizio, la partnership con servizi quali Groupon e Yelp è infatti nell’aria.

Ma non è tutto, è infatti possibile anche acquistare geo-target adv, in tempo reale. L’idea è quella di mandare, ad esempio, un deal specificatamente indirizzato a coloro che hanno appena fatto check-in nel negozio del competitor a 200 m dall’utente. In questo modo, il potenziale cliente viene intercettato nel momento in cui è più propenso all’acquisto. Non solo, attraverso la geolocalizzazione dell‘indirizzo IP, il banner system di un’app è in grado di restituire un tipo di adv mirato secondo la provenienza del visitatore e quindi di riconoscere cosa sta accadendo nel luogo ed istante di maggior interesse per l’utente.

Questo sistema di potenziamento tecnologico fa sì che si esca da una “classica” percezione digitale (che ci si è ormai lasciati alle spalle) e si porti l‘utente in una nuova e più entertaining experience a tutto tondo, dove la geolocalizzazione serve a far sentire il visitatore di un luogo protagonista assoluto di quello che lo circonda. I brand dovrebbero sempre di più pensare alla geolocalizzazione come ad uno strumento attrattivo verso l‘esperienza in-store. Se è vero che l‘e-commerce abbatte la barriera fra lo spazio dell‘acquisto e il tempo della consegna, la geolocalizzazione fornisce al consumatore una nuova buona ragione per trovare ed interagire con il “negozio”. Per vedere, toccare, ricevere un reward, e infine, comprare.

Potenzialità inespressa è continuare a pensare ad esempio a Google Maps come geolocalizzazione che serva solo a spostarsi dal punto A al punto B di una mappa. Non è solo l’elemento del trasporto fisico, le aziende trascurano l’elemento emotivo degli utenti, quello sociale di dimostrare che si è proprio lì. Non sempre. Solo quando serve. Quando l’inclinazione ad affiliarsi con il prodotto o il servizio è massima, grazie all’innovazione che fa da trascinatore dei processi di vendita. Vi è poi la variante ispirata a Foursquare che è quella dei ‘Facebook Deals‘, utilizzando la condivisione di posizione del già citato Places. Con ‘Deal‘ l’utente è in grado di scoprire dove, nei negozi intorno a lui è in atto una promozione alla quale può accedere mostrano lo smartphone al personale dello store per ricevere il suo special Reward.

Ma cosa cercano gli utenti?Condividere la propria posizione con il proprio network, scrivere recensioni su posti, store e facilities, trovare eventi e attività nelle vicinanze, trovare offerte e opportunità out e in-store. Cosa possono dunque ottenere le aziende? Creare brand awareness sul digital via word of mouth, aumentare presenze e passaggi in-store, farsi promotrici di esperienze d’intrattenimento e interattive. Ma possono anche regalare all‘utente geolocal un‘esperienza unica e luxury, quella ad esempio di effettuare un acquisto direttamente tramite smartphone e passarlo a ritirare in un negozio geolocalizzato senza dover fare la fila alla cassa. Un‘esperienza privilegiata.

Essere presenti in maniera performante utilizzando la geolocation come brand, crea in Italia ancora un effetto pionieristico sul digital, dove i sempre attenti blogger e i portali dedicati accolgono con entusiasmo e perfino come inusuale ‘atto di coraggio‘ un‘iniziativa digital/geolocal ben costruita e rispondente alle esigenze dell‘utente. Questo contribuisce a creare una good reputation online del brand che può ‘vantarsi‘ di aver fatto la cosa giusta al momento giusto (o in caso contratio, come si direbbe in gergo di ammettere un ‘epic fail‘). Il sentimento di appartenenza e di correlazione del proprio nome (privato) ad un marchio (pubblico) tramite i social network che usano la geolocalizzazione, porta l‘utente a scegliere di essere in un luogo e a volerlo comunicare in maniera perentoria. Essere lì, e non da un‘altra parte, è l‘ultima democrazia della geolocalizzazione. Si crea un doppio filo fra il sistema di tracciamento posizione e l‘utente, che si sente ‘affezionato‘ a quel meccanismo che rende possibile una serie di emozioni: non sentirsi più soli (in cima alla piramide di questo geolocation emotional bonding), non sentirsi più persi, e di poter essere giudici tramite review di una positiva o negativa esperienza con l’azienda.

Si ringraziano per la collaborazione
Silvia Vianello (SDA Bocconi Professor) e Marcello Signore (Digital Strategy Wunderman)

Per approfondimenti, Silvia Vianello conduce il programma ‘Smart&App‘ a La3, canale 143 Sky
www.la3tv.it/programmi/smart-app.shtml

Marcello Signore, invece, presenta nello stesso canale il programma ‘Mi chiamo Nerd
www.la3tv.it/programmi/mi-chiamo-nerd.shtml


 _________________________

1. http://www.facebook.com/press/info.php?statistics
2. http://www.pcworld.com/
3. http://abcnews.go.com/
4. http://www.pewinternet.org/Media-Mentions/2011/Foursquare-checkin-service-hits-big-but-faces-challenges.aspx

 




Redazione MyMarketing.Net
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