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05/08/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Egitto, prove di democrazia e positiva incertezza

Si è aperta l‘era dell‘incertezza positiva.

E‘ un sentimento improntato a un prudente ottimismo quello del  popolo egiziano a pochi mesi dalla ‘rivoluzione dei gelsomini‘ che ha messo fine al potere di Hosni Mubarak. A  scattare una fotografia del Paese nordafricano l‘istituto TNS che ha diffuso i risultati di un’indagine d’opinione, realizzata consultando un campione rappresentativo della popolazione egiziana (1000 cittadini con più di 15 anni). Ben il 76% degli intervistati si dichiara ottimista sul futuro del Paese, anche se un 54% rimane ancora scontento della situazione attuale.

La quasi totalità (90%) degli intervistati comunque vede la rivoluzione come un fatto positivo per il futuro dell’Egitto. TNS segnala che questo ottimismo viene però attenuato da sempre maggiori preoccupazioni legate alla continua instabilità politico-sociale, con mancanza di fiducia nelle istituzioni che attualmente governano il Paese: il 68% degli intervistati si dichiara insoddisfatto della polizia, con un 32% che dichiara di credere addirittura che la polizia non esista effettivamente, (mancanza di fiducia nel mantenimento quotidiano della legalità), mentre un 42% non si fida dei media e dell’informazione del Paese.

Quasi metà della popolazione, peraltro, dice di essere felice nella società egiziana post-rivoluzione, anche se solo l’11% crede che si tratti di una vera democrazia, evidenziando ancora lati oscuri per quanto riguarda la legalità e la trasparenza delle regole. Per esempio: più di un terzo (34%) di coloro che hanno dichiarato che non voteranno alle prossime elezioni, quest’anno, per il parlamento egiziano (quasi un terzo degli intervistati complessivi), dichiara che la propria astensione dal voto sia legata a mancanza di fiducia nei risultati elettorali e nella loro legalità.

Lo studio evidenzia, inoltre, i problemi che il nuovo Egitto divide con l’Europa e gli Stati Uniti. Mentre il mondo fuori è focalizzato sulla sicurezza del Paese delle piramidi, è lo sviluppo economico quello che più preoccupa gli abitanti, dal momento che la disoccupazione e l’inflazione sono emersi come principali preoccupazioni per il 43% ed il 48% degli intervistati. Gli egiziani oggi credono nel potere delle relazioni e del loro continuo miglioramento, sia con i diversi gruppi religiosi, nel Paese, sia con gli Stati Uniti (73% degli intervistati ne è convinto), con i Paesi africani (66%) e con i Paesi arabi del Medio Oriente (63%).

In allegato un approfondimento sulla ricerca

Andrea Crocioni


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 TNS_Data tables_Egypt polling
 NOTA informativa TNS Egypt-sentiment
Redazione MyMarketing.Net
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