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20/10/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Fenomenologia di un designer della comunicazione

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Grafica e pubblicità. Un connubio consolidato, che vede al centro una figura un po’ artista un po’ professionista: il graphic designer. Questo artefice della comunicazione grafica, sia esso professionista o semplice studioso, trova modalità di confronto e adesione in Aiap, l’associazione italiana del design per la comunicazione visiva, la cui motivazione principale è promuovere lo sviluppo della professione e la cultura del progetto grafico. E’ rientrata nell’ambito di questo obiettivo di valorizzazione della graphic communication la tavola rotonda ‘Marca & Marchi il rapporto tra mercato e graphic design’, organizzata da Aiap nell’ambito della Settimana della Comunicazione. Un incontro, moderato da Patrizia Musso, docente presso l’Università Cattolica nel Sacro Cuore e fondatrice del portale Brandforum.it, sul ruolo del graphic design nel mercato di oggi che ha visto la partecipazione da un lato del mondo della brand identity, con l’intervento di Univisual Brand Identity Consulting e Carmi&Ubertis, e dall’altro della comunicazione aziendale, con manager del marketing e della comunicazione di importanti realtà aziendali (Fastweb, Philips, Axitea). “Aiap ha organizzato questa tavola rotondaper avviare un dibattito tra il mondo del graphic design e il mondo della comunicazione – dichiara Gaetano Grizzanti, consigliere nazionale Aiap e direttore Univisual Brand Identity Consulting -. Lo scopo della nostra associazione era avere un confronto con un certo tipo di committenza, che è il mondo dell’impresa”. Tema centrale della tavola rotonda il ruolo del designer di comunicazione, come viene percepito da parte delle aziende e come può valorizzare la propria competenza. “Il graphic designer - spiega Gaetano Grizzanti - è solo una parte del processo di comunicazione aziendale, circoscritta all’aspetto più tecnico. Questa figura professionale potrebbe essere sfruttata meglio e avere un valore maggiore se fosse più coinvolta nel processo creativo, se le aziende fossero in grado di vedere in lui non un semplice elaboratore di progetti grafici ma un vero consulente per l’identità d’impresa”.

Anche il revival in corso nel settore della comunicazione sembra richiedere un investimento valoriale più acceso sulla figura del graphic designer. “Negli ultimi anni - prosegue Grizzanti - è evidente come la comunicazione visiva abbia prevalso sull’adv classico. C’è un ritorno ai primi stili di pubblicità con una centralità della dimensione grafica, che dovrebbe avere come naturale conseguenza il conferimento di un maggiore valorealle qualità del designer della comunicazione”. La tavola rotonda è stata anche l’occasione per Aiap di presentare ufficialmente al pubblico il libro ‘A brand is not logo’, volto ad indagare la relazione tra il marchio e i valori della marca.

Cinzia Pizzo





Redazione MyMarketing.Net
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