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20/10/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Digital media da Trieste in giu'

Qual è il rapporto degli Italiani con i digital media? Nell'era di Internet e dopo l'avvento in Italia del digitale terrestre, scopriamo quali sono le reali fonti dell'informazione nel nostro Paese.

Durante il Festival Eurovisioni, dal 16 al 19 ottobre a Roma, l'Open Society Foundation, centro studi fondato di George Soros, ha infatti presentato le prime conclusioni del progetto Mapping Digital Media, che include il rapporto ‘I Media digitali in Italia’. A quanto pare, il web in Italia è utilizzato dal 53% della popolazione, la metà compresa tra i 14 e i 29 anni e principalmente lo scopo è la ricerca di notizie. Già nel 2009, la lettura di giornali online e di news rappresentava il 47% delle attività più frequenti sul web.

La ricerca curata da Gianpietro Mazzoleni, Giulio Vigevani e Sergio Splendore prende in considerazione tutto il sistema dei media in Italia, concentrandosi sull’impatto del digitale, le opportunità e sui rischi dell’avvento del dtt, sottolineando il disappunto per il mancato superamento dello strapotere informativo di Rai e Mediaset. Le reti nazionali, infatti, detengono presso le famiglie italiane un duopolio difficilmente intaccabile: l'informazione passa dagli stessi canali di sempre. Ad esempio, nel 2010, l’audience a livello nazionale si divideva tra Rai e Mediaset rispettivamente con il 41,4% e il 39,4% mentre per gli altri soggetti, La7 compresa, si registrava un timido 10%. Comunque il consumo della tv digitale è cresciuto visti anche gli switch-off del 48%, mentre continua la crisi della carta stampata, i lettori tra il 2009 e il 2010 sono scesi del 7%.

L’Italia, secondo lo studio, si posiziona seconda dopo la Polonia per lo sviluppo della rete mobile a banda larga. Da notare, poi, le vendite di smartphone che nel 2009 sono arrivate a circa 12 milioni, di cui circa quattro milioni per accedere a internet. Alla testa della classifica dei dieci siti web più visitati in Italia ci sono Google.it, Facebook, Google.com e Youtube, anche se sono di tutto riguardo anche siti di informazione come La Repubblica (ottavo), e il Corriere della Sera (decimo).

La ricerca evidenzia anche le mobilitazioni attraverso il web: è  il caso del blog di Beppe Grillo, ma anche di Popolo Viola e il movimento antimafia Ammazzateci tutti. Sempre riguardo le difficoltà  a debellare il duopolio e dei pericoli che esso comporta per l’informazione in Italia, Roberto Natale, presidente della Fnsi ha spiegato che tra gli obiettivi dei prossimi mesi a livello europeo c'è il lancio di una citizen iniziative.

La presentazione del Rapporto OSF si abbina infatti al progetto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che in questa occasione si apre all'estero, grazie al supporto della Open Society Foundation. Il Sindacato dei Giornalisti italiani  si impegna a divenire un  riferimento per giornalisti e associazioni di media stranieri impegnati sul tema della libertà di stampa: la International Page FNSI. La relazione di Open Society Foundations esorta la società civile, le ONG e le organizzazioni internazionali a sollecitare una riforma della normativa sul conflitto di interessi italiano, tra i ruoli politico e istituzionale da un lato e quella delle proprietà dei media dall’altro.

Roberta Masella


Redazione MyMarketing.Net
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