Registrati | Login
  

FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
29/10/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Più soldi, meno privacy

digitale
Da qualche giorno Google ha annunciato un drastico cambiamento nella gestione delle interrogazioni: le ricerche che gli utenti faranno mentre sono loggati su Google/Gmail/Google Plus etc partiranno da https://www.google.com (notate la extra ‘s’ dopo http, che significa l’utilizzo di un protocollo si sicurezza SSL) e normalmente non trasferiranno al sito visitato l’informazione di quale parola chiave è stata usata dall’utente su Google. Nel suo comunicato ufficiale, Google ha giustificato la mossa con il principio di “rendere il web più sicuro”. E su questo principio siamo tutti d’accordo. L’unica cosa che davvero non torna è che c’è un’eccezione a questa protezione della privacy: Google infatti  invierà le parole chiave digitate SOLO nei casi in cui il click sulla pagine dei risultati venga dato ad un link a pagamento (vedi immagine sotto).

Sul web americano si sono scatenate varie reazioni a questa decisione discutibile di Google.

Immagine

In sintesi Cosa Cambia per l’utente :

§Se cliccate i ‘risultati sponsorizzati’, le parole chiave della vostra ricerca saranno mandate al sito che ha comprato gli spazi su google ( meno privacy)

§Se cliccate i risultati ‘organici / naturali’, avrete più privacy in quanto le parole chiave della vostra ricerca saranno criptate (SSL) diventando indecifrabili per il sito che visitate.

La mia opinione in merito è molto critica nei confronti di Google: sebbene dal 2005 sono un loro fan ed ho anche recentemente scritto un libro su come trovare clienti con Google, questa volta ritengo che Google abbia fatto i conti male. Se mi dici che vuoi tutelare la privacy di chi cerca, allora questo principio vale sia i siti che comprano la pubblicità Adwords che per quelli che non lo fanno. Se davvero questa decisione volesse tutelare la privacy nella ricerca, allora Google dovrebbe applicare questo principio a TUTTI i siti web che non hanno un protocollo SSL.

Da utente, prima ancora che da esperto SEO, mi viene da pensare “Ma allora se cliccando i risultati sponsorizzati ho meno privacy, perché non privilegiare quelli naturali ? ” A voi la risposta…

 

Ale Agostini

Autore di “Trovare clienti con Google”- Hoepli Editore





Bruce Clay
ACCEDI O REGISTRATI PER LASCIARE UN COMMENTO

Commenti: 0
5 ARTICOLI CORRELATI
FOCUS ON - 20/02/2011
La cravatta fa l’uomo marketing
BRANDING - 12/06/2011
Un rinoceronte a pois per dare nuovo slancio al brand
MEDIA - 01/03/2011
Sky e il calcio più bello. Riflessioni post evento
BRANDING - 23/04/2011
Coca-Cola vs Pepsi
FOCUS ON - 16/02/2011
Forum della Comunicazione Digitale 2011
 
 

Business Video