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09/12/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Semiomarketing

parole
La semiotica è sempre apparsa alla maggior parte dei responsabili marketing come una disciplina misteriosa, astratta, machiavellica e sostanzialmente inutile, almeno ai fini pragmatici tipici di chi per lavoro si preoccupa di trovare strategie utili all’aumento delle vendite.

Il marketing, d’altra parte, è sempre stato guardato con una punta di superiorità, con una sorta di “puzza sotto il naso” dai semiologi, abituati alle speculazioni e alle analisi capillari dei testi (non solo verbali, ma anche visivi, morfologici o sonori) atte a comprenderne il funzionamento e le strutture narrative più profonde e ricorrenti, e poco interessati, tutto sommato, ai “meri” problemi di vendita.

Tali discipline, da sempre vissute in antitesi dai rispettivi referenti, sono sempre state, in realtà, due potenti strumenti indirizzati sulla medesima via ma su corsie parallele e destinate, secondo semiologi e responsabili marketing, a non incontrarsi mai.

Poi vi è stato un inatteso avvenimento. A dispetto di tutte le aspettative la semiotica si è coniugata al marketing, dando origine al semiomarketing, che ha generato una serie di tecniche:



  • warpframe per la progettazione di video advertising (ecco una mini analisi di video marketing oriented efficace, anche con l’utilizzo del 3D),
  • extrabrand, per l’estrapolazione, la creazione e il riposizionamento dei brand,
  • sintext per la scrittura seo oriented, sintetica e ad alto valore evocativo

e una serie di linee di discendenza, ovvero le metodologie “Net Semiology” per la progettazione comunicativamente efficace e marketing oriented , “Art Semiology” per la comunicazione marketing oriented visiva, e Fashion Semiology, dedicata alla comunicazione marketing oriented di moda.

Unendo le caratteristiche analitiche della semiotica a quelle pragmatiche del marketing, il semiomarketing ha perseguito un fine: la Business Communication Optimization, (detta anche BCO) attraversotutte quelle attività finalizzate ad aumentare il tasso di conversione target-cliente o il tasso di fidelizzazione del cliente attraverso specifiche strategie che potenziano gli effetti della comunicazione aziendale nel B2C o nel B2B.

Per fare questo non ha fatto altro che mettere a frutto il proprio patrimonio genetico, atto ad analizzare, scomporre e ricomporre la comunicazione, ormai influenzata profondamente dall’esperienza digitale, tenendo però conto finalmente della esigenza di raggiungere, interessare, ammaliare e persuadere il target e renderlo cliente, facendo leva su meccanismi semionarrativi profondi, ben conosciuti dalla semiotica.

In pratica, attraverso l’uso oculato di codici, simboli, icone, indici, categorie discorsive, modelli attanziali o quadrati semiotici, strumenti da sempre conosciuti dai semiologi, il semiomarketing ha elaborato strutture semiocomunicative marketing oriented, tese a ottimizzare la comunicazione business per potenziare il processo di conversione target-cliente, magico momento della esistenza aziendale, senza il quale, l’azienda cessa di vendere, e alla lunga, di esistere.

Cinzia Ligas e Fausto Crepaldi





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 Semiomarketing e bizcom optimization
 Warpframe
 Meglio una Regina ...
 Meglio una Regina ... (english version)
 Warpframe (english version)
Redazione MyMarketing.Net
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