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21/12/2011  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Mobilità in..sostenibile

L'Italia perde ancora una volta nei confronti dell'Europa: tema della disputa è la mobilità sostenibile.

Molte parole sono state spese in questo ambito e molti progetti sono stati avviati per cercare di limitare l'immissione di polveri sottili, che causano oltre ottomila morti l'anno: progetti a basso impatto ambientale di car sharing e bike sharing sono nati in molte città italiane, ma i dati esposti nell'edizione 2011 dell'indagine sulla mobilità sostenibile in 50 città italiane sono scoraggianti.

Male il bike sharing. Se un cittadino di Bruxelles dispone di 2.500 bici collettive con 180 stazioni,  un parigino di oltre 20.000 con 1.800 stazioni, un londinese di 6.000 bici con 400 stazioni, un abitante di Lione ha a disposizione 4.000 bici con 340 stazioni, uno di Barcellona 6.000, in Italia solo Milano supera quota 1000 (1400 per la precisione), ma per il resto siamo disastrosamente indietro. La capitale, ad esempio, dispone di sole 105 bici per un potenziale di ciclisti di oltre 2,7 milioni.

Il car sharing non sta meglio. Se a Bruxelles sono presenti 227 auto per 140.000 abitanti, a Brema (Germania) 167 per 547.000 abitanti e a Monaco 345 per 841.000 abitanti, nel 2010 in Italia Torino aveva a disposizione 113 auto, Roma 105, Milano 86, a Genova erano disponibili 73 auto, 47 a Venezia, 36 a Palermo.

Sconfortanti, di conseguenza, anche i dati sull'inquinamento: il rapporto esamina, tra gli altri, la qualità dell'aria nelle città italiane in relazione alle polveri sottili. Ancona registra il maggior numero si superamenti, contandone 140 su 35 massimi consentiti, seguita, con 131, da Torino.

La media annuale di PM10 più alta si è registrata nel capoluogo piemontese (50 microgrammi al metro cubo, con limite posto a 40), ancora ad Ancona (48,4) e a Napoli (48). L'aria più buona è quella di Genova, in cui sono stati registrati solo 5 superamenti durante l'anno, e quella di Potenza, con una media annuale di soli 22 microgrammi al metro cubo di PM10.

"I cittadini spesso si dimostrano più maturi dei loro amministratori: l'83% è ad esempio convinto che la diffusione del bike sharing possa essere un valido contributo alla riduzione del traffico e dell'inquinamento in città e circa l'80% vorrebbe una flotta di biciclette anche nella propria città", osserva Riccardo Canesi, presidente di Euromobility. Sempre da Euromobility, il direttore Lorenzo Bertuccio si domanda: "Con questi numeri come aspettarsi una soluzione ai problemi?".

Fabio Sarpa






Redazione MyMarketing.Net
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