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05/01/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

‘Davvero’, il primo fumetto 2.0

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Davvero è l'ultimo progetto nato dalla penna della scrittrice Paola Barbato, una delle sceneggiatrici di punta della Sergio Bonelli Editore, autrice di tre romanzi e una fiction televisiva. Un progetto corale, un web-comics gratuito e pubblicato sotto creative commons. Tutto nasce da un appello sul web a cui rispondono 200 utenti, tra disegnatori e coloristi. Il quartier generale di tutta l'operazione, senza precedenti in Italia, è il sito web davvero.org presentato attraverso un'operazione di guerrilla marketing a base di post-it nell'ultima edizione di Lucca Comics & Games. Ogni settimana, sul sito vengono pubblicate due puntate di sei tavole ciascuna, una allo scoccare della mezzanotte di domenica e l'altra il giovedì. La protagonista è la diciannovenne Martina Ferrari, alle prese con i superproblemi di quell'età. Abbiamo intervistato l'autrice per un approfondimento dell’iniziativa.

Com'è nato il progetto d'uno shōjo manga italiano?

Sono stata ripresa molte volte per aver usato questa definizione. In realtà Davvero si ispira agli shojomanga, ma non è nè un manga (che è solo la definizione di ‘fumetto’ in giapponese) nè, in termini stretti, uno shojo manga (‘fumetto per ragazze’). Purtroppo non c'è un equivalente termine italiano, potremmo definirlo ‘slice of life’ (uno ‘scorcio sulla vita’) in inglese. E' un fumetto che aspira a raccontare una storia aderente alla realtà, un anno di vita di una ragazza di 19 anni vissuta fino ad allora nella bambagia. Una volta uscita dalla campana di vetro sotto cui viveva, dovrà confrontarsi con i problemi della vita vera.

Quanti aspiranti fumettisti hanno risposto all'appello di luglio?

Non sono stati solo aspiranti, ma anche professionisti che si sono appassionati al progetto. Nel primo mese un centinaio, ora siamo quasi a 200.

Ci descrive la sua Martina?

E' una ragazza proveniente da una famiglia borghese, benestante, che l'ha sempre viziata e assecondata. Risulta subito antipatica, e lo è, perché è la personificazione della noia. Ha tutto, non ha desideri, aspirazioni, non conosce altro che il suo piccolo mondo ristretto. Come spesso succede è un potenziale passivo, bloccato dall'inedia. La sua personalità non ha avuto modo di svilupparsi, ha bisogno di stimoli forti. E li troverà.

Il progetto è anche l'ennesima dimostrazione delle potenzialità della Rete, così come l'ha sempre intesa il suo creatore Tim Berner Lee: "una piattaforma per lavorare insieme". Lei è da tempo molto attiva nel web, sul blog prima e oggi su Facebook. Crede che il feedback in tempo reale arricchisca il rapporto tra autore e lettore?

Certamente, io credo fermamente nel dialogo e nell'interazione. La Rete è immediata e incisiva come nessun altro mezzo. Io ascolterò i lettori, valuterò i loro giudizi e, se mi dovrò fare una scelta, terrò sicuramente conto delle loro preferenze.

Per la sceneggiatura delle prossime puntate - ognuna caratterizzata da un diverso ‘tema emotivo’ - terrà conto delle reazioni dei lettori del primo fumetto 2.0 italiano?

Naturalmente sì. Molte puntate sono già state scritte e sono pronte, ma saggerò gli umori e annuserò l'aria prima di procedere, soprattutto in merito a certe tematiche.


Antonino Pintacuda




Redazione MyMarketing.Net
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