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22/03/2009  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook  versione inglese

Scusa, hai un divano libero?

Sebbene il nome possa far pensare a uno sport estremo, il Couchsurfing è semplicemente la nuova frontiera del “viaggiare low-cost”, nato qualche anno fa e ormai diventato un fenomeno di costume che conta in tutto il mondo oltre 840.000 adepti, tutti accomunati da un unico grande amore: quello per il divano… altrui.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un biglietto aereo in tasca, un buono spirito di adattamento, un pizzico di incoscienza e la voglia di conoscere persone nuove: queste sono le caratteristiche di un couchsurfer, colui che, tentando una traduzione più di senso che letteraria, “salta da un divano all’altro”.
Farlo è molto semplice: basta iscriversi a Couchsurfing.com, una community di viaggiatori poco amanti del turismo preconfezionato, che si scambiano ospitalità a costo zero senza essersi mai visti prima. L’idea di fondo è: tutti ospitano tutti, se ne hanno voglia e disponibilità, e tutti viaggiano da tutti. Una tribù globale, diffusa in ben 230 paesi, che non ha paura di confrontarsi con culture diverse, avendo la certezza di ritrovarsi subito immersi nella nuova realtà locale evitando i classici percorsi turistici. Cosa c’è di meglio, infatti, di visitare una città attraverso i consigli o al fianco di chi ci vive tutti i giorni? Ovviamente non si può pretendere di avere la privacy e il comfort di un cinque stelle, ma alla fine i costi del soggiorno sono più che dimezzati.
Il segreto di un tale successo, visti anche i tempi, si fonda appunto sulla possibilità di viaggiare spendendo solo i soldi del trasporto. Se c’è un divano disponibile troverete da dormire a Sydney come a Istanbul, passando per Tahiti o Mosca. L’unica moneta di scambio per i couchsurfers è in questo caso l’esperienza che ciascuno porta con sé, da condividere con il prossimo.
Il capostipite di questa filosofia di viaggio, nonché ideatore del sito, è Casey Fenton, un giovane programmatore del New Hampshire. Circa cinque anni fa, Fenton decise di passare un week-end in Islanda e avendo pochi soldi in tasca, pensò di “forzare” l’archivio dell’Università locale, e inviare a un ragguardevole numero di studenti una mail con una richiesta di ospitalità che suonava all’incirca così: “Arrivo venerdì, vorrei vedere la vera Islanda, mi aiuti?”. Gli risposero in cinquanta, offrendogli le più impensabili sistemazioni, dal divano al garage di casa, oltre a garantirgli la possibilità di vivere il meglio della “movida” islandese. Da quella indimenticabile esperienza nacque Couchsurfing.com.
L’iscrizione al sito prevede la compilazione di un profilo dettagliato dal quale emergono le caratteristiche personali, le passioni e la propria disponibilità ad accogliere, ospitalità che può consistere anche nella semplice volontà di incontrarsi per bere una birra assieme.
Sta a ognuno decidere se essere “guest” a casa di qualcuno oppure “host”. Il primo contatto avviene via mail, per conoscersi e verificare l’effettiva possibilità di un breve soggiorno. Una volta terminata la visita, entrambi i couchsurfer si scambieranno sul rispettivo profilo una referenza che sarà una garanzia di affidabilità per gli altri viaggiatori. Il feedback di ogni utente è fondamentale per essere sicuri di non aprire la casa o essere ospite di qualche malintenzionato. In merito a questo ci sono anche i “vouch” che chi è ospite rilascia quando il soggiorno è stato particolarmente piacevole. Per poterli assegnare, bisogna averne ricevuti almeno tre da altri utenti. Infine, un’ulteriore garanzia di sicurezza viene data dalla verifica da parte dell’organizzazione dell’indirizzo “fisico” di chi ospita, al quale viene inviato via posta cartacea un codice che dovrà essere reinserito nel profilo personale. In Italia i “surfisti del divano” sono ormai più di 26.400 e il numero sembra destinato a crescere giorno per giorno, un immenso social-network di persone accomunate dalla passione per il viaggio che preferiscono spendere meno per la loro vacanza, investendo però nei rapporti umani. Il mondo si è fatto più piccolo, e i divani comodi sempre più numerosi...

I 10 paesi che surfano di più Stati Uniti 23,6%
Germania 9,1%
Francia 8,8%
Canada 5,6%
Inghilterra 4,9%
Italia 3,1%
Australia 2,9%
Brasile 2,4%
Spagna 2,4%
Olanda 2,1%

Le 5 città più amate dai couchsurfers
Parigi
Londra
Montreal
Berlino
Vienna

Andrea Zappa
illustrazione di Dario Malaterra
www.sitodidario.net
Tratto da WU Magazine n.01 marzo 2009

 



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