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11/02/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

La ‘coopetizione’, una strategia di management

Si è tenuto mercoledì 8 febbraio a Milano il convegno dal titolo ''La coopetizione come vantaggio competitivo – il lavorare insieme e la voglia di vincere, la responsabilità e la relazione''. Promosso da Adico, associazione italiana per il marketing, le vendite e la comunicazione, l'incontro ha avuto come focus il concetto di coopetizione, ovvero una strategia di management che concilia le fasi della cooperazione e della competizione, illustrato da un relatore d'eccezione: il prof. Luca Varvelli, amministratore delegato della Gram srl - Gruppo di Ricerca Applicato al Management.

''Non si tratta – dichiara Varvelli a MyMarketing.Net – di unire le logiche della cooperazione e della competizione. Ma di avere la sensibilità e l'intelligenza di usare l'una o l'altra a seconda della situazione. Faccio l'esempio della pallacanestro: ci sono momenti in cui bisogna marcare ad uomo, altri in cui è meglio marcare a zona. Entrambi i metodi vanno bene, a seconda del contesto.  Allo stesso modo ci sono momenti in cui bisogna essere cooperativi, altri in cui bisogna essere competitivi. Bisogna fare riunioni in cui si coopera tra diversi operatori, in cui le conoscenze e le competenze vengono messe in comune per arrivare a qualcosa di nuovo, e poi – una volta entrati nel mercato – ci si fa la guerra come è giusto che sia.  La coopetizione non è la classica patnership, che serve a ridurre i costi, ma un metodo di lavoro che porta a sviluppare qualcosa di nuovo, mantenendo poi la competizione nel mercato''. Il termine coopetizione non è certo nuovo. Si è utilizzato fin dagli anni '30 e poi è tornato in auge negli anni '90. Perchè adesso torna d'attualità? ''La terminologia non è nuova, certo, ma l'utilizzo sicuramente. Basti dire che, nei miei 25 anni di carriera come consulente e formatore per aziende grandi e piccole, è un termine che non ho mai sentito utilizzare. Questa è la prima volta che il concetto viene posto in primo piano in un convegno, come è stato fatto mercoledì a Milano. La coopetizione è d'attualità perchè le aziende italiane, specie in un periodo di crisi come queste, hanno bisogno di questo modo di pensare per affrontare le sfide dei prossimi anni''.

L'esempio – illustrato durante il convegno - è quello di due direttori generali di due case cinematografiche situate una vicina all'altra, da sempre considerati acerrimi nemici. Un giorno un consulente restò sorpreso nel vedere che nella sala di masterizzazione di una di queste si stava lavorando su un cartone animato che sarebbe stato lanciato dall'altra azienda. La spiegazione fu: “Non siamo così nemici come sembra, loro vengono da noi a realizzare certi lavori, così come noi andiamo da loro. A volte abbiamo le nostre sale occupate e le loro sono libere: perchè non utilizzarle? L'alternativa sarebbe molto più costosa, per entrambi: dovremmo ricorrere a sale lontane centinaia di km”. Questa è cooperazione, che mira ad accrescere il valore del prodotto. Quando però i prodotti verranno lanciati sul mercato, ci sarà competizione. I due direttori spingeranno al massimo pubblicità e iniziative promozionali per convincere gli spettatori a preferire il proprio prodotto rispetto a quello dell'altro. Una volta creato il valore avendo realizzato il film, si spartiranno il valore prodotto cercando di conquistare la migliore quota del mercato.

Nino Fricano



Redazione MyMarketing.Net
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