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FOCUS ON MANAGEMENT BRANDING MEDIA INTERNATIONAL
02/03/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

L'università di Monaco stila il decalogo

de lorenzo
Si chiama Social Media Job Hunt ed è un segno dei tempi. Tempi sempre più informatizzati e intersecati, in cui le informazioni girano sempre più velocemente, in cui le reti di relazioni diventano sempre più importanti. Social Media Job Hunt è cercare lavoro utilizzando le piattaforme digitali. Servizi web come Linkedin, Xing, Smallworld, Twitter, Facebook, Youtube e blog specifici che rivestono sempre di più un'importanza strategica nella ricerca del lavoro. Secondo un recente sondaggio di Harris, il 45% dei datori di lavoro utilizzano i social media per vagliare i potenziali candidati e il 35% di essi hanno deciso di non offrire un lavoro basandosi sui risultati dei controlli dei candidati sui social media.

Il tema è stato approfondito dal Career Office dell’Università Internazionale di Monaco (Gruppo Inseec), che ha stilato una sorta di decalogo sul Social Media Job Hunt. Una serie di consigli utili su come sfruttare al meglio la socialità digitale.

Marketing è probabilmente il concetto centrale. Bisogna pensarsi come un brand, come un prodotto, un marchio. Le persone a caccia di lavoro devono considerare il proprio ''profilo'' come un prodotto che deve essere lanciato su un mercato specifico (mercato del lavoro) con una conoscenza approfondita degli obiettivi (aziende e posti da occupare). L'immagine che deriva dalle varie ''identità online'' sul web deve essere costruita come un brand, nel lungo periodo. Bisogna evitare al massimo ambiguità, confusione e accavallamenti di ruoli. Un compito piuttosto difficile, in quanto i social media richiedono essenzialmente spontaneità e capacità di risposta rapida, ma non bisogna dimenticare che si tratta di una forma di comunicazione scritta, visibile e duratura.

Non bisogna fare l'errore, poi, di tralasciare il networking tradizionale, gli incontri faccia a faccia, o telefonici. E via una serie di consigli su quando e come è opportuno conttattare le persone direttamente. È lecito inviare messaggi a qualcuno che non si è mai incontrato, ma non bisogna approcciarsi direttamente per un posto di lavoro, in quanto il principio del networking sul web è quello di sviluppare un approccio ''dare per avere''.

Inoltre è importante lavorare sui contatti, sulla quantità e sulla qualità, sui social network. Molti studi hanno evidenziato che l'80% delle opportunità di lavoro provengono dalla rete.I social media aumentano la velocità e le e-piattaforme di networking come Linkedin o Xing offrono incredibili opportunità per ampliare il proprio network ed essere consapevoli delle opportunità di lavoro. Occorre dunque invitare sistematicamente tutte le persone che si conoscono o che si sono incontrate nelle e-reti e controllare i contatti che si hanno in comune ed anche i profili in relazione con i nuovi contatti: se si aggiungono 5 nuovi contatti alla settimana, ciò significa che potenzialmente si potranno avere 20 o più contatti sulla propria piattaforma di networking ogni settimana.

Sull'argomento, MyMarketing.net ha intervistato Sophie de Lorenzo, Direttrice del Servizio Carriere e Corporate Relations all’Università Internazionale di Monaco.

Il decalogo propone una serie di consigli su come sfruttare al meglio la propria immagine sui social network per avere più opportunità nel mondo del lavoro. Ma come vengono sfruttati attualmente i mezzi social? Qual è la reale percezione della loro importanza per chi cerca lavoro?

I social network sono sempre più utilizzati dai recruiters e le persone in cerca di lavoro, la crescita continuerà, ma con una ''strutturazione'' di queste reti, che offriranno interfacce più specializzate per ogni settore e tipo di funzione, cosi da migliorare il ''ritorno su investimento'' del networking per entrambe le parti. Alla IUM, offriamo seminari sulla ricerca di lavoro sui social network, tutti i giovani in cerca di lavoro nella nostra Università sono presenti sui social media. Solo la categoria dei senior manager e dirigenti sono ancora sottorappresentate sui mezzi social, in quanto queste alte funzioni preferiscono le cerchie e i club tradizionali.

Per quali settori lavorativi è più indicato concentrarsi su un "self marketing" di questo tipo?

I settori dell’ingegneria e della tecnologia sono stati i primi promotori della ricerca di candidati su internet. Il marketing digitale è il più rappresentato, ma oggi direi che tutti i settori sono presenti, compreso l’esercito, il nucleare e altri settori sensibili.

Pensare la propria immagine sul web come un brand. Pensarsi come un brand da costruire nel lungo periodo. È un segnale di un cambiamento nel mercato del lavoro e nelle strategie di networking che favoriscono l'accesso al lavoro? Può spiegarci le specificità di questo cambiamento?

Nell'approccio tradizionale di self branding, basato sul curriculum, il candidato deve essere considerato un "prodotto da vendere" e lavorare al suo "messaggio". Il curriculum cartaceo tradizionale viene inviato, letto, e spesso scompare e si può ricreare il suo messaggio ad ogni candidatura successiva. Sul web, nei social network, tutto il contenuto rimane e può essere ritrovato molto facilmente. Questo è il motivo per cui dobbiamo essere molto attenti alla coerenza dei contenuti dei dati personali presenti sulla rete e arricchire il contenuto in modo razionale  pensando al proprio pubblico, come in una strategia di marca.


Nino Fricano




Redazione MyMarketing.Net
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