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12/03/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

L’arte al tempo dei media

miraggio
Dimentichiamo l'artista intellettuale e specializzato, pittori, scultori e fotografi 'puristi'. Nel panorama contemporaneo italiano sorge l’artista Pro-Am, Professionista e Amateur. Focalizzato emotivamente sull’impegno artistico, dà vita a una commistione di linguaggi espressivi e persegue l’innovazione quale chiave fondamentale delle proprie creazioni. 'Internettiano' incallito, è cittadino del mondo ma profondamente radicato nel territorio in cui opera. Meno solitario e più concreto, media le contraddizioni del proprio tempo e ‘fa rete’ con gli altri artisti. E se da un lato il lavoro su commissione non è più un tabù, definisce complessivamente 'mediocre' il panorama artistico italiano ma non lascia il Paese, convinto di poter contribuire al suo miglioramento.

È quanto emerge dall’indagine 'L’arte al tempo dei media' realizzata dal Prof. Francesco Casetti - Università di Yale - esperto di impatto dei media visivi sulla nostra cultura. La ricerca è stata realizzata sul data base, unico in Italia, di circa ottomila artisti che hanno partecipato alle prime due edizioni del Premio Terna, messo a disposizione da Terna, quale osservatorio privilegiato per un'indagine sociologica sperimentale. Le conclusioni dell’indagine sono a cura di David Joselit, uno dei massimi esperti mondiali di contemporanea. Il Premio, nato nel 2008 in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è volto a scoprire giovani talenti e a valorizzare l’arte e la cultura italiane. In sole tre edizioni è cresciuto in quantità e qualità: oggi il Premio è diventato “rete delle eccellenze di tutti gli addetti ai lavori nell’arte contemporanea in Italia”, spinto dalla determinazione di Terna a valorizzare il talento e forte della partnership con istituzioni, gallerie, musei, collezionisti e imprenditori. Il concorso invita ogni anno gli artisti ad esprimere la propria creatività su temi legati alla trasmissione di energia. La risposta creativa è stata sorprendente.

Piazzare un'opera? Solo il 19% degli artisti italiani ci riesce con facilità. Quanto tempo dedicare al proprio lavoro? Circa 6 ore al giorno. Il 48% circa ha figli, per una media di 1,8 ciascuno. Il 63% circa svolge un’altra professione oltre alla propria attività di artista.

La figura dell’artista del XXI secolo è quella di un mediatore che, invece 'parlare dall’alto', avvolto in una dimensione trascendente, sperimenta il proprio tempo in tutte le sue contraddizioni, cercando soluzioni concrete, misurandosi con quello che trova. Al tempo dei media, viene meno ogni velleità romantico-bohemien che tratteggiava l'artista genio emarginato dei tempi andati: ormai conta più internet (70%), di apparire in una mostra (68%) o su riviste specializzate (33%). Il 53% si affida ai siti d’arte, il 32% ai social network, seguono i blog e i forum. Centrato sull’impegno artistico, mescola i linguaggi espressivi e cerca l’innovazione come chiave fondamentale delle proprie creazioni: il 48% ne una anche due o tre contemporaneamente, in dialettica continua tra contemporaneità e tradizione. Gli artisti sono sempre più ‘glocal’: portano contenuti locali nei mercati globali e viceversa. Basta con l’essere solitari, il fattore premiante oggi è ‘fare rete'. Il 90% mantiene legami con gli altri artisti per un confronto costruttivo anche se la percentuale scende al 31% quando si tratta di collaborare concretamente. Anche lavorare su commissione, dopo un passato di snobbismo e sospetto, non è più un tabù: il 65% degli artisti ha svolto attività in tal senso e bilancia positivamente libertà espressiva, volontà di indipendenza con richieste su committenza.


Roberta Masella



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