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20/03/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

Il nuovo Internet

Arriva il 'nuovo Internet', più adatto al contesto italiano e al suo stile di fruizione, potrebbe fare entrare l’Italia a testa alta nell’economia digitale. Secondo il Politecnico di Milano sono 5 i binari da seguire per Media e Editori.

“Il nuovo concetto di Internet che si sta affermando, potrebbe portare al comparto italiano dei Media digitali quelle soddisfazioni che solo in piccola parte - un mercato pari solo al 7% per cento di quello complessivo dei Media in Italia - sono state generate dal suo predecessore. Sarà con questo nuovo volto che l’Italia potrà finalmente entrare a testa alta nell’economia digitale” - Andrea Rangone, Responsabile degli Osservatori ICT del Politecnico di Milano. Ecco la parentesi che ha introdotto, stamattina al Campus Bovisa, l’evento di presentazione della Ricerca dell'Osservatorio New Media & New Internet*, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con CEFRIEL.

Internet ai nostri giorno, non ha più bisogno del pc: è libero di essere Tablet come piace agli italiani e si lega ai nuovi device, più apprezzati: gli smartphone (siamo tra i massimi utilizzatori al mondo di telefonini), i tablet (che piacciono agli italiani perché sono visti anche come strumenti di entertainment oltre che di lavoro) e le connected Tv (siamo da sempre un popolo Tv-centrico). Contribuisce a superare il digital divide tecnologico e culturale che caratterizza il nostro paese, facendo leva anche sul paradigma delle App (che consumando meno banda del Web è efficace anche in quelle aree geografiche del nostro paese con banda limitata), sui social network (che gli italiani, primi al mondo per utilizzo, hanno dimostrato di apprezzare e di saper sfruttare molto bene) e sulla diffusione dei Video, assai graditi dagli italiani per la loro immediatezza e forza comunicativa.

“La sfida che le Media Company si trovano di fronte è estremamente complessa perché sono molteplici i cambiamenti organizzativi e culturali che gli Editori devono affrontare. – ha dichiarato Giovanni Toletti, Responsabile della Ricerca New Media e New Internet del Politecnico di Milano. Nel 2011 il settore italiano dei Media torna a diminuire scendendo a quota 16,7 miliardi di euro. L’incremento dei nuovi Media digitali (+7%, da 5 miliardi di euro a 5,3) non basta a sostenere il calo dei Media tradizionali (-5%, da 11,9 miliardi di euro a 11,4) eppure, in uno scenario di apparente recessione, sono prorpio smartphone, tablet, connected tv, applicazioni, social network e video a trainare il mercato lasciando intravvedere un nuovo, possibile modello di sviluppo.

In crescita, infatti, sia la raccolta pubblicitaria che i ricavi pay su smartphone (+70% e +120%) e tablet (+110% e +150%). Com'era prevedibile è raddoppiata la pubblicità sui social network (quasi 24 milioni di utenti), sono cresciuti dell’130% i ricavi generati dalle App e dell’80% il valore dell’advertising sui Video online, trainato dalle offerte sempre più ricche degli editori e dalle masse di utenti di YouTube.ultima tendenza: sono triplicate le connected Tv realmente connesse (dal 10% a oltre il 30%).

Gianluca Stazio, Responsabile Marketing & Sales, Rai Net ha confermato che i tassi di crescita della pubblicità sulle varie piattaforme per la Rai stanno andando bene, “Rai sta lavorando perché a breve si debutti su conncted TV in modalità multimedia on platform e on demand”. A febbraio 2012 sono oltre 1000 le Applicazioni sulle Internet Tv dei principali produttori (LG, Panasonic, Philips, Samsung, Sony) di cui 148 Media. “La strada è dunque aperta a prescindere dal costruttore – prosegue Stazio - pensiamo di proporre accordi ad LG, Samsung, Sony, Panasonic e altre per creare App Rai che consentano una modalità di fruizione migliore su tablet e smartphone. Stiamo anche cercando di portare materiale su questo mondo, in occasione degli Europei di calcio, oltre naturalmente all'offerta web già presente. Rai.tv per tablet ha esordito il 21 febbraio e presto saranno disponibili le versioni per android e iPhone, per completare l'offerta”.

Al termine dell'evento Stazio commenta i risultati della ricerca che trova “in linea con quello che ci aspettavamo, anche se la pirateria rimane il problema di molti e così anche il nostro. Tuttavia il modello di business della rai sarà un modello free basato sulla pubblicità, sperimentazioni ce ne saranno, ma resteranno residuali, di nicchia: speriamo che offrendo contenuti liberamente fruibili aumenti il gradimento del popolo della rete”.

Roberta Masella



*La Ricerca è stata realizzata in collaborazione con CEFRIEL e con il supporto di: DigitAlchemy, Digitalia’08, Doxa, Facebook, Gruppo L'Espresso, Il Sole24Ore, Matrix, Mediamond, Mediaset, Mondadori, Publitalia’80, Rai, RCS, RTI Interactive Media, Sipra, Sky, Skylogic, Telecom Italia; Accenture, Mamadigital, Samsung.


Redazione MyMarketing.Net
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