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21/03/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

ADAM, piovono parole nuove

Stiamo assistendo alla 'rivoluzione dei Tablet': oggi migliaia di testate cartacee scelgono di riorganizzare i contenuti, migliaia di professionisti dei media di riscrivere le regole della comunicazione per i touch screen. Abbiamo dunque il supporto, ora servono nuovi modi per scrivere le definizioni, per trasmettere i contenuti con la libertà, la leggerezza, l’originalità, il fascino e la profondità di un alfabeto creativo. La soluzione si chiama ADAM, come il primo uomo di una nuova era della comunicazione ed è un magazine per iPad, scaricabile gratuitamente dal 27 febbraio 2012 su Apple Store. Se il touch screen ha cambiato il vostro modo di sfogliare, ADAM cambia il vostro modo di leggere.

Nato da un’idea di Luigi Vernieri, realizzato dal FEFÈ Project con la collaborazione dell'Istituto Europeo di Design di Roma e sviluppato per iPad da VISUAL Creative Studio di Alessandro Risuleo, ADAM è il primo dizionario creativo dell’editoria digitale, dove parole e grafica, illustrazione, video, animazione,sound design, musica, orientamento della lettura, interattività, game, web e social network concorrono a creare un nuovo linguaggio. ADAM presenta su iPad materiali originali e inediti, creati per sfruttare in modo significativo e non accessorio le potenzialità del mezzo. Ciascuna definizione viene proposta al lettore attraverso video, illustrazioni e foto che ruotano, giochi interattivi, effetti sonori e musicali, testi da scrollare, fornendo una vera e inedita esperienza di lettura.

Luigi Vernieri ha raccontato a MyMarketing.Net come è nato ADAM e i riscontri iniziali.

“Il magazine Fefè ha come concept l'idea di una creazione collettiva su un tema: è un lavoro di ricerca basato sulla visual culture, l'uso del linguaggio visivo in maniera approfondita dove immagini sostituiscono i testi. ADAM è un prodotto che mantiene qst tipo di ricerca: l'uso dell'immagine è predominante. Dato che il supporto permetteva altre sperimentazioni, gli elementi sono diventati interattivi e sonori. L'idea è stata quella di trasferire il lavoro fatto all'interno di un media che ci permette di approfondire tutto questo. L'iPad sta generando un linguaggio totalmente nuovo con cui tutti ci stiamo cimentando. ADAM è sia un nome di persona che un acronimo. In ogni numero esploreremo una lettera dell'alfabeto: tema dell'inizio dell'origine del tutto”. Il concept prevede 26 termini, come le lettere dell’alfabeto. La prima lettera è A che viene declinata secondo un filo rosso colto, associativo e visivo in parole che rispecchiano l’andamento dell’abecedario: Aa (Aataensic), Ab (Abiogenesi), Ac (AC/CD), Ad (Adamo) e così via in un percorso che, definizione dopo definizione, culmina in Az (Aztech). “Perché ADAM è stato realizzato così – aggiunge Vernieri - è perché il contenitore è stato scelto per avere un format che consenta questa frequenza – il prossimo numero sarà B- movie in cui esploreremo un mondo nuovo”.

Come il primo uomo alle prese con un mondo tutto nuovo, ADAM cerca nuove parole. Il suo linguaggio porta il più lontano possibile la possibilità di partecipare alla scoperta del contenuto, culminando nella condivisione su social network. Per ogni parola infatti è possibile, ruotando l’iPad, accedere al Twitter di riferimento, dove un mondo di sconosciuti follower, propone la sua versione della definizione, integrando in una evoluzione continua la definizione della parola.

“La cosa divertente – sottolinea Vernieri - è che le glosse telematiche degli utenti sono già integrate in tempo reale, proprio perché parlando di un nuovo linguaggio, è previsto per ogni capitolo che alla rotazione del tablet in orizzontale compaia la pagina di Twitter non legato all'applicazione, ma ovviamente al termine. I contenuti sono quindi già integrati all'applicazione per chi ce l'ha e al sito per gli altri. È un accrescimento del termine in tempo reale: potrebbe essere considerata l'evoluzione di Wikipedia, ma più anarchica e con contenuti più a rischio. I riscontri sono stati molto positivi sin dal primo giorno, in cui abbiamo avuto 800 download, e a meno di un mese dal lancio il numero è già raddoppiato. Questa è un'applicazione che deposita nel pianeta un sapere disponibile ed è davvero enorme il suo raggio d'azione. Vendere 700 copie di un magazine artistico in un giorno è una gran cosa, adesso stiamo cercando di entrare nei primi 50 risultati di Apple Store per farci conoscere: si devono superare tra i 1500 e i 2000 download e anche questo è un nuovo mondo, enorme e dispersivo, ma potenzialmente può arrivare a tutti”.

Roberta Masella



Realizzazione: FEFE Project
Contenuti: FEFE Project e la Scuola di Visual Communication dello IED di Roma: i corsi triennali di Video e Sound Design hanno portato i contributi più interessanti che fanno ora parte dei contenuti definitivi di questo Aleph Issue.
Sviluppo: VISUAL Creative Studio


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