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26/03/2012  Versione per la stampa Share it   Condividi su Facebook

USA: sogni infranti

generazione y
E dire che la cosiddetta “Generazione Y” avrebbe dovuto rappresentare una miniera d'oro per negozi e venditori americani.

La prima generazione cresciuta tra cellulari e computer poteva essere raggiunta in un'infinità di modi – Twitter e Facebook solo per citarne alcuni– che non erano disponibili quando i loro genitori, figli del boom economico, avevano la loro stessa età.

I negozianti già si sfregavano le mani: un esercito costituito da circa 70 milioni di persone tra i 18 e i 34 anni faceva sperare in un boom di vendite, ma la crisi economica ha rotto loro le uova nel paniere.

Nessun gruppo sociale ha sofferto la Great Recession come i nati negli anni '80. Con carriere in stallo e sogni di un futuro roseo andati persi da qualche parte lungo la strada, un'analisi della situazione dei giovani yankee dai 18 ai 34 anni condotta dal Pew Research Center ci mostra che, per risparmiare, il 24% di loro, dopo essere andato a vivere per conto proprio, è tornato a casa dei genitori almeno una volta.

Storie di condizioni economiche disperate, testimonianze di uno shock culturale che è andato a colpire una generazione che tutto si aspettava tranne che restare impantanata.

Mentre gli economisti spingono i giovani a formarsi una famiglia – sposarsi, fare figli e comprare casa – questi ultimi hanno ormai messo progetti di questo tipo in stand-by, come mostra l'indagine condotta lo scorso novembre: il 20% di loro ha infatti smesso di pensare al matrimonio e il 22% a fare un figlio.

Le motivazioni non sono difficili da intuire, ovviamente, e il clima del mondo del lavoro non aiuta, visto che tra i giovani il tasso di occupazione ha raggiuntoil minimo storico, il 54%.

I negozi hanno iniziato a preoccuparsi di come costruire un rapporto con la clientela, dato che questa, una generazione bombardata da informazioni e possibilità di scelta, si mostra più esigente e meno fedele ad un brand particolare rispetto a quella dei propri genitori, forse anche a causa di un sempre minore rispetto per le istituzioni, marchi compresi. Ben prima della crisi già tendevano ad acquistare prodotti autentici, seguendo il motto “buy less and do more”. Se i figli del boom economico prediligevano l'abbondanza, la Generazione Y vuole solo quel che serve, e la recessione potrebbe ridurre ulteriormente i loro acquisti.

La frugalità che caratterizza i giovani americani di oggi potrebbe andare a colpire dritto alle fondamenta il mercato dei beni di lusso ed è per questo che Be &D ad esempio, produttore di borse e scarpe di alta gamma, ha fatto entrare in catalogo anche una tracolla al “modico” prezzo di $300. Lo scopo non è tanto quello di attirare la Generazione Y tra la propria clientela quanto quello di rendere riconoscibile il proprio marchio, in vista del futuro, perché senza gli incassi derivanti dagli acquisti di questa generazione, si perde una consistente fetta di vendite.

Questa generazione è stata a lungo attesa, ma con un benessere economico in ribasso del 68% rispetto a trent'anni fa le spese e l'economia sono ora a grande rischio.

 

Matteo Brambilla

 

Per approfondimenti:

Pew Research Centre
http://www.people-press.org/2011/11/03/section-5-generations-and-the-great-recession/

Be & D
http://beandd.com/





Redazione MyMarketing.Net
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